 Nel
1999, il reddito prodotto in provincia di Treviso (PIL) è ammontato
ad oltre 32.000 miliardi: il 18% del PIL regionale e l’1,7% del
PIL nazionale; tale dunque da posizionare Treviso al 14° posto fra
le 103 province italiane, anche in termini di reddito prodotto pro-capite.
I tre settori portanti dell’economia trevigiana sono “l’industria
in senso stretto” (ovvero le attività manifatturiere, per
un reddito prodotto pari a quasi 11.000 miliardi, il 34% del PIL totale),
i servizi alle imprese e alle persone (7.000 miliardi, pari al 22%) e
le attività commerciali e dei pubblici esercizi (5.600 miliardi,pari
al 18%).
Con riferimento ai macro comparti, si pone in evidenza
la vocazione industriale di Treviso sia rispetto al Veneto che, a maggiore
ragione, nei confronti dell’Italia: l’industria complessivamente
intesa infatti (manifatturiero, energia, costruzioni) rappresenta nella
Marca il 40% del PIL, contro il 34% del Veneto e il 28% dell’Italia.
Non
è mancata tuttavia una evoluzione della struttura economica trevigiana
negli ultimi anni. Prendendo come riferimento gli anni ’90 emergono
infatti alcuni mutamenti: la considerevole crescita, in termini di peso
sul PIL provinciale, dei servizi destinabili alla vendita (il c.d. terziario
avanzato), la cui quota di reddito prodotto passa dal 16% al 22%; la contrazione
dal 12% all’8% della Pubblica Amministrazione, l’incremento
dal 15% al 18% delle attività commerciali.
In questo quadro evolutivo, certamente non può
non essere rilevata la tenuta del settore manifatturiero, che - nell’arco
dei 10 anni considerati - continua a rappresentare stabilmente 1/3 del
Pil provinciale. In termini di dinamiche congiunturali, le ultime performance
sono state per Treviso più che lusinghiere: nel 1999, rispetto
all’anno precedente, l’incremento complessivo del reddito
prodotto è stato del +3,6%, superiore sia al Veneto (+3,3%) che
all’Italia (+2,9); differenze che diventano più nette proprio
con riferimento all’industria: a Treviso questo comparto è
cresciuto in termini di PIL del +3,7%, contro il +2,4% del Veneto e il
+1,8% dell’Italia.
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