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Treviso, 27 gennaio 2012
A fine 2011 si contano in provincia di Treviso 84.387 sedi d’impresa attive, quasi 200 unità in più rispetto all’inizio dell’anno (+0,2%). L’incremento su base annuale è stato considerevolmente ridotto dalla flessione congiunturale (-170 unità nel quarto trimestre del 2011), probabile effetto del riacuirsi della crisi economica nel secondo semestre del 2011, una crisi che nel triennio 2009-2011 ha generato un calo di oltre un migliaio di imprese attive in provincia (-1,2%).
Se si esclude dall’analisi il settore agricoltura, le cui variazioni di stock sono influenzate, come sempre, da fattori amministrativi piuttosto che da quelli economici, il numero d’imprese attive provinciali è cresciuto su base annua di 368 unità (+0,5%), riportandosi così ai livelli di tre anni fa (+137 unità rispetto a fine 2008).
E’ da tenere presente, come spesso sottolineato, che la tenuta della consistenza complessiva delle sedi d’impresa è il risultato di una compensazione fra alcuni settori di attività che hanno vissuto nel triennio della crisi un perdurante trend di contrazione (in primis manifatturiero e costruzioni) e altri settori (la maggior parte del terziario) che, nonostante la crisi, hanno continuato a veder crescere il numero d’imprese attive a ritmi più o meno sostenuti.
Nel manifatturiero al 31 dicembre 2011 si contano 11.449 imprese attive, 156 unità in meno rispetto a fine 2010 (-1,3%) di cui 44 nell’ultimo trimestre, che portano le perdite registrate dal comparto negli ultimi tre anni a 642 unità (-5,3%). Tra i comparti del manifatturiero che continuano a subire le maggiori contrazioni si segnalano:
· l’industria metalmeccanica: nel 2011 lo stock si contrae ulteriormente di quasi un centinaio di imprese (-2,4% rispetto all’anno precedente) portando a 410 unità le perdite nel triennio della crisi (-9,3%). Va precisato che la maggior parte della flessione si concentra nel segmento della carpenteria metallica: -71 imprese nell’ultimo anno (-2,9%) e -299 (-11,2%) nel triennio.
· Segue per saldo negativo in valori assoluti il settore del legno-arredo sia su base annua (- 56 imprese; -2,4%), che nel triennio (-186 ; -7,6%).
· Il sistema moda risulta il terzo comparto manifatturiero per perdite registrate nel triennio della crisi (-118 unità; -5,8%) per lo più imputabili, però, al primo biennio. Nel 2011, infatti, lo stock risulta sostanzialmente invariato tra fine e inizio anno. Entrando nel dettaglio dei dati del comparto si osserva che questa stabilità è frutto di un bilanciamento tra aziende condotte prevalentemente da imprenditori stranieri (che aumentano) ed aziende condotte prevalentemente da imprenditori italiani (che, invece, si contraggono).
Nel settore delle costruzioni si registrano a fine anno 13.522 imprese attive in calo su base annua di 111 unità, flessione peraltro tutta imputabile al secondo semestre dell’anno. Il gap rispetto alle consistenze di tre anni fa è pari a 585 unità (-4,1%).
Nell’ambito dei servizi, ed in particolare dei servizi alle imprese, il settore dei trasporti e magazzinaggio chiude l’anno nuovamente in flessione (-62 imprese su base annua, -2,7%), confermando il trend negativo osservato per tutto il triennio (-233 unità rispetto a fine 2008; -9,5%).
Tutti gli altri servizi alle imprese registrano su base annua saldi positivi confermando il trend di crescita osservato nel triennio di crisi economica.
Per il settore delle attività professionali scientifiche e tecniche, che comunque guadagna 77 unità su base annua (+2,6%) e 236 unità nel triennio (+8,5%), si segnala un lieve rallentamento nell’ultimo trimestre (-18 sedi attive).
Analogamente per le attività immobiliari la crescita su base annua (+84 unità) è mitigata dalla flessione dell’ultimo trimestre (-24 unità). Nel triennio di crisi, comunque, lo stock si è incrementato del +4,1% (+239 sedi attive).
Il comparto dei servizi alle persone cresce anche nel 2011 sebbene in misura più contenuta soprattutto rispetto all’anno precedente: +45 imprese attive (+1%). La crescita nel triennio della crisi è pari a +251 imprese attive (+5,9%).
Nel commercio l’andamento positivo che ha caratterizzato l’anno appena trascorso (+200 imprese attive da inizio anno) è spiegato soprattutto dai risultati della tipologia al dettaglio le cui 68 sedi attive in più, rispetto al trimestre precedente, fanno salire l’incremento su base annua a 182 unità (+2,2%), ovvero oltre la metà della crescita registrata negli ultimi tre anni (+293 unità; +3,7%). La crescita è sostenuta principalmente da aziende a prevalente conduzione di imprenditori stranieri.
Infine, anche per il settore dei pubblici esercizi il 2011 si chiude con un discreto incremento tendenziale (+87 unità; +2,1%) confermando il trend di crescita che ha caratterizzato anche il triennio della crisi (+240 unità negli ultimi tre anni, +6,0%).
Allegati
· Tavola: consistenza imprese attive per settori economici in provincia di Treviso - Dati al 4° trimestre 2011 e confronto con i trimestri precedenti
· Grafici: sedi d'impresa attive in provincia di Treviso
Per informazioni
Area Studi e Sviluppo Economico Territoriale
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