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Oltre la crisi con le istituzioni

09/01/2012 | Economia |  A cura di Renato Chahinian

palazzo trecento visto dal basso. Si vede la torre.

Nella rassegna dei fattori di produttività e competitività per uscire dalla crisi e per avviare una nuova fase di sviluppo, non possono mancare le istituzioni.

Le istituzioni, sia pubbliche che private, indirizzano i comportamenti delle persone e delle imprese verso fini ed obiettivi predefiniti e quindi possono orientare le azioni concrete di ciascuno a rimuovere gli ostacoli allo sviluppo, ora determinati dalla crisi.
Naturalmente, tale politica è assai difficile e delicata da programmare e da attuare, perché esistono e sono imperanti numerosi fattori che, al contrario, portano al perpetuarsi della crisi medesima e pure perchè molte decisioni istituzionali li aggravano, anziché eliminarli. Inoltre, non è detto che anche le regole volte all’eliminazione dei fattori negativi portino comunque a risultati soddisfacenti, in quanto si possono ottenere comportamenti più o meno efficaci in tempi più o meno rapidi.
Quindi, dopo aver trattato in questo primo intervento le definizioni ed i concetti generali per inquadrare l'argomento delle istituzioni, nei prossimi articoli si individueranno, ai diversi livelli istituzionali pubblici, quali politiche possono essere più efficaci per creare sviluppo e per uscire dalla crisi in tempi accettabili anche se non immediati.

Innanzitutto, è importante sottolineare che le istituzioni generalmente sono riferite alle organizzazioni con funzioni di coordinamento, ma la letteratura economica preferisce assegnare al termine in esame il significato più pregnante di regole, comprendendo quelle formali (norme scritte) e quelle non formali (o tacite).

In realtà, sono le organizzazioni quelle che decidono quali regole formali adottare e quali regole non formali incentivare o tollerare, ma poi sono le regole medesime quelle che si rivelano "buone" o "cattive", cioè capaci o meno di raggiungere i fini desiderati.

Per semplicità di esposizione riferiremo il termine istituzione alle organizzazioni, anche perché dovremmo indicare "chi" può fare "che cosa", ma ci soffermeremo soprattutto su "cosa si può fare", cioè sulle regole più idonee per uscire dalla crisi.

Questa trattazione riguarderà particolarmente le istituzioni pubbliche, anche se sono molto numerose ed importanti pure quelle private (associazioni, fondazioni, consorzi, ecc.), in quanto si ritiene che [continua]

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