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VENERDÌ, 26 FEBBRAIO 2010
Pagina 21 - Cronaca
L’idea: liceali in azienda al sabato
Opportunità-premio per gli studenti più meritevoli
(FABIO POLONI)
Sei bravo a scuola? «Vinci» un lavoro in azienda nei fine settimana. Se sia un premio o una punizione, agli studenti la sentenza. Il progetto, però, potrebbe decollare presto: introdurre gradualmente gli studenti (già alle superiori, non all’università) nel mondo del lavoro.
Più che stage estemporanei, si tratterebbe di veri e propri “approcci” continuativi al mondo delle aziende. Lavorando di sabato, per esempio, o nel periodo estivo. Alcuni ragazzi già lo fanno, si tratterebbe di ampliare e regolamentare il tutto. A lanciare l’idea è Paolo Feltrin, presidente del comitato scientifico dell’osservatorio economico provinciale. E, a raccogliere la palla al balzo, ci pensano Unindustria Treviso e la Cisl. «E’ un’idea che va incoraggiata - dice Giampietro Breda, responsabile per le relazioni sindacali di Unindustria - perché non significherebbe ridurre o accorciare i tempi scolastici, bensì evitare che un ragazzo faccia il primo contatto con il mondo del lavoro solamente dopo il diploma, o addirittura dopo la laurea». Sulla stessa linea Franco Lorenzon, segretario provinciale della Cisl di Treviso. «Servono forme nuove e sperimentali per l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro - dice Lorenzon - in modo da trovare il giusto equilibrio con le esigenze e le regole delle imprese». I ragazzi non devono intralciare o dar fastidio, insomma. E devono assolutamente essere in regola. «Per questo - continua Lorenzon - noi ci siamo già detti favorevoli all’utilizzo dei voucher di pagamento anche per gli studenti in azienda».
L’idea piace, insomma, e ci si lavorerà su. Secondo Feltrin, quella di ottenere un lavoro da affiancare allo studio dovrebbe essere un’opportunità offerta solamente ai più meritevoli. «Agli studenti più bravi - dice - si può dare come premio la possibilità di lavorare il sabato in azienda. Conoscere un ambiente di lavoro è un’attività altamente formativa».
Il tema è uscito durante la conferenza di presentazione del rapporto «Percorsi di terziarizzazione in provincia di Treviso». Il volume si è concentrato in particolare sull’evoluzione dei servizi alla persona, asili nido in primis. Un dato su tutti: nel 2003 in provincia c’erano 1.864 posti disponibili per i bimbi, che sono via via lievitati fino a diventare quasi il doppio, 3.171 nel 2008.