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Fonte: Osservatorio Economico e Sociale di Treviso
La ricerca presentata giovedì 24 febbraio 2010, costituisce un secondo contributo allo studio del terziario in provincia di Treviso.
Essa segue infatti una prima indagine pubblicata nel quaderno n. 17 “Il terziario e le sue connessioni con le attività del manifatturiero nell’economia trevigiana” dove l’obiettivo è stato quello di fornire un quadro d’insieme sulle traiettorie evolutive del comparto in provincia di Treviso. Le analisi basate su fonti statistiche ufficiali avevano messo in luce, da un lato, lo sviluppo dei servizi alla persona, dall’altro l’intensificarsi delle interconnessioni fra terziario e manifatturiero.
Con questo nuovo lavoro, l’attenzione della ricerca si sposta ad indagare in maniera più approfondita alcuni specifici aspetti connessi al settore terziario, in particolare sono state realizzate tre indagini attraverso somministrazione di un questionario che hanno riguardato:
1.la percezione del settore terziario visto dalla parte di coloro – utenti od operatori di istituti scolastici – impegnati nella formazione di persone che saranno poi impiegate nel settore terziario o in attività terziarie a supporto della produzione;
2.i servizi alla prima infanzia;
3.le reti di servizi che ruotano attorno alle strutture alberghiere operanti in provincia.
Le principali evidenze
Percorsi scolastici ad indirizzo terziario
Scelta della scuola superiore: studenti e genitori dichiarano di aver basato la propria decisione soprattutto sulle caratteristiche dello studente. Non si rileva una grande importanza data alle informazioni ottenute dalle attività di orientamento: gli studenti dicono di avere scelto in autonomia, pensando alle proprie caratteristiche; in minore misura basandosi sul consiglio dei genitori o sul parere di amici e conoscenti che; gli insegnanti, invece, nel riferire il proprio parere sui fattori motivanti la scelta, danno molta importanza alle attività di orientamento.
La scelta è ritenuta unanimemente un fatto importante per il futuro professionale da studenti, genitori, insegnanti. Tuttavia gli studenti, soprattutto quelli di quinta e gli insegnanti, pur ritenendo importante la scelta della scuola, non la considerano del tutto determinante per il futuro personale e professionale.
Tab. 1. Istituto Tecnico per il Turismo. La scelta della scuola superiore vista in un’ottica futura per gli studenti suddivisi secondo la classe frequentata.
| Studente | Genitore | Insegnante | Totale |
Molto importante, da essa dipende il futuro della persona | 36,7 | 44,9 | 35,3 | 39,6 |
Abbastanza importante ma non pregiudica il futuro | 62,0 | 53,6 | 61,8 | 58,8 |
Poco importante: il futuro ne dipenderà solo in parte | 1,3 | 0,0 | 2,9 | 1,1 |
Per niente importante: sono altre le scelte che avranno peso | 0,0 | 1,4 | 0,0 | 0,5 |
Totale | 100,0 | 100,0 | 100,0 | 100,0 |
N | 79 | 69 | 34 | 182 |
Tab. 2. Istituto Professionale per le Attività Sociali. La scelta della scuola superiore vista in un’ottica futura. “Per il futuro di un ragazzo/a, la scelta di una scuola superiore oggi è…”.
| Studente | Genitore | Insegnante | Totale |
Molto importante, da essa dipende il futuro della persona | 57,9 | 56,7 | 34,6 | 51,1 |
Abbastanza importante ma non pregiudica il futuro | 40,8 | 40,0 | 63,5 | 46,8 |
Poco importante: il futuro ne dipenderà solo in parte | 1,3 | 1,7 | 1,9 | 1,6 |
Per niente importante: sono altre le scelte che avranno peso | 0,0 | 1,7 | 0,0 | 0,5 |
Totale | 100,0 | 100,0 | 100,0 | 100,0 |
N | 76 | 60 | 52 | 188 |
La scelta della scuola, infine, è stata ritenuta abbastanza difficile; genitori e studenti dicono comunque che essa è stata operata in buon accordo reciproco.
Le aspettative verso la scuola superiore: all’Istituto Tecnico per il Turismo le aspettative riguardano la possibilità di ricevere una formazione ampia, flessibile, adatta al mondo del lavoro e anche ad una possibile prosecuzione di studi universitari; al Professionale per le Attività sociali si è tenuto in maggior conto la preparazione in vista dell’inserimento nel mondo del lavoro.
Il lavoro e il futuro professionale: le aspettative sono in gran parte di inserirsi in un settore coerente col percorso di studi; gli studenti sono ottimisti sul fatto che troveranno soddisfazione nel lavoro in termini di rapporti umani, riconoscimento sociale, carriera, stipendio, orari, anche se in quinta sono più realistici, pur mantenendosi sicuri di trovare buoni rapporti umani. Quest’ultimo auspicio è condiviso da genitori e insegnanti che sono invece molto più scettici sul resto.
Il lavoro che gli studenti del Tecnico sognerebbero di fare è in parte collegato al percorso di studi: operatore turistico, manager turistico al Tecnico; operatore in strutture per l’infanzia o per persone in difficoltà al Professionale.
Graf. 1. Istituto Tecnico per il Turismo. Facilità percepita dagli studenti nel trovare il lavoro “desiderato”.

Graf. 2. Istituto Professionale per le Attività Sociali. Facilità percepita dagli studenti nel trovare il lavoro “desiderato”.

La scuola come istituzione formativa: vi sono pareri variegati in relazione alla capacità della stessa di sviluppare le diverse competenze; in particolare è critico il giudizio degli studenti di quinta. Studenti e genitori si augurerebbero che la scuola offrisse loro maggiori occasioni di esperienze lavorative durante il percorso; il parere su quali altre iniziative la scuola potrebbe mettere in atto per essere al passo coi tempi, varia secondo le categorie di intervistati.
Complessivamente gli intervistati ritengono che la scuola fornisca tutto sommato una preparazione adeguata al mondo del lavoro, anche se il parere degli studenti di quinta è più critico.
Gli studenti visti dagli insegnanti: l’opinione dei docenti è piuttosto negativa rispetto ad alcune caratteristiche personali e comportamentali.
Il terziario come settore naturale di sbocco delle professionalità: tutte le categorie di intervistati, in minore misura i genitori, dichiarano una buona conoscenza del settore terziario collegato alla formazione scolastica e mostrano abbastanza fiducia nella sua tenuta nell’economia.
I servizi alla prima infanzia
I servizi alla prima infanzia rappresentano, oltre ad una precisa scelta educativa delle famiglie, uno strumento per rendere possibile la conciliazione tra impegni familiari e professionali, in particolare nelle realtà dove le aziende esitano ancora ad introdurre nell’organizzazione del lavoro forme di flessibilità in favore di lavoratori e lavoratrici.
Due in particolare sono le criticità rilevate nel corso dell’indagine: i posti disponibili e le rette/costi.
I posti disponibili: i dati rilevano ancora una basso tasso di copertura, ossia i posti offerti dagli asili nido sono scarsi rispetto alla potenziale domanda costituita dalla popolazione residente di età compresa tra 0 e 3 anni.
I costi: ad influenzare sia la domanda che l’offerta dei servizi concorre principalmente l’aspetto economico. La domanda è frenata spesso dalla presenza di rette troppo elevate, motivo per cui le richieste sono maggiori nei servizi pubblici dove le famiglie possono ottenere una retta modulata sul reddito posseduto. L’offerta a sua volta, pur essendosi incrementata negli ultimi anni, per raggiungere dei livelli rispondenti alle esigenze delle famiglie, richiede investimenti economici importanti, sia per la realizzazione delle strutture sia per la gestione dei servizi stessi e questa difficoltà è segnalata tanto per i servizi pubblici che per quelli privati.
Tab. 3. Servizi per la prima infanzia posti disponibili, popolazione 0-3 anni e grado di copertura. Anni 2003-2008.
| 2003 | 2004 | 2005 | 2006 | 2007 | 2008 |
Posti disponibili | | | | | |
Treviso | 1.864 | 2.150 | 2.202 | 2.482 | 3.134 | 3.171 |
Veneto | 11.596 | 13.088 | 14.257 | 15.801 | 18.939 | 19.442 |
Emilia Romagna | - | - | - | 28.678 | - | - |
Popolazione 0-3 anni (*) | | | | | |
Treviso | 32.595 | 33.784 | 34.494 | 35.603 | 36.280 | 37.006 |
Veneto | .262 | 175.240 | 178.790 | 182.372 | 185.591 | 188.702 |
Emilia Romagna | - | 137.198 | 141.832 | 146.233 | 153.520 | 158.119 |
Grado di copertura (**) | | | | | |
Treviso | 57,2 | 63,6 | 63,8 | 69,7 | 86,4 | 85,7 |
Veneto | 67,3 | 74,7 | 79,7 | 86,6 | 102,0 | 103,0 |
Emilia Romagna | - | - | - | 196,1 | - | - |
* Popolazione residente al 1° gennaio.
** Numero di posti teoricamente disponibili ogni 1.000 bambini.
Fonte: Elaborazioni Ufficio Studi CCIAA Treviso su dati Regione Veneto, Regione Emilia Romagna e Istat.
Le reti di servizi che ruotano attorno alle strutture alberghiere
L’indagine fa emergere come il settore alberghiero locale stia vivendo un momento di passaggio da una gestione prettamente familiare, molto convenzionale, verso una concezione di impresa più strutturata e più focalizzata. Determinante, in questo passaggio, la raggiunta consapevolezza dell’evoluzione dei mercati, dell’importanza di individuare nuovi target e dell’elaborazione di nuove offerte ed esperienze turistiche, capaci di concretizzarsi in pacchetti-servizi più completi e coerenti con quello che può essere l’offerta culturale e paesaggistica della provincia di Treviso.
Questo cambiamento strategico necessita di trovare sponda in un’azione di promozione e valorizzazione del territorio più determinata e coordinata, da definire attraverso il continuo confronto fra gli imprenditori del settore, le associazioni di categoria e le strutture deputate alla promozione.
Con riguardo ad eventuali carenze di servizi nel territorio, intese come vincolo allo sviluppo dell’attività alberghiera, il 52% degli intervistati non ha dubbi: la carenza ritenuta più rilevante riguarda le infrastrutture e i trasporti; al secondo posto, per il 26% degli intervistati, si colloca la promozione turistica del territorio, ritenuta insufficiente, mentre un 17% di strutture segnala come carenti i servizi correlati alla gestione delle risorse umane.
Graf. 3. La carenza di servizi come vincolo allo sviluppo dell’attività alberghiera nel territorio nelle opinioni degli intervistati.

Anche il cambiamento organizzativo appare sempre più considerato come leva di crescita per le strutture alberghiere. I servizi ritenuti più strategici per il futuro del settore alberghiero trevigiano sono quelli di tipo gestionale e riguardano: una maggiore conoscenza delle strategie dell’impresa alberghiera, l’orientamento verso una sempre maggiore qualità, il risparmio energetico e nuove soluzioni per potenziare infrastrutture e trasporti. Altro aspetto su cui puntare è la valorizzazione del territorio e del patrimonio artistico esistente che, secondo gli imprenditori alberghieri, deve essere sempre più promosso on line.
Graf. 4. I servizi ritenuti più strategici per il futuro del settore alberghiero trevigiani dagli intervistati.

Allo stesso tempo, appare inoltre fondamentale l’attenzione alla crescita delle risorse umane che, soprattutto in un’azienda alberghiera, giocano un ruolo determinante nella soddisfazione e fidelizzazione del cliente: avere persone motivate e professionalmente preparate è garanzia di una migliore qualità nell’offerta del servizio. Ma c’è molto da lavorare per ragazzi più preparati, sia sotto il profilo tecnico che comportamento
Dalla stampa
La tribuna di Treviso di Fabio Poloni
Il Gazzettino di Treviso