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Commercio estero
Con un export di oltre 15.000 miliardi di lire nell’anno 2000 Treviso si colloca ai vertici fra le province d’Italia quanto a valore delle merci vendute all’estero, dopo Milano, Torino, Vicenza e Bergamo. Prendendo a riferimento l’inizio degli anni ’90, le esportazioni trevigiane in dieci anni sono triplicate: questa è la misura della forte propensione dell’economia provinciale all’internazionalizzazione commerciale; accompagnata negli ultimi anni anche da importanti fenomeni di internazionalizzazione produttiva.

In termini di saldo, pari a 8.366 miliardi di lire, Treviso è prima in Veneto e seconda in Italia soltanto a Modena. Questo saldo costituisce il 50% dell’attivo commerciale regionale, e supera di tre volte, abbondantemente, l’attivo della bilancia commerciale italiana per il 2000.

Le principali voci merceologiche che costituiscono i punti di forza del made in Treviso sono:
• i prodotti del tessile, abbigliamento, calzaturiero, che insieme totalizzano un valore di 4.771 miliardi di lire e rappresentano oltre il 30% dell’export trevigiano; le specializzazioni, note in tutto il mondo, riguardano in particolare la maglieria, le calzature sportive, l’active sportwear in generale, ma non mancano prodotti di sartoria realizzati anche da qualificati laboratori artigiani;
• i macchinari per l’industria e l’agricoltura, per un valore di 3.800 miliardi, quasi il 25% del totale export trevigiano, in crescita del +9,7% rispetto al 1999, la cui domanda oggi , oltre che essere alimentata, per i primi 5 Paesi, da Germania, Francia, Regno Unito, Spagna e Stati Uniti, si fa sempre più consistente anche dai Paesi in via di industrializzazione;
• terzo importante gruppo merceologico è il legno-arredo: cucine, soggiorni, camere, mobili per ufficio, mobili in giunco,per un valore di 2.000 miliardi e una crescita del +16,8% rispetto al 1999. Oltre all’Unione Europea questo settore negli ultimi anni sta conquistandosi una crescente quota di mercato negli Stati Uniti: dal 1998 al 2000 il valore di prodotti esportati è pressoché raddoppiato, passando da 88 a 168 miliardi.

Le maggiori dinamiche delle importazioni nel triennio 1998/2000 per Paese di provenienza (esclusi i flussi sotto i 50 miliardi) fotografano con chiarezza la posizione strategica di Treviso nell’economia delle interdipendenze globali: spiccano infatti i crescenti rapporti commerciali con la Cina, trovano conferma i processi di divisione internazionale del lavoro verso l’Est Europa (Romania e non solo); il Vietnam si propone come relazione emergente nel mezzo delle vecchie “Tigri” asiatiche; Marocco e Turchia richiamano l’attenzione sulla fascia mediterranea, area di antico ed oggi crescente interscambio commerciale e produttivo.


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