Dai dati ufficiali ISTAT rielaborati su base provinciale
si ricava che al 31.12.2000 gli occupati in provincia sono 344.000 fra
dipendenti (249.000) e indipendenti (95.000). Le persone in cerca di occupazione
invece ammontano a 9.000, per un tasso di disoccupazione pari al 2,6%,
davvero al di sotto della soglia fisiologica.
Per
comparazione, il Veneto presenta un tasso di disoccupazione al 3,7%; mentre
l’Italia, causa la diversa situazione socioeconomica del Meridione,
arriva al 10,6%. Molto sostenuto è il tasso di partecipazione al
lavoro, detto in termini tecnici “tasso di occupazione” e
ottenuto dal rapporto fra numero totale di occupati e popolazione con
15 anni ed oltre: in provincia questo indicatore si attesta al 51,5%,
contro il 43% dell’Italia.
Degli occupati totali, praticamente il 50% lavora nell’industria;
una percentuale che è già 10 punti più elevata rispetto
al dato regionale, e quasi 20 punti più elevata rispetto al dato
nazionale. Il Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere
e dal Ministero del Lavoro per monitorare i fabbisogni professionali delle
imprese, è una ulteriore fonte statistica sugli stock degli occupati.
Occorre dire che Excelsior attinge le informazioni da un campione rappresentativo
di imprese, escluse le attività connesse alla Pubblica Amministrazione.
Se
pertanto il totale degli occupati non corrisponde ai dati ufficiali ISTAT,
nondimeno l’indagine permette l’incrocio degli stock con ulteriori
variabili di dettaglio, come i settori e le classi dimensionali d’impresa.
In quest’ottica appare evidente in provincia il peso della metalmeccanica
in termini di addetti: considerando assieme, infatti, le industrie di
prima lavorazione dei metalli, il settore dei macchinari e degli elettrodomestici,
le industrie di carpenteria, i mezzi di trasporto e le apparecchiature
di precisione si raggiunge il 23% del totale occupati stimato da Excelsior
per l’industria e i servizi nel 2000 (quasi 46.000 addetti su 201.776).
Il 63% degli occupati ne settore dei macchinari e degli elettrodomestici
si concentra in aziende con più di 50 addetti.
Il secondo settore in provincia per peso degli addetti
è il tessile, abbigliamento e calzaturiero (o più brevemente
il sistema Moda): con oltre 26.000 addetti rappresenta il 13% del totale
occupati rilevato da Excelsior; di questi 26.000 occupati, 7.200 lavorano
in aziende di grandi dimensioni (oltre 250 dipendenti). Fatto 100 il numero
complessivo di occupati che in provincia lavorano in aziende oltre 250
dipendenti, il sistema Moda ne assorbe oltre il 20%. Soltanto i servizi
alle imprese (principalmente credito) assorbe una maggiore quota di addetti
in questa classe dimensionale.
Il
legno e mobilio, con il 12,8% degli occupati, si piazza subito a ruota:
dei suoi 25.700 occupati, il 41% si colloca nella fascia dimensionale
da 10 a 49 dipendenti. Da rilevare ancora il commercio e i pubblici esercizi,
che insieme superano i 27.000 occupati (peso del 13,5% sul totale), e
le costruzioni, con 14.000 occupati: per costruzioni e pubblici esercizi
oltre la metà degli occupati lavora in aziende al di sotto dei
10 dipendenti; per il commercio in questa classe dimensionali si concentra
il 44% degli occupati.
Infine il terziario avanzato (credito, assicurazioni,
servizi avanzati alle imprese, servizi alle persone) incomincia a detenere
una fetta importante del mercato del lavoro trevigiano, pur ancora polarizzato
sull’industria manifatturiera: infatti, con 27.500 occupati rappresenta
il 13,7% degli occupati totali rilevati da Excelsior. E guardando i fabbisogni
professionali, i maggiori tassi di crescita occupazionale si registrano
proprio in questi settori, prossimi al 6% al netto delle uscite contro
il 3,6%-3,9% del manifatturiero.
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