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Alla scoperta di Treviso
CONVEGNO OSSERVATORIO ECONOMICO di TREVISO. Intervento audio del Presidente della Camera di Commercio di Treviso Nicola Tognana.

16/11/2011 | Economia |  “Le sfide per il futuro dell’agricoltura: qualità, filiere, dimensioni”

sala gremita camera di Commercio di treviso- Relatore Presidente Nicola Tognana

Lunedì 7 novembre 2011, ore. 9.30 – Sala Conferenze CCIAA Treviso

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INDIRIZZO DI SALUTO APERTURA LAVORI PRESIDENTE CCIAA NICOLA TOGNANA

Un cordiale saluto a tutti…

Ringrazio in particolare l’Assessore all’Agricoltura della Regione Veneto, Franco Manzato, che ci onora della sua presenza. Un saluto, naturalmente al Presidente della Provincia Leonardo Muraro, e al Presidente dell’Osservatorio, Domenico Dal Bo’.

Con questa ricerca sull’agricoltura l’Osservatorio Economico continua la sua esplorazione sulle realtà economiche emergenti in provincia di Treviso. Qualche anno fa abbiamo condiviso assieme quali potessero essere le molteplici traiettorie evolutive del terziario.
Oggi ci ritroviamo a condividere questo sguardo – a mio avviso molto interessante – sulle principali filiere agricole trevigiane e sui comportamenti delle imprese agricole: realtà che possiamo definire “emergenti” perché stanno determinando una discontinuità positiva,  che dobbiamo comprendere, rispetto all’agricoltura di sussistenza che caratterizzava i decenni passati.

Il tutto, in un momento storico drammatico e molto confuso che sempre più – e io dico per fortuna – ci porterà a ritornare ai fondamenti dell’economia reale: terra, lavoro, capitale investito in tecnologie (come in fondo è sempre stato dalle nostre parti).

Peraltro questa ricerca, fin dai primi capitoli, ci fa memoria che l’agricoltura italiana non va circoscritta a fenomeno residuale, tratti in inganno dal peso sul PIL, pari soltanto al +1,5%.

Intanto dobbiamo tenere presente che l’agricoltura italiana rappresenta il 17,5% dell’agricoltura dell’Europa a 27, in termini di valore aggiunto: ciò significa che dei 130 miliardi di euro di valore aggiunto generato dall’agricoltura nell’Europa a 27, l’Italia ne genera 22,6. Per una occupazione che si aggira sulle 850.000 unità.

Italia, Francia e Spagna formano oltre il 51% del Pil agricolo europeo. E anche questo è un dato di geografia economica secondo me molto rilevante.
Ma la prospettiva di filiera, adottata da questa ricerca, ci svela altri aspetti: ci fa capire, ad esempio, che una quota parte del valore aggiunto agricolo non viene misurato esplicitamente, ma transita nell’industria della trasformazione alimentare, viene incorporato nei tanti beni che sostengono, anche in temi di crisi, le esportazioni dei tanto apprezzati nostri prodotti agroalimentari.

Questa constatazione, allora, ci induce ad ampliare ulteriormente il nostro sguardo: non solo abbiamo in Italia una delle economie agricole più importanti d’Europa, ma sono fondamentali le interazioni crescenti, anche nel nostro territorio, fra agricoltura e industria (come fra agricoltura, commercio e turismo).
Per capire l’importanza di questo tema basta leggere i casi aziendali che l’Osservatorio ci propone in questo Rapporto. E da quel che probabilmente sentiremo dalle testimonianze oggi qui presenti, che ringrazio davvero per la loro disponibilità.

La ricerca offre davvero un’utile immersione in tanti vissuti aziendali. Dai quali emergono, mi pare di capire, sostanzialmente due traiettorie, che oggi saranno discusse dai vari interventi:

1) Una prima macro-traiettoria riguarda l’agricoltura delle tipicità, delle nicchie, dell’esperienzialità…,
a. che certo va ad intrecciarsi strettamente con l’offerta turistico-culturale del nostro territorio…
b.  ma che secondo me può porsi anche obiettivi più ambiziosi, oltre l’ottimo agriturismo, oltre le sagre della tipicità, puntando ad esempio – come alcuni già fanno -  a partnership più evolute con la grande distribuzione di qualità, a nuovi modelli di consumo. Insomma anche in questo aspetto dobbiamo lavorare per fare sistema, per metterci insieme. E’ quello che sta facendo faticosamente la Camera di Commercio che sta cercando di portare avanti ad ogni livello con la volontà di metter insieme i vari soggetti che si occupano di turismo all’interno della nostra provincia, cercando di mettere insieme  chi si occupa di marketing territoriale con l’internazionalizzazione. Stiamo cercando di mettere insieme Promotreviso con Trevisoglocal per farne un’unica entità perché nelle realtà nelle quali ci troviamo ad operare, è assolutamente indispensabile riuscire a fare sistema, ad adottare economie di scala ed ad essere più sobri e non spendere denari inutilmente.

2) La seconda macro-traiettoria riguarda l’agricoltura delle quantità, dei volumi, agganciata alle esigenze dell’industria di trasformazione: 
a. una traiettoria non nuova per molti operatori, ma che può rappresentare l’orizzonte di sviluppo per molte aziende non piccolissime, che dopo anni di gestione di sussistenza iniziano ad aver voglia di crescere, spesso in concomitanza con il passaggio generazionale;
b. l’osservazione empirica pare mettere in evidenza, in molti casi, che si può crescere in modo più deciso in dimensione, tecnologie, servizi forniti, se a valle hai un’industria che funge da volano. Non solo in termini di domanda, ma anche in termini di standard di prodotto richiesti.
c. Risulta peraltro fondamentale, in questo processo, il ruolo delle associazioni, in particolare attraverso i punti d’intermediazione istituzionale (Consorzi agrari, cooperative). L’industria guarda a questo soggetti come ad interlocutori strategici, soprattutto se si fanno carico di più servizi, anche connessi all’adeguamento tecnologico delle aziende agricole .
d. Spero che il Presidente di Coldiretti, Fulvio Brunetta, ne parli oggi, perché questo è un orizzonte che davvero potrebbe portarci a filiere agro-industriali tutte italiane, alle quali so che ci tiene molto.

3) Infine, sarebbe da parlare, ma non ne ho più il tempo, dell’agricoltura nell’accezione della multifunzionalità: l’agricoltura vista cioè come insieme di attività di produzione, di tutela ambientale, di valorizzazione della cultura rurale, fino all’importante quanto delicata questione dell’agroenergia. Giusto un cenno per dire che è uno spazio, questo della multifunzionalità agricola, nel quale possono trovare collocazione ulteriori traiettorie di crescita delle aziende agricole. E che forse richiama anche le istituzioni a più innovative politiche per il territorio.

Questi, secondo me, in estrema sintesi, i temi in gioco stamane. Sicuramente i relatori che mi seguiranno porteranno contributi al riguardo più puntuali e più autorevoli del mio.
Grazie ancora al team di ricerca dell’Osservatorio per questo ulteriore contributo di riflessione e buon lavoro a tutti.

Nicola Tognana

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