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Infrastrutture
La nuova areostazione di Treviso

Una scommessa vinta che è già un gioiello

Dopo otto anni di attesa, sono iniziati i lavori per la nuova aerostazione di Treviso e Paolo Camolei, il presidente di Aertre - la società di gestione dello scalo di Treviso - punta tutto su una scommessa che appare già vinta.

Il primo progetto di implementazione dell’aeroporto della Marca Trevigiana venne bocciato per motivi tecnici dall’allora Direzione Generale Aviazione civile, sostituita in seguito dall’Enav. Nel 1998 venne indetta una gara per la realizzazione dei lavori, affidata alla ditta Garboli, che cinque anni più tardi, nel 2003, si dichiara però indisponibile a sottoscrivere il contratto. L’anno scorso quindi l’impresa Carron ha raccolto il testimone e sono iniziati i lavori.

“ Il progetto della nuova aerostazione è una vera scommessa che, in gran parte, abbiamo già vinto- spiega Paolo Camolei- malgrado il cammino sia iniziato nel 1996, ma solo in questi ultimi anni è stato possibile concretizzare il nostro programma e diventare finalmente operativi. L’impresa a cui sono stati commissionati i lavori ci ha assicurato che il cantiere sarà concluso a febbraio 2006, quindi a soli due anni dalla posa della prima pietra .O, forse, persino qualche mese prima.”

Il costo dell’opera sfiora i nove milioni di euro. E’ quindi un'avventura a sei zeri quella che contribuirà a cambiare profondamente il volto della Provincia di Treviso, proiettata in una fitta rete di collegamenti, a cui si guarda con grandissimo interesse soprattutto per quanto riguarda gli investimenti sull’industria turistica, con importanti ricadute anche sul fronte occupazionale.

“ La nuova aerostazione sarà uno strumento strategico - prosegue Camolei- non solo per il turismo, ma per tutto il nostro comparto produttivo, chiamato ad affrontare le sfide della globalizzazione. Ma la filosofia di fondo è quella di concentrarsi al sistema di trasporto low cost, anche sull’area extra Schengen, per intercettare sia i flussi turistici che quelli del business. Questo posizionamento strategico ci ha consentito di passare dai 433.389 passeggeri nel 2001 agli 850.000 previsti per il 2004, con proiezioni sul 2006 che rendono possibile il traguardo del milione e trecentomila utenti. L’incremento significativo dei passeggeri, dovuto in gran parte alle tipologia delle rotte, richiedeva un tempestivo intervento per migliorare il sistema infrastrutturale dell’aeroporto di Treviso, a partire da una attesa confortevole e una maggiore funzionalità di tutti i servizi necessari al passeggero”.

Il progetto prevede una nuova aerostazione divisa in tre blocchi, due laterali di tre piani ciascuno e un corpo centrale più basso, di due soli piani con copertura a falde in struttura lamellare.

Nell’evoluzione progettuale, pur mantenendo lo schema funzionale previsto inizialmente, sono state modificate le dimensioni, con ampliamenti del piano terra, del primo e del secondo piano. Si è quindi passati da una superficie di 11.300 metri quadri ai 13.950 della nuova aerostazione.

Il piano terra, con la superficie di 5.990 metri quadrati, sarà occupato sia da una zona “landside” che dall’ “airside”. Nell’area “landside” sono previsti spazi per gli arrivi ed alcuni spazi tecnici per le apparecchiature elettriche e gli impianti antincendio. Sono state pianificate un’area per le attività commerciali e i servizi d’accoglienza, come ad esempio l’area informazioni e il noleggio auto. La zona “airside” del piano terra verrà invece adibita al carico e scarico dei bagagli, i gates per gli imbarchi remoti, gli arrivi, la restituzione bagagli e gli uffici degli enti di stato per la sola funzione degli arrivi. Tra il piano terra e il primo piano è stato interposto un mezzanino per il controllo dei bagagli da stiva provenienti direttamente dai “check in”. I collegamenti verticali tra piano terra e primo piano sono separati, per garantire il totale isolamento tra la zona partenza e la zona arrivi.

L’organizzazione distributiva del primo piano, ampio 4.800 metri quadri, prevede nell’area landside i banchi check in e il controllo di sicurezza dei passeggeri in partenza con i relativi spazi di coda, due sale di attesa accessorie ed alcuni spazi commerciali. L’area Airside sarà occupata dalla sala partenze, fornita di un soppalco per le attese prolungate, da quattro gates e da spazi per le concessioni commerciali. Ogni uscita sarà dotata di scale ed elevatori indipendenti per l’imbarco remoto. Il secondo ed ultimo piano del blocco centrale (2.305 metri quadri) ospiterà nella zona landside gli uffici di supporto all’attività aeroportuale; nella zona airside saranno posizionati gli spazi tecnici relativi agli impianti meccanici e gli spazi con vista sul piazzale aeromobili per il controllo di volo. I materiali utilizzati conferiscono all’intera struttura un aspetto semplice e funzionale.

I rivestimenti delle strutture murarie e delle pavimentazioni sono state scelte con accuratezza, considerando l’impatto ambientale, ma con linee e modelli progettati dai più abili design.

L’ultimo stralcio del progetto prevede la realizzazione di un parcheggio. “Il nuovo parking dovrebbe situarsi sul lato della statale Noalese e, probabilmente, sarà collegato con un ponte sopraelevato - spiega il presidente dell’Aertre - E’ una struttura fondamentale per il regolare funzionamento di un aeroporto e rientra nei servizi per l’utenza che fanno la differenza tra un aeroporto efficiente e indispensabile sul territorio ed una struttura marginale di serie B. Attualmente il progetto preciso è ancora al vaglio; l’area è di proprietà del comune di Treviso, quindi i dettagli saranno definiti dall’amministrazione comunale stessa, nel momento più opportuno, ma non escludo che l’Aertre assuma un ruolo concreto in questo ultimo intervento.”

Insomma l’aeroporto di Treviso è una scommessa già vinta: “E’ un progetto ambizioso che darà dignità alla Marca - conclude Camolei- E’ in grado di inserirsi a pieno titolo e con efficienza nel sistema aeroportuale di Venezia, con una capacità di accoglienza oraria di 400 passeggeri in partenza e altrettanti in arrivo; una maggiore incidenza non comporterà comunque un ulteriore ridimensionamento degli spazi. Il ricordo del precedente aeroporto, ormai antiquato, verrà quindi cancellato da una struttura funzionale, accogliente e soprattutto sicura. Ormai dobbiamo solo deciderne il nome.”

Roberto Santolamazza
"L'Economia della Marca Trevigiana", Ottobre 2004

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