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Diario della crisi: Confcommercio, “la crisi persiste, la strategia di rilancio deve fare un salto di qualità”

03/11/2009 | Economia |  "Occorre, che ognuno di noi, nella propria vita imprenditoriale, adotti un approccio fortemente orientato alla conoscenza della domanda".

foto del presidente Pomini seduto al tavolo dei relatori Fonte: Ufficio stampa Ascom Confcommercio Treviso

Nel momento economico più incerto dell’ultimo secolo, con mercati altalenanti, politici allo sbando morale, sistemi finanziari in pezzi, consumatori sempre più arrabbiati, Confcommercio Treviso non affida commenti e previsioni ad astrologi e fattucchiere, ma a precise rilevazioni trimestrali, con l’obiettivo di fornire un diario preciso su quella che è già stata definita come la crisi più pesante degli ultimi decenni.

Di sicuro abbiamo toccato il fondo della crisi, siamo in una situazione che ha trasformato il carattere di emergenza che fino ad ora la caratterizzava, in stabilità. Quello che prima era solo un rischio, ora è una realtà.

Come dire, se da una parte non ci sono indizi certi sulle possibilità di ripresa, dall’altra – afferma il presidente di Unascom Guido Pomini- per usare una metafora “alfabetica”, “dobbiamo renderci che la crisi non è una crisi a doppia W, come più volte è stata definita, ma una crisi persistente, profonda, con molte valenze, a U. Il problema è capire in cosa consiste, o quanto lungo è, il lato corto della U. Ovviamente c’è il rischio che questa lettera si trasformi ulteriormente.

“Per l’intero terziario, che ConfCommercio rappresenta, il momento”- assicura Pomini- “è psicologicamente interessante, si sta imponendo una nuova cultura dell’acquisto, più selettivo e consapevole, tutta da conoscere ed esplorare. Questa è una considerazione che mi sento di fare.

Anche i dati di questo trimestre, ed anche dai monitoraggi precedenti, emerge infatti con chiarezza il cambiamento del consumatore. Un processo che va ben oltre la crisi e che ci costringe ad una attenta riflessione. Occorre, che ognuno di noi, nella propria vita imprenditoriale, adotti un approccio fortemente orientato alla conoscenza della domanda. I segnali sono evidenti- spiega Pomini- siamo di fronte ad un consumatore che ha una minore ed oggettiva disponibilità di denaro, ed è quindi più esigente, attento, e distaccato dai valori materiali.

La seconda considerazione riguarda la crisi e la percezione di essa sul fronte occupazionale. E’ evidente- commenta Pomini- che il terziario non è più in grado di assorbire la forza lavoro proveniente da altri settori economici. Occorre dunque impostare una strategia nel medio e lungo termine, il problema del supporto dei redditi, così come quello della riqualificazione e del reinserimento dei lavoratori, è una realtà con la quale tutti dobbiamo fare i conti. E’ questo infatti il contesto nel quale operiamo attraverso l’Ebicom, il nostro Ente Bilaterale, che ha già adottato provvedimenti specifici di sostegno al reddito, di formazione, e conseguente supporto ad aziende e lavoratori.

La terza ed ultima considerazione, riguarda il salto di qualità delle politiche sindacali. Per rilanciare i consumi occorre incidere sulla politica e ottenere cambiamenti in termini di politica economica e politica fiscale, occorre andare oltre la sinergia locale ed innalzare il livello delle richieste.

Noi stessi, per aumentare la massa critica, abbiamo avviato una campagna di comunicazione attraverso i media per porre in primo piano le esigenze delle imprese e dei consumatori e per sottolineare il ruolo del territorio. Significativa, soprattutto in vista del vicino periodo natalizio, la pagina con la richiesta della detassazione delle tredicesime. Un problema che non è evidentemente locale ma comune, che va affrontato in sede di politica nazionale.

In conclusione, mi sento di ribadire la “strutturalità” della crisi: è in atto un processo di impoverimento, che vedo come sintomo tipico delle società ipersviluppate come la nostra, che hanno toccato il picco negli anni precedenti, ed oggi evidentemente giunte ad uno stop fisiologico che impone riduzioni e ridimensionamenti su tutti i fronti.

Consulta le slide del rapporto economico Unascom

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