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Notizie sull'economia
Dati ed analisi sull’economia trevigiana
L’industria manifatturiera trevigiana è in piena ripresa

L’industria manifatturiera trevigiana si trova in pieno ciclo positivo. A fine giugno 2007, rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, la variazione della produzione risulta del 4,6%. Si tratta della migliore performance fra le province venete. Il dato medio regionale è del 3,3%.

Questi risultati sono stati calcolati sulla base di un campione esteso che include tutte le dimensioni di imprese,dai 2 addetti e più. Se si considera l’usuale campione di riferimento (222 imprese con 10 addetti e più, per un totale di 13.600 addetti), la variazione tendenziale della produzione sale al 4,9% (che diventa del 6,1% per le medie imprese, da 50 a 249 addetti).

I dati che andremo ad illustrare, per continuità della serie storica, fanno riferimento a questo campione d’imprese (10 addetti e più), mentre citeremo, quando disponibili e significativi, i dati relativi al sottogruppo delle micro imprese (dai 2 ai 9 addetti).

Gli indicatori-guida di queto bilancio di mezza estate mettono in evidenza un’intensità crescente della ripresa. Tutte le variazioni tendenziali (cioè calcolate su base annua) sono maggiori rispetto allo scorso trimestre:

la già citata produzione cresce del 4,9%, quando a marzo si registrava un 4,0%;

il fatturato totale cresce del +7,0%, quando a marzo la variazione era del 5,8%;

il fatturato estero si attesta addirittura al 12,8%, contro il già ottimo 7,8% del trimestre precedente. Bisogna risalire al 1° trimestre 2006, periodo di “risveglio” del ciclo, per trovare variazioni di superiore intensità;

in crescita anche gli ordinativi, in particolare quelli raccolti sui mercati esteri: la variazione è del 10,8% su base annua e del 7,3% su base trimestrale (lo scorso trimestre si registrava, rispettivamente, un 2,0% e un 4,8%); per gli ordinativi dal mercato interno la variazione migliora solo su base trimestrale (3,4% contro lo 0,3% di marzo), mentre su base annua presenta un trend positivo ma leggermente in attenuazione (2,2, contro il 3,3 di marzo).

Con tali indicatori di performance, anche l’occupazione torna prudentemente su ritmi di crescita. Lo scorso trimestre era avvenuta l’inversione di segno per la variazione tendenziale (dal -0,9% di fine anno al +1,2% di marzo). A giugno si ritrova confermato questo trend del +1,2%, avvalorato anche da una variazione trimestrale positiva (+0,6%).

E’ indubbio il ruolo e il peso delle medie imprese sulle performance medie provinciali. Ma con questo trimestre appare sempre più evidente l’estensione del ciclo positivo alle aziende di piccola dimensione (10-49 addetti). Una sorta di contagio, che talvolta bypassa le reti locali di fornitura, per agganciare direttamente i mercati internazionali. Lo si vede sia dal fatturato estero che dagli ordinativi dall’estero, indicatori che per questo gruppo di imprese conoscono variazioni a due cifre (rispettivamente: 10,2% e 18% su base annua). Quest’accelerazione della crescita ha comportato per le piccole imprese alcune criticità sul fronte dei costi, segnalati in aumento del 4% (contro un dato medio provinciale del +2,7%). E’ possibile che l’urgenza di alcuni approvvigionamenti, per far fronte all’impennata degli ordini, si sia scontrata con le tensioni in atto sui prezzi delle materie prime.

Il contagio della ripresa sembra arrivare più attenuato alle micro aziende (2-9 addetti): segnali positivi si registrano sul piano degli ordinativi del mercato interno (6,2% la variazione trimestrale; 2,3% quella tendenziale). Tuttavia, le performance inerenti produzione e fatturato restano ancorate ad un profilo decisamente più basso rispetto alla situazione generale. Debolissimo inoltre, come d’altra parte è facile immaginare, l’aggancio ai mercati internazionali (ordini in crescita del 0,8%).

Dal punto di vista dei settori, si segnalano in particolare le performance sul fatturato dei macchinari (+12,2 su base annua) e del legno arredo +7,7%. L’industria trevigiana dei macchinari realizza all’estero oltre il 60% del proprio fatturato (contro una quota media del 36% riferita al complesso delle attività manifatturiere provinciali).

Previsioni: stabilizzazione della crescita, con qualche entusiasmo in meno

Per la seconda metà dell’anno gli imprenditori trevigiani si attendono una stabilizzazione della crescita. Le previsioni sono sostanzialmente positive (si continuerà insomma a crescere più o meno a questi ritmi), anche se è doveroso segnalare l’attenuazione di alcuni entusiasmi rilevati nei precedenti trimestri.

Non è escluso che la fase di accelerazione della ripresa abbia raggiunto il suo punto di culmine e che stia iniziando la più difficile quanto necessaria fase di consolidamento della crescita. Che probabilmente tornerà a fare la differenza tra aziende dotate di visione strategica e complessità organizzativa, rispetto ai “naviganti a vista”. Vedremo, dati alla mano, come l’industria trevigiana saprà affrontare questa fase della ripresa.

Questo, nel dettaglio, il “sentiment” degli imprenditori per singolo indicatore:

Produzione: la maggioranza degli imprenditori (48% degli intervistati) opta per la stabilità. Equa ripartizione poi fra giudizi positivi (27%) e giudizi negativi (25%). Incide non poco l’attendismo per le ferie estive; tuttavia lo scorso anno erano meno (19%) coloro che prevedevano un rallentamento della produzione nel medesimo periodo;

Domanda interna: la quota degli ottimisti resta stabile rispetto ad un anno fa, e coinvolge circa 1/3 degli intervistati. Aumentano invece, in modo apprezzabile coloro che scontano una flessione sui mercati interni (dal 18% del giugno 2006 al 25% attuali);

Domanda estera: Situazione analoga alla domanda interna. Stabili gli ottimisti, in aumento, dal 12% al 20% i pessimisti. Il 51% degli imprenditori opta invece per la stazionarietà. Che noi iscriviamo d’ufficio fra gli ottimisti, dato che dal loro punto di vista l’indicazione stazionarietà significa, dopo 7 trimestri di crescita della domanda estera, il mantenimento dei livelli raggiunti;

Fatturato: il 36% degli imprenditori lo prevede in aumento, il 21% in diminuzione. Saldo ampiamente positivo tra ottimisti e pessimisti (di 15 punti), anche se in attenuazione rispetto ad un anno fa (22 punti);

Prezzi: la maggioranza assoluta (71%) si orienta per il mantenimento degli attuali livelli dei prezzi. Un 25% ritiene possibile il ritocco al rialzo dei listini (quota stabile rispetto alle precedenti rilevazioni);

Occupazione: prevalgono ampiamente i giudizi di stazionarietà (85%).

Consulta tabella 1
Consulta tabella 2

Federico Callegari


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