L’agricoltura trevigiana ha seguito un percorso evolutivo che
è passato attraverso l’accorpamento dei fondi e la scelta
delle produzioni per selezionare coltivazioni di qualità. Oggi
il settore primario in questa provincia ha basi solide che consentono
di superare eventuali momenti congiunturali negativi ed il mutato andamento
meteorologico.
Il ruolo della provincia nella panoramica regionale è
andato intensificandosi, e per importanza è seconda solo a Verona.
La produzione lorda agricola, forestale e zootecnica locale ammonta a
1.429 miliardi di Lire e rappresenta il 17% del totale regionale. Le coltivazioni
erbacee, prevalentemente cereali, costituiscono il 33,3% della produzione
lorda provinciale.
In questo settore si è assistito alla progressiva
estensione, a scapito di altre colture, delle quote di superficie agricola
coltivata a mais, che ha raggiunto elevata resa e qualità, in funzione
di approvvigionamento per il settore zootecnico.
Tra gli ortaggi vanno citati il celebre radicchio rosso
trevigiano e castellano e l’asparago bianco.
Nel settore vitivinicolo la produzione lorda trevigiana
è pari al 31% di quella veneta. La Marca infatti è famosa
per i suoi apprezzati vini, in particolare il Prosecco di Conegliano e
Valdobbiadene e i Vini del Piave come il Cabernet e il Merlot.
Un cenno meritano le coltivazioni di ciliegie ed actinidia,
accanto alla più recente olivicoltura apprezzata anche per la sua
funzione di valorizzazione paesaggistica e ambientale.
Nel settore zootecnico, che rappresenta il 38,7% della
produzione lorda provinciale (ed il 14% di quella regionale), spicca la
produzione di carne. Nonostante gli allevamenti bovini trevigiani rispondano
a tutti i requisiti di sicurezza e certificazione, in seguito all’esplosione
in Europa del caso BSE, i consumatori almeno negli ultimi tempi si sono
orientati verso carni alternative. Si è registrata inoltre una
diminuzione della produzione di latte, imputabile alla politica europea
delle quote latte.
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