|
Camera di Commercio di Treviso
IL COMMERCIO ESTERO IN PROVINCIA DI TREVISO NEI PRIMI NOVE MESI DEL 2011
Treviso, 14 dicembre 2011
Nei primi nove mesi dell’anno l’economia trevigiana ha generato esportazioni per 8.107 milioni di euro, per una crescita del +12,2% rispetto allo stesso periodo del 2010. Verso l’area Ue27 la variazione è stata meno intensa, come prevedibile, ma pur sempre buona (+7,0%); a tutt’altra velocità però hanno corso le vendite verso l’area extra Ue27 (+21,6%). Straordinario il processo di diversificazione dell’industria dei macchinari: che cresce a ritmi inferiori al 10% nell’area Ue27, contro il +57,7% nel resto del mondo.
L’anno 2011 potrebbe perfino chiudersi con un volume di scambi prossimo ai livelli pre-crisi (anche tenendo conto della rivalutazione degli importi registrati nel 2008). Tuttavia la prudenza è d’obbligo, per due ordini di ragioni: fra i primi 10 settori un pieno recupero è stato compiuto soltanto dall’industria dei macchinari e dalla “gomma plastica” (oltre all’alimentare che non ha mai conosciuto flessioni). Inoltre, tutti gli indicatori anticipatori scontano un’ulteriore decelerazione della domanda internazionale per i prossimi mesi. Dunque un bilancio più completo sulla tenuta delle esportazioni trevigiane va necessariamente rinviato ai consuntivi di fine anno.
L’industria dei macchinari sta davvero ridisegnando radicalmente la mappa dei propri mercati di sbocco. Prima della crisi il 54% delle vendite avveniva entro i confini dell’Unione europea; con gli ultimi dati tale quota scende al 33%. Di un miliardo e 700 milioni di export, dunque, quasi un miliardo e 200 milioni va verso le Economie emergenti: Cina e Taiwan, in primis, con dinamiche a tre cifre. Bene anche in Russia, India, Brasile e Turchia. Da segnalare il recupero anche verso gli USA (+19,2%, da 49,8 a 59,3 milioni di euro). In ambito Ue27 i volumi di vendita del 2008 sono ancora molto distanti. Nell’ultimo anno si recupera bene in Francia (+14%) e in Germania (+24%) e, particolarmente, in Polonia (+44,6%, da 18,6 a 27 milioni di euro).
Le esportazioni di prodotti in “gomma plastica” continuano a crescere del +16,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, ed ormai distanziano del +22,7% (sempre al lordo dell’inflazione) i livelli di vendita 2008. La cosa interessante è che il recupero si manifesta con traiettorie diverse da quelle messe in atto dai macchinari. Dei 311 milioni di export, infatti, il grosso (77%) tende a concentrarsi, ancor più che in passato, in ambito Ue27, e soprattutto in Germania, Romania e Francia, con dinamiche di crescita molto significative. Come più volte detto, spesso dietro questi dati ci sono importanti accreditamenti nelle catene di fornitura internazionali, anche con riferimento alla filiera dell’automotive. Non è un caso che dal 2008 ad oggi gli scambi con la Germania siano passati da 37 a 52 milioni. Fra i Paesi extra Ue27 da segnalare il recupero verso gli USA (+56% nell’ultimo anno, da 7,4 a 11,6 milioni di euro).
Più controverse le dinamiche della carpenteria metallica, altro importante settore di forniture e lavorazioni industriali. Il recupero rispetto ai livelli pre-crisi può dirsi compiuto in ambito Ue27; mentre le vendite nel resto del mondo si collocano ancora ad un -27,3% rispetto ai risultati del 2008. Il gap è in parte attenuato dalle dinamiche registrate negli ultimi dodici mesi, in particolare verso la Russia, gli Emirati Arabi, la Turchia (con rilevanti discontinuità verso il Qatar e la Nigeria, legate evidentemente a specifiche commesse). In ambito Ue27 sono da segnalare le dinamiche su base annua verso Francia (+22,8%), il Regno Unito (+59,2%, da 28 a 45 milioni di euro), Repubblica Ceca (+41,6%), Austria (+37,9%).
L’industria delle apparecchiature elettriche (al netto degli elettrodomestici) chiude il blocco dei principali settori B2B. La situazione è analoga alla carpenteria: il recupero rispetto ai livelli pre-crisi c’è rispetto all’Ue27, non rispetto al resto del mondo, pur con interessanti quanto deboli tentativi di diversificazione nei Paesi del Mediterraneo. Ma anche all’interno dell’Ue27 si registrano luci ed ombre: bene verso la Germania (+40% negli ultimi dodici mesi, mercato che assorbe il 28% dell’export di settore) e verso Slovacchia e Ungheria (ma con valori residuali); piatte, se non in negativo, le dinamiche verso gli altri Paesi.
I mobili continuano ad essere una delle prime voci export della provincia, realizzando nei primi nove mesi dell’anno oltre 1 miliardo di vendite fuori confine. Le performance restano tuttavia deboli: si cresce di appena il +3,1% in ambito Ue27 (dove si concentra il 71% dell’export); meglio in ambito extra Ue27 (+14,1%). Il mercato europeo più trainante per l’industria trevigiana del mobile pare quello francese: +12,9% nei dodici mesi, con pieno recupero dei livelli di vendite pre-crisi. Cosa che avviene anche per le vendite verso la Germania, ma con una dinamica annua assai più flebile. In flessione le vendite verso i mercati in profonda crisi strutturale, come la Spagna (-10,6%) e la Grecia (-30%). Anche verso il Regno Unito si è perso molto terreno: pur restando il terzo mercato di sbocco, tra il 2008 e il 2011 le vendite sono passate dai 170 ai 112 milioni di euro. Fra i Paesi extra-Ue si tenta di risalire la china in Russia (+7,3% su base annua, a fronte però di un -29% rispetto ai livelli 2008). Meglio in Nord America (USA +16,5%; Canada +15,4%) e nei Paesi Arabi (Emirati Arabi +37%; Arabia Saudita +60%).
Per le calzature si registra un +6,5% di crescita delle esportazioni su base annua: del +5,8% è la variazione riferita alle vendite in area Ue27, del +10% la dinamica delle esportazioni verso i Paesi extra Ue27. Sul dato relativo all’Unione pesa, in negativo, la contrazione delle vendite in Grecia (-22,9%). Occorrerebbe inoltre fare la tara dei flussi in conto lavorazione verso Romania e Ungheria. Fra i Paesi extra Ue27 sono da segnalare i recuperi in Russia (+36,3%) e in Norvegia (+23,3%).
L’export relativo al tessile-abbigliamento parrebbe viaggiare in calma piatta (+2,1% sempre rispetto ai primi nove mesi del 2010, con appena un po’ più di vivacità verso i Paesi extra Ue). Al tempo stesso, però, l’import di filati e tessuti cresce, nello stesso periodo, del +35,7%. Così come cresce l’import di prodotti d’abbigliamento (+10%).
Lo si ripete sempre: il funzionamento di questa filiera non riesce più ad essere colto dalle statistiche dell’export, perché sfugge al dato quella componente di prodotto realizzata all’estero e destinata direttamente ai mercati esteri. La questione di fondo è: il drastico calo dei flussi export verso l’Ue27 (-42% dal 2008, da 872 a 504 milioni di euro), che riguarda in modo indifferenziato la Grecia, la Spagna, la Francia come l’Austria, è tutto attribuibile ad una contrazione reale delle vendite? O ciò è in parte spiegabile per effetto di una diversa organizzazione logistica della filiera, con flussi di merce non più passanti per l’Italia?
Dinamica piatta anche per gli elettrodomestici: +0,6% nel complesso, rispetto ai primi nove mesi del 2010. La performance è negativa in ambito Ue27 (-1,8%), figlia di un calo strutturale della domanda in quasi tutti i Paesi (con un picco del -8,7% in Spagna). Dinamica migliore si registra per le esportazioni nei Paesi extra Ue27 (+5,9%): in particolare verso Svizzera (+45%), Russia (+12,6%) e USA (+54,7%). Si sposta, in modo significativo, il peso export tra Ue27 ed extra Ue27: nel 2008 il rapporto era 74% contro 26%, oggi siamo ad un 67% contro il 33% (ma anche per questo settore rileva la questione posta per il sistema moda).
L’industria alimentare e delle bevande permette di chiudere in positivo l’analisi delle performance settoriali. L’export alimentare cresce del +17,5% su base annua e del +27,1% rispetto ai valori 2008. L’80% dei flussi si concentra nel mercato europeo, dove risultano particolarmente trainanti la Germania (+31% su base annua), l’Austria (+19,6%) e persino Grecia (+17%) e Spagna (+21,6%). Fuori Unione i mercati di sbocco più importanti sono la Croazia (+8,5), la Russia (+2,7%), Israele (in negativo però la dinamica su base annua: -2,3%) e gli USA (importante balzo del +35,7%).
L’export di bevande, trainato dal successo del Prosecco, cresce del +16,2% in ambito Ue27, e del +30,7% in ambito extra Ue27, dove ormai è destinato il 32% delle vendite (contro il 25% del 2008).
La Germania, da sola, ad ogni modo, assorbe quasi il 36% delle esportazioni trevigiane del settore, aumentate negli ultimi dodici mesi del +24,5% (passando da 70,7 a 88,1 milioni di euro). Il secondo mercato di riferimento sono gli USA: assorbono il 13% delle vendite all’estero, con un incremento del +34,7% su base annua (da 23,6 a 31,8 milioni di euro). Unica nota negativa: il Regno Unito, terzo mercato di riferimento, ma con una contrazione delle vendite del -10,3% su base annua.
Allegati
· Tab. 1 - Commercio estero delle province venete. Primi nove mesi 2011 (dati rettificati)
· Tab. 2 - TREVISO: commercio estero per voce merceologica. Primi nove mesi 2011 (dati rettificati)
· Tab. 3 - Principali Paesi di destinazione delle esportazioni di macchinari della provincia di Treviso - Primi nove mesi anni 2008-2011
Per informazioni
Area Studi e Sviluppo Economico Territoriale
Camera di Commercio di Treviso
e-mail statistica@tv.camcom.it