HOME C.C.I.A.A. di TREVISO
HOME C.C.I.A.A. di TREVISO
link alla versione accessibile
Percorso:  HOME >  Strutture economiche >  Mercato ortofrutticolo
Investimenti nel Nordest Strutture Economiche
Mercato ortofrutticolo

La proprietà del Mercato Ortofrutticolo di Treviso è del Comune di Treviso mentre la gestione è affidata alla Treviso Mercati s.p.a. la cui partecipazione societaria è data dal Comune di Treviso (37%), dalla Camera di Commercio (17%), dal Gruppo Grossisti-CCMT (17%), dal Gruppo Grossisti-CMA (10%), dalla Coop.Facchini (3%) e dalla coldiretti (1%).

Con la società di gestione si sono concretizzati alcuni aspetti, quale una maggiore rapidità di decisione sugli investimenti da effettuare, un importante coinvolgimento degli operatori e un’inversione di tendenza sull’attività del mercato che è nuovamente in crescita.

Quello di Treviso, dopo Padova e Verona, è il terzo mercato della Regione Veneto con un volume di contrattazione, almeno per gli ultimi 4 anni, stabilizzato intorno a 1.3 milioni di quintali.
E’ un mercato rivolto al prodotto fresco e deperibile; ortaggi e frutta rappresentano l’85% dei volumi scambiati, con una forte prevalenza degli ortaggi quali insalate e radicchi (49%) e della frutta (36%) rappresentata da mele, pere, pesche, albicocche, il prodotto a marchio è presente in particolare per la frutta fresca e secondariamente per frutta secca e agrumi. Uno dei prodotti maggiormente apprezzati nella nostra realtà è proprio il Radicchio di Treviso (precoce e tardivo) e quello di Castelfranco per i quali, sin dal 1992, le associazioni produttori trevigiane hanno richiesto il riconoscimento del marchio IGP (indicazione geografica protetta). Dal 1996, anno in cui è giunto il riconoscimento, il radicchio di Treviso è, infatti, coltivato secondo norme definite in un apposito disciplinare di produzione soggetto a numerosi controlli.

E’ sorto così il consorzio di Tutela del Radicchio Rosso di Treviso e Variegato di Castelfranco che raggruppa enti pubblici e operatori privati, che si occupano della valorizzazione del prodotto. Sul mercato ortofrutticolo di Treviso però il Radicchio IGP non è praticamente presente a causa dei costi elevati. Tuttavia, attorno al marchio IGP ottenuto, gli operatori agricoli dell’area in collaborazione con la Regione e con la Camera di Commercio hanno saputo avviare un’efficace operazione di marketing che si è evoluta fino a diventare un’azione di marketing territoriale.Nel caso del mercato di Treviso l’esempio del radicchio ha sollecitato gli operatori grossisti verso maggiori attenzioni alle tipologie di prodotto che fornivano, cercando di dare un’immagine migliore di qualità del prodotto.Per il mercato di Treviso la promozione dell’Igp è stato un passaggio importantissimo perché ha significato maggior visibilità anche a livello internazionale, dando maggiore importanza alla qualità e alla valorizzazione del territorio locale.

La struttura del mercato è dotata di 55 moduli-magazzino di 250 mq ciascuno ed è presente una pensilina di produttori di ca.1000 mq.
Nel mercato operano 21 grossisti-concessionari e 3 cooperative di produttori mentre non è qualificabile il numero di produttori non associati.
Il costo del posteggio, decisamente basso, è pari a 25 euro/mq per gli agricoltori e 21 euro/mq per i concessionari ed è un mercato alla produzione, orientato sui prodotti locali, sui piccoli clienti e sul turismo.

L’orario di apertura è abbastanza ampio proprio per consentire un più dinamico scambio del prodotto fresco destinato al consumo locale. I servizi sono ridotti al minimo indispensabile; non ci sono, infatti, frigoriferi e piattaforme di lavorazione e confezionamento e sono da potenziare i servizi bancari, di trasporto e di logistica. Il mercato in definitiva ha acquisito un ruolo strategico e offre notevoli opportunità di sbocco commerciale alla nostra agricoltura, che è un’agricoltura di sussidio ancora ben radicata sul territorio trevigiano e veneto.

Il mercato è principalmente orientato verso i dettaglianti, che rappresentano il 65% del totale dei clienti e poi verso i grossisti, che rappresentano il 20% del totale. Attualmente solo 2-3 operatori del mercato hanno rapporti consolidati con la distribuzione moderna. Negli ultimi anni però, il mercato di Treviso ha sviluppato buoni rapporti con i buyers della GDO locali attivando così uno scambio continuo e dinamico di informazioni. In passato le difficoltà erano iniziate quando la GDO aveva realizzato piattaforme proprie; ora invece la GDO ha abbandonato fisicamente i mercati ma solo in termini di piattaforma logistica.
La GDO, infatti, rimane una finestra attiva e utile per monitorare l’innovazione del prodotto, la novità varietale e i nuovi imballaggi. La GDO offre, praticamente in tempo reale indicazioni importanti sull’andamento dei prezzi e sull’evoluzione dei prodotti e dei consumi.

Per quanto riguarda i rapporti con l’estero, Croazia, Slovenia e Austria sono i paesi su cui il mercato di Treviso può avere maggiori sbocchi commerciali.Un fattore di sviluppo non ancora attivato è però il servizio di consulenza con l’export vale a dire servizi di assicurazione, bancari o di credito. Un ostacolo fondamentale è proprio il fatto che gli operatori sono reticenti a fornire proprie informazioni ad una compagnia di assicurazione.

Il punto critico è rappresentato dal fatto che il mercato di Treviso non era stato inserito nel piano mercati e questa era sicuramente una grande carenza strutturale proprio perché i volumi di prodotto venduto sono ancora troppo limitati per pianificare investimenti strutturali.

Un fattore molto importante per il mercato di Treviso è invece rappresentato dalla domanda legata al turismo; infatti, molte strutture si approvvigionano proprio dal mercato di Treviso. Questo dimostra ancora una volta il forte legame con il territorio e questo aspetto è sottolineato anche dall’importanza che investe il dettaglio tradizionale ed il commercio su aree pubbliche nella collocazione della merce del mercato. Inoltre parte di Treviso Mercati spa e il Mercato Ortofrutticolo di Treviso hanno promosso un’iniziativa, che per il momento è in fase di progettazione, che propone un tavolo di orientamento prezzi rivolto al consumatore per una spesa più consapevole.

Barbara Marzi
Tratto da "L'Economia della Marca Trevigiana", Dicembre 2004


  » Inizio pagina