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OCCUPAZIONE IN VENETO: NEL 2010 CALO DEL -1,5% CRESCONO I CONTRATTI A TEMPO DETERMINATO

10/08/2010 | Economia |  Tessari: «Da ridurre il disallineamento fra domanda e offerta per rendere più competitivo il sistema produttivo»

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Fonte: Portavoce Presidente Unioncamere del Veneto e Ufficio stampa Unioncamere Veneto

Nel 2010 l’occupazione in Veneto diminuirà dell’1,5%, in lieve recupero rispetto al 2009 (-2%). Le imprese venete prevedono oltre 18mila posti di lavoro in meno, che rappresentano il saldo tra le 73.630 entrate e 91.740 uscite. Sono le prime anticipazioni del rapporto “La domanda di lavoro nel Veneto”, realizzato dal Centro Studi Unioncamere del Veneto sulla base dei risultati a livello regionale dell’indagine Excelsior 2010, che sarà diffuso a settembre.

Le imprese disposte ad assumere entro fine 2010 si riducono al 18,1% (18,4% nel 2009). Nello specifico passano dal 13% delle microimprese al 26,1% piccole imprese, 61,8% medie e 93,3% delle più grandi. A trainare la domanda le imprese dei servizi, seguite da manifatturiero e costruzioni.

Nelle previsioni degli imprenditori del Veneto, la contrazione dell’occupazione sarà più marcata nel settore delle costruzioni (-3,3%) che nell’industria manifatturiera (-2,3%) e coinvolgerà maggiormente le imprese con meno di 10 dipendenti (-7.400 posti) e quelle con 10-49 dipendenti (-5.500 posti). Entro il 2010 le assunzioni a tempo indeterminato riguarderanno il 41,1% delle entrate, in ulteriore calo rispetto al 2009 (44,6%), mentre cresce il ricorso ai contratti a tempo determinato (45,3%). In crescita la domanda di contratti part-time, che riguarderanno il 26,8% delle assunzioni non stagionali. Poco consistente il ricorso al nuovo apprendistato (6,6%) e al contratto di inserimento (0,8%).

Cresce la domanda di assunzioni di personale immigrato non stagionale che è previsto si attesterà tra un minimo di 6.820 unità e un massimo di 9.830 (tra il 13,8 e il 19,9% del totale, in aumento di un punto percentuale sul 2009). Entro il 2010 le assunzioni a carattere stagionale supereranno quota 24mila, pari al 32,8% del totale, principalmente negli alberghi, ristoranti e servizi turistici (65,1%) e nelle industrie alimentari, delle bevande e del tabacco (66,4%). 

Le figure professionali richieste
Le figure più richieste appartengono al gruppo delle professioni commerciali e dei servizi (18.600 unità, pari al 37,6%) e degli operai specializzati (13.980 unità, 28,3%), anche se in flessione rispetto al 2009. Aumentano le richieste di personale non qualificato (5.410 unità, pari al 10,9%). Nel gruppo professionale dei dirigenti, impiegati con elevata specializzazione e tecnici, nel complesso quasi 11.500 assunzioni, la mappa degli “introvabili” pone al primo posto i farmacisti e professioni affini, gli approvvigionatori e responsabili acquisti, i direttori del dipartimento progettazione, ricerca e sviluppo e gli ingegneri meccanici, per i quali la difficoltà di reperimento supera il 60%.

I titoli di studio richiesti
Si rafforza la domanda dei titoli universitari (+500 assunzioni programmate rispetto al 2009) e di livello secondario e post-secondario (+2.000), a fronte di una minor richiesta di qualifiche professionali (-1.000). Il ramo accademico più richiesto dalle imprese è ancora quello economico (1.930 assunzioni), seguito da ingegneria elettronica e dell’informazione (550) e insegnamento e formazione (470). Per quanto riguarda gli indirizzi di studio di livello secondario, post secondario e qualifica professionale, i più gettonati si confermano quello amministrativo-commerciale (quasi 7mila assunzioni previste), meccanico (1.900) e turistico-alberghiero (1.820).

Dichiarazione di Federico Tessari, presidente Unioncamere del veneto

«L’indagine Excelsior conferma che il 18% delle imprese del Veneto sono disponibili ad assumere nonostante siano uscite da un anno difficile per l’economia. Lo sforzo quindi è duplice: mantenere quanto più possibile le risorse presenti in azienda e nel contempo riorganizzare il ciclo produttivo cercando nuove professionalità. Un punto di forza del nostro sistema sono le produzioni di qualità che significa prima di tutto qualità del capitale umano. Le imprese richiedono sempre più laureati e diplomati comunque con una forte professionalità nei settori della ricerca e sviluppo, della gestione, delle vendite ed acquisti e nei rapporti con l’estero. Rimane costante anche la ricerca di operai specializzati e di conduttori di impianti. Il percorso di innalzamento professionale delle risorse umane, intrapreso dalle imprese, fa risaltare il grande problema del disallineamento qualitativo tra domanda e offerta di lavoro che sta penalizzando soprattutto i giovani laureati».  

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