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News - Economia
Veneto in salute: nel 2007 export a 49,5 miliardi di euro nel primo semestre del 2008 + 1,9%.
Triplicano i flussi nella Federazione Russa, impennata delle importazioni dalla Cina. Tessari, Unioncamere: “Il Veneto è la regione che ammortizza meglio la crisi economica”
Tessari_Doglioni_De Bona

Fonte: Portavoce del Presidente Unioncamere - Ufficio stampa Unioncamere

Belluno, 14 novembre 2008 – Le esportazioni continuano a trainare l’economia del Veneto. Nonostante il peggioramento degli scenari economici, il commercio estero ha giocato un ruolo determinante non solo nel 2007, ma anche nei primi mesi del 2008. Questo il quadro emerso a Belluno in occasione della presentazione del rapporto “Veneto Internazionale 2008”, realizzato da Unioncamere del Veneto, nel corso della XX^ edizione del Premio Regionale Marco Polo.

A parlare di economia ed internazionalizzazione Federico Tessari, presidente di Unioncamere del Veneto, Paolo Doglioni, presidente della Camera di Commercio di Belluno, Oscar De Bona, assessore regionale alle Politiche dei Flussi Migratori, e Vendemiano Sartor, assessore regionale alle Politiche economiche.

Secondo le stime di Unioncamere del Veneto, nel 2007 le esportazioni regionali sono aumentate del 7% rispetto al 2006 e del 21% rispetto a due anni prima, raggiungendo 49,5 miliardi di euro. A trainare l’export regionale sono stati soprattutto i settori del comparto meccanico, ma sono andati bene anche mobili e prodotti alimentari, tipici del made in Italy.

Il 2007 è stato un anno positivo per l’economia mondiale, ma il primo semestre del 2008 ha evidenziato un rallentamento che ha interessato anche il commercio internazionale di beni e servizi, accusando una decelerazione da +9,8% a +6,8% – ha esordito Federico Tessari, presidente di Unioncamere del Veneto –. Le previsioni di crescita dell’economia italiana sono state riviste al ribasso per il prossimo biennio, con un -0,2% nel 2008 e -0,3% nel 2009”.

“Se guardiamo i dati a livello territoriale, pur in un contesto di crisi generale, le regioni del Nord Est e, quindi, anche il Veneto sono quelle che meglio ammortizzano gli effetti negativi della crisi economica.

Nel 2007 il Pil è cresciuto soprattutto nel Nord Est dell’1,9% e nel Veneto si è registrato un +1,8% - ha proseguito Tessari –.
Anche in Veneto l’economia registrerà una situazione invariata rispetto all’anno precedente, con un -0,1% nel 2008 e 0,0% nel 2009. In tutte le altre ripartizioni territoriali, invece, le previsioni mostrano una flessione.

Solo nel biennio 2010-2011 si assisterà ad un recupero e le previsioni indicano una nuova crescita del Pil, in cui saranno ancora le regioni nord-orientali a dare la maggior spinta. Per il Veneto si prevede una crescita del +1% nel 2010 e del +1,4% nel 2011”.

A livello provinciale le stime dell’export indicano per Vicenza una variazione del +5,7%. Anche Treviso registra una crescita del +4,6%, superando in flussi la soglia dei 10 miliardi di euro. Le stime sul 2007 migliorano le variazioni annue anche nelle altre province venete: Padova cresce del +8,1% (e non del +5,8%), Verona del +5,4% (e non 3,8%), Rovigo del +4,9%. Exploit per Venezia con una variazione stimata del +15,2% e Belluno con +11,3%.

I principali mercati di riferimento delle esportazioni venete restano Germania (6,1 miliardi di euro, +7,5%), Francia (4,4 miliardi, + 7,5%) e Stati Uniti (3,7 miliardi), anche se con un calo del -2,7%. Positive le variazioni verso la Spagna con flussi del +40% fra 2005 e 2007 rispetto al triennio 1999-2001.

Sul fronte Est, la Federazione Russa si conferma il vero nuovo mercato di espansione per il manifatturiero veneto con flussi di vendite che passano da 437 a 1.251 milioni di euro dal triennio 1999-2001 al 2005-2007, pari a un +190%. Si è dimezzata dal 13,1% al 5,9% l’espansione delle merci che dall’estero arrivano in Veneto.

In quest’ambito si osserva l’imponente crescita delle importazioni dalla Cina (+22,5%), ormai secondo mercato di approvvigionamento del Veneto, soprattutto nel Sistema Moda e nell’elettrodomestico.

Nel primo semestre 2008 la dinamica dell’export regionale si è attenuata al +1,9% su base annua. Un dato diversificato in base al settore e al territorio di riferimento. I macchinari, ad esempio, hanno continuato a crescere al ritmo del +6,7%, i prodotti alimentari del +15%, gli apparecchi elettrici del +5,7%. Male la concia con un -10,3% e l’orafo con -11,3%.

“Anche in una situazione di peggioramento degli scenari economici mondiali, i dati sul commercio estero rivestono un ruolo importante per lo sviluppo dell’economia del Veneto – ha sottolineato il presidente Federico Tessari –.

Il Veneto rimane la seconda regione d’Italia, dopo la Lombardia, per valore delle esportazioni. Ma la nostra regione detiene il primato rispetto alla propensione all’esportazione, data dal rapporto esportazioni su Pil e utilizzata per valutare l’intensità delle esportazioni rispetto alle dimensioni dell’economia di riferimento e quindi mettere a confronto regioni o Paesi diversi. Per il 2006 il Veneto ha presentato l’indice più elevato col 33,2%, seguito da Friuli Venezia Giulia e da Emilia Romagna, mentre la Lombardia ha registrato un 30,4%. Sarà tuttavia difficile mantenere nel 2008 questi risultati, poiché il trend di crescita nel primo semestre ha già rivelato un’attenuazione rispetto all’anno precedente”.

L’INTERSCAMBIO COMMERCIALE DEI SERVIZI
Il 2007 si è chiuso registrando il miglior saldo regionale attivo, circa 2.435 milioni di euro, grazie soprattutto alle entrate derivanti dalle rimesse turistiche. I crediti sono assommati a 6.280 milioni di euro, +12,5% sul 2006, mentre le uscite sono state valutate in 3.845 milioni rafforzandosi del 7,8% sull'anno precedente. Tra i debiti si segnalano cospicue uscite per la sempre maggiore richiesta di servizi esteri da parte delle imprese venete, che evidenziano la necessità del tessuto imprenditoriale locale di collocarsi adeguatamente sul piano internazionale per migliorare la propria competitività.

LA BILANCIA TECNOLOGICA
Nel 2007 il saldo globale della bilancia tecnologica dei pagamenti è risultato negativo di circa 223 milioni di euro. Rispetto al disavanzo registrato nell’anno precedente, pari a 51 milioni di euro, si registra un forte peggioramento. Dall’analisi dei dati aggregati secondo lo schema OCSE, si evidenzia un surplus solo in corrispondenza dei “servizi con contenuto tecnologico” (37 milioni di euro). Tutti gli altri aggregati hanno rilevato, invece, disavanzi più o meno elevati: i “servizi di ricerca e sviluppo” e il “commercio in tecnologia” hanno registrato un passivo più lieve (rispettivamente -13 e -19 milioni di euro).

GLI INVESTIMENTI DIRETTI ESTERI
Positivo l'andamento degli investimenti diretti netti del Veneto all'estero che arriva a 771 milioni di euro, pari al 4,1% del totale italiano. Gli investimenti esteri nella nostra regione sono di 1,2 miliardi di euro pari al 5,1% sul totale italiano. La Germania si conferma principale Paese di origine degli IDE verso il Veneto (4,7 miliardi al lordo dei disinvestimenti, 45,6% del totale). La maggior parte degli IDE in entrata si è concentrata nel commercio e nel settore dei macchinari agricoli e industriali. L’insieme dei servizi si conferma l'area di maggiore assorbimento degli IDE regionali col 53,3% (912 milioni di euro al lordo dei disinvestimenti) in flessione, tuttavia, di quasi 12 punti rispetto al 2006.

LE PARTECIPAZIONI VENETE ALL’ESTERO ED ESTERE IN VENETO
All’inizio del 2007 le imprese venete con partecipazioni all’estero sono 1.014, pari al 18,1% del totale nazionale. Ad esse corrispondono 2.977 imprese estere partecipate (14,2% del totale nazionale), che occupano oltre 137 mila dipendenti (11,1% dell’occupazione all’estero) e registrano un fatturato di oltre 25,5 miliardi di euro (6,4% del totale nazionale). Le imprese con sede in Veneto partecipate da imprese multinazionali estere sono invece 510 e assorbono oltre 44 mila dipendenti per un fatturato complessivo che supera i 21,6 miliardi di euro. Le imprese venete a controllo estero rappresentano l’88,6% delle imprese partecipate (92,1% in Italia). In Veneto si concentra il 7,1% delle imprese italiane partecipate da imprese multinazionali estere e oltre il 5% dei dipendenti e del fatturato.

“Questo quadro evidenzia una situazione che sul fronte dell’internazionalizzazione dell’economia regionale è complessivamente positiva e ricca di possibilità per ulteriori sviluppi se sapremo meglio agire sui lati più evoluti della nostra posizione internazionale – ha concluso Federico Tessari, presidente di Unioncamere del Veneto –. È evidente che le esportazioni delle nostre imprese manifatturiere sono sempre il motore della nostra economia.

I servizi avanzati, le tecnologie e gli investimenti innovativi sono anch’essi oggetto di scambio, ma tale scambio è finalizzato al rafforzamento della competitività dei nostri settori tradizionali. A fronte delle crescenti difficoltà in cui versano i mercati internazionali occorre maggior impegno e determinazione da parte di tutti: istituzioni pubbliche, private, sistema creditizio, imprese”.foto della consegna da parte del Presidente Unioncamere Federico Tessari della medaglia a Menarin e Chiesa

Consulta il discorso del Presidente di Unioncamere del Veneto Federico Tessari

Durante l’evento, il presidente Tessari ha consegnato a Gianfranco Chiesa, ex presidente della Camera di Commercio di Padova dal 1997 al 2008, e a Dino Menarin, ex presidente della Camera di Commercio di Vicenza dal 2002 al 2008, il medagliere di Unioncamere del Veneto.

Consulta Il Rapporto "Veneto Internazionale 2008" 

Proponiamo alcune immagini della bella città di Belluno che ha ospitato la presentazione del "Rapporto Veneto Internazionale".

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14 novembre 2008