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Fonte: Il Gazzettino di Treviso 26/02/10
Venerdì 26 Febbraio 2010,
La metamorfosi del settore alberghiero trevigiano è già in atto. Da alberghi a conduzione familiare a gestioni sempre più manageriali, in grado di elaborare nuove offerte ed esperienze turistiche sempre più legati alla valorizzazione culturale e paesaggistica del territorio. E sempre più con un occhio all’evoluzione del mercato globale.
Così l’Osservatorio economico e sociale inquadra il comparto alberghiero nell’ultimo capitolo della sua ricerca sul settore terziario. «È una fase di rielaborazione e ridefinizione dell’offerta», puntualizza il ricercatore Federico Callegari.
Certo, resta ancora da lavorare molto, secondo gli intervistati, sullo stato di infrastrutture e trasporti, sulle strategie di promozione turistica e, non ultimo, sulla competenza, “anche relazionale”, del personale: «Avere persone motivate e preparate è garanzia di una migliore qualità nell’offerta del servizio», osserva Federico Callegari. «Ma, come emerge dallo studio, c’è molto da lavorare per ragazzi più preparati, sia sotto il profilo tecnico che sotto quello comportamentale».
ASILI NIDO Le strutture pubbliche per la prima infanzia non sono sufficienti
Servono stage per "svezzare" gli studenti
il mondo del lavoro deve aprire le porte
Venerdì 26 Febbraio 2010,
C’è bisogno di ragazzi già “svezzati” al mondo del lavoro, magari grazie a continue opportunità di stage. E che siano consci dei meccanismi e delle competenze, soprattutto relazionali, che le realtà lavorative della Marca richiedono. Queste le conclusioni principali dell’Osservatorio economico e sociale della Camera di commercio nell’indagine che ha coinvolto studenti, genitori e insegnanti soprattutto degli istituti per il turismo. Se la spina dorsale dell’economia della Marca rimane il settore manifatturiero, il suo volto è sempre più rimodellato dalla specializzazione dei servizi del settore terziario. E gli studenti degli istituti turistici ne sono i protagonisti, forse un po’ inconsapevoli: «Imparano le lingue e hanno nozioni di contabilità e di materie commerciali. Tutte materie utili non solo nel settore turistico, ma anche in quello terziario delle aziende manifatturiere», riflette Paolo Feltrin, direttore della ricerca. E così va a finire che mentre la metà degli studenti intervistati spera in un futuro impiego in un tour operator o in un’agenzia di viaggi, il 40 per cento dei loro insegnanti prospetta già loro, con molto pragmatismo, un futuro negli uffici di un’azienda privata.
Ma su tutto primeggia il bisogno di “provare a lavorare”, magari per gli studenti più meritevoli, ancora sottoposti però all’obbligo scolastico: «E’ una richiesta che emerge - riflette Feltrin -. Perché conoscere il mondo, non il mercato, del lavoro è un’attività altamente formativa”.