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90° ANNIVERSARIO DELLA FINE DELLA GRANDE GUERRA. 25 ottobre 2008.
Ottobre 1918: Il Piave Rivive la Tragica Battaglia
foto d''ecpoca di soldati durante la 1. guerra mondiale

Fonte: Ufficio Stampa Staff del Presidente Provincia di Treviso.

Sul greto del Piave, a Nervesa della Battaglia (Treviso), sabato 25 ottobre 2008 rivive lo scontro epocale sul fiume sacro alla Patria, una delle battaglie decisive della Prima Guerra Mondiale.

Oltre 200 figuranti in abiti d’epoca a rappresentare gli eserciti, italiano e austriaco, nelle fasi dell’ultimo scontro armato. Sul luogo verranno allestite tende da campo per ospitare i partecipanti provenienti da tutta Europa. Sono attesi migliaia di spettatori, tra cui gli studenti delle scuole della Provincia.

“Questo è uno degli eventi che chiuderà le celebrazioni in occasione dell’anniversario del 90° della fine della Grande Guerra.

Abbiamo voluto coinvolgere più di 1.800 studenti della provincia per ricordare loro l’importanza di un evento tragico come questo, che ha portato alla morte migliaia di giovani, proprio perché possano trarre insegnamento anche per il loro futuro. Non vogliamo dimenticare che è stata una delle guerre più cruente: 6 milioni di partecipanti con il 10% di vittime. Nel nostro territorio sono parecchie le tracce lasciate dal primo conflitto mondiale: abbiamo testimonianze come l’Abbazia e l’Ossario di Nervesa, oppure l’Isola dei Morti di Moriago della Battaglia. La Provincia di Treviso, comunque, vuole tenere acceso il lume della memoria anche per i prossimi 10 anni e accompagnare così il territorio al centenario”  ha commentato il presidente della Provincia di Treviso, Leonardo Muraro. 

Questo l’evento promosso dalla Provincia di Treviso, che chiuderà di fatto il calendario di celebrazione in occasione dell’anniversario dei 90 anni dalla fine della Grande Guerra. Questi i partner dell’Amministrazione Provinciale di Treviso in questo progetto: la Regione Veneto, i Comuni di Nervesa della Battaglia e di Susegana, le Pro Loco di Nervesa della Battaglia e di Susegana, l’Associazione Sentinelle del Lagazuoi, le Associazioni combattentistiche e d’Arma della Provincia di Treviso, l’ Associazione Borgo Malanotte, l’Esercito Italiano e le Associazione Nazionale degli Alpini. E altre associazioni si stanno aggiungendo. Gli abiti di scena, invece, giungono direttamente da Cinecittà e sono quelli utilizzati nel film sulla Grande Guerra di Mario Monicelli.

E protagoniste di questa giornata saranno proprio le Sentinelle del Lagazuoi, ma anche le delegazioni provenienti da tutta Europa, in particolare Inghilterra, Slovenia, Repubblica Ceca e Austria.

Proprio le nazionalità che combatterono nel tragico ottobre 1918. Tra le azioni militari riproposte sul ‘campo di guerra’, anche il volo di un aereo d’epoca. Voce narrante che accompagnerà il pubblico nello svolgimento della vicenda, introducendo il quadro storico e geografico sarà Nicola Stefani, già speaker dell’adunata nazionale degli alpini di aprile. Per la ricostruzione storica invece, parlerà il colonnello Lorenzo Cadeddu, responsabile del Centro Studi Storici “Piero Pieri” di Vittorio Veneto. Infine, il Coro Ana “Giulio Bedeschi” evocherà l’atmosfera storica con inni d’epoca.

PROGRAMMA DI MASSIMA DELLA GIORNATA: 

9.30: inizio con alzabandiera e tromba
9.35: coro
9.50: saluto delle autorità
10.00: inquadramento topografico e storico
10.20: coro
10.30: rievocazione
11.15: adunata e schieramento di tutti i gruppi
11.30: chiusura con “Il Silenzio”

 La Storia 

Lo sfondamento delle truppe austriache, nella battaglia di Caporetto dell’ottobre-novembre 1917, aveva costretto l’esercito italiano ad una precipitosa ritirata verso il Piave ed ebbe ripercussioni notevoli a livello organizzativo con la sostituzione nel ruolo di Comandante Supremo di Luigi Cadorna, la cui tattica militare e la condotta nei confronti delle truppe era invisa alla maggior parte del paese: il comando passò così al generale Armando Diaz. A livello morale, il fatto che la guerra, che fino a Caporetto era stata prevalentemente offensiva, fosse diventata difensiva, implicando la salvaguardia della Patria, funse da collante ed unì gli sforzi di tutto il Paese: inoltre la gestione più “umana” dell’esercito aveva creato un clima nuovo all’interno delle truppe. La riorganizzazione dell’esercito, che a Caporetto aveva subito immani perdite sia umane, tra morti, feriti e dispersi, che materiali, permise la stabilizzazione del fronte sulle rive del Piave e permise agli italiani ed ai loro alleati di resistere all’attacco austriaco, portato nel giugno 1918 e definito “Operazione Radetzki”. Il 24 ottobre 1918, ad un anno esatto dalla disfatta di Caporetto, ebbe così inizio l’offensiva generale italiana contro l’esercito austroungarico, che si protrasse fino al 31 ottobre, diventando nota come la Battaglia di Vittorio Veneto. Su tutto il fronte, ma specialmente sul Grappa, le truppe italiane furono impegnate in un attacco feroce. I soldati dell’Armata del Grappa, guidati dal maresciallo Giuseppe Giardino, si scontrarono con gli austroungarici per gli ultimi e decisivi combattimenti. Una manovra strategica portò sul massiccio le riserve delle truppe nemiche, cosicché l’avanzata italiana in pianura fu facilitata. Il sacrificio di moltissimi soldati rimase comunque alto e doloroso. Solo la sera del 30 ottobre 1918, i fuochi d’artiglieria si quietarono sul Grappa. Il 27 e 28 ottobre diversi reparti italiani e francesi, dopo gli scontri sul Tomba e sul Monfenera, risalirono la valle del Piave da Pederobba, liberando la conca di Alano. Le truppe italiane proseguirono la marcia contemporaneamente sulla destra e sulla sinistra del fiume Piave. La sera del 28 ottobre entrarono a Valdobbiadene, liberando di seguito diversi paesi fino a che, il 31 ottobre del 1918 la Battaglia di Vittorio Veneto si concluse vittoriosamente. Il bollettino della vittoria, che pose fine alla guerra, costò all’Italia ben 500.000 vittime; altri 100.000 prigionieri non fecero più ritorno dai campi di prigionia.

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13 ottobre 2008