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L’industria della creatività, portatrice di sviluppo, strumento di innovazione.
Tessari:"Il vero vantaggio competitivo è il capitale umano che risulta essere perciò il miglior investimento."
autorità relatori al convegno

Si è parlato di sogni, quelli dei futuri talenti, di investire nella creatività dei giovani quale leva per la competitività. L’idea è chiara e la progettualità per il territorio pure.
Così è stata insignita nella splendida cornice di Venezia, nella sede dell’università Iuav, la cattedra Claudio Buziol alla professoressa Maria Luisa Frisa, direttrice del corso di laurea in Design della Moda.

Presenti i più importanti attori delle scelte che hanno permesso l’evento: il rettore dell’Università Iuav di Venezia Carlo Magnani, il preside della Facoltà di Design e Arti Marco De Michelis, il presidente della Camera di Commercio di Treviso Federico Tessari, il presidente del distretto moda Unindustria Treviso Alessandra Pegorer, il presidente di Fashion Box Group (Replay) e della Fondazione Claudio Buziol Paola Dametto Buziol, con i figli che hanno premiato i vincitori del concorso internazionale per giovani fashion designer “A Box of Dreams”, importante iniziativa nell’ambito della moda voluta dalla Fondazione Claudio Buziol a sostegno della creatività emergente.
Presente lo stilista Elio Fiorucci e Beppe Donazzan autore del libro “La forza del sogno”.

“Si apre ora una nuova prospettiva per l’ateneo - ha dichiarato il rettore Carlo Magnani - per la Facoltà di Arte e Design e di consolidamento per il corso di laurea in Design della Moda.
Non possiamo esimerci dal considerare il ricordo di Claudio Buziol di cui la fondazione porta il nome. La sua idea – ha continuato Magnani – di cultura d’impresa non è riducibile alla gestione ma è intesa come qualcosa che va al di là è la creatività e l’idea della trasmissibilità del ruolo sociale”. Magnani ha sottolineato che l’ateneo Iuav è un ateneo del progetto che viene coltivato in tutte le sue forme ed è altamente coeso in ambito sociale. Ha espresso tuttavia una nota dolente per i difficili rapporti con il ministero a cui è seguita l’esortazione a non aspettare che qualcun altro decida per l’ateneo. Il progetto deve rivolgersi al radicamento territoriale e all’internazionalizzazione della cultura quali principi fondamentali.
Per radicamento territoriale il rettore Magnani intende la capacità di mettere insieme tutte quelle forze che pensano di poter condividere un progetto e l’opportunità al mondo che sta attorno di esprimersi attraverso l’università; ed è questa l’identità dell’ateneo del futuro.
Magnani si è rivolto poi alla professoressa Frisa e l’ha descritta come una “straordinaria occasione per l’ateneo”. Le ha rivolto un encomio per quello che sta costruendo al corso di Design della Moda.

Il preside Marco De Michelis ha invece ricordato che la facoltà è nata 7 anni fa nei settori tradizionalmente assenti nell’università italiana ma terribilmente presenti nelle problematiche dell’innovazione del territorio. E’ iniziato 3 anni fa, invece, il corso di laurea in Design della Moda grazie alla Camera di Commercio di Treviso, supporter decisivo, e a Unindustria . “Non è stato un capriccio – ha sottolineato De Michelis - ma la convinzione che il progetto della moda costituisce l’aspetto fondamentale per costruire l’idea dell’innovazione, perché la cultura della moda ha un ruolo fondamentale. Non solo quindi Made in Italy del design ma anche cultura della moda.

De Michelis ha ribadito la grande fortuna che la dottoressa Frisa abbia accettato di dirigere il corso, perché nell’università italiana non c’è nessuno che sappia di cultura della moda.
Il preside ha fatto un excursus sulla vita professionale della Frisa di cui ha sottolineato le capacità editoriali, la realizzazione di Pitti Trend (osservatorio sui fenomeni di tendenza moda da tutto il mondo), la collaborazione con Giorgio Armani, la bellissima rivista Emporio Armani Magazine dalla grafica innovativa che parlava di costume e di arte. E Maria Luisa si è portata questa cultura complessa della moda, non solo la visione tecnica.

“E’ necessario- ha aggiunto - costruire una cultura critica sulla moda con la finalità di educare i giovani creativi ad essere consci della complessità di questa e che riescano a sviluppare una fantasia critica attenta a ciò che gli sta accanto”.
Una nota va agli stage che i 60 studenti da gennaio ad aprile affronteranno nelle imprese italiane.
“Il fatto che Claudio Buziol sia stato protagonista della trasformazione del sistema moda italiano ha fatto decidere alla Fondazione Buziol, che ne continua il ricordo, di interpretare il decreto che il ministro Moratti fece e cioè di creare delle cattedre che nascono grazie all’interesse nei confronti della scuola, da parte delle aziende , con la finalità di lavorare insieme – ha precisato ancora De Michelis -. Ed è questo il modo con cui interpretiamo questa cattedra e siamo sicuri di poter ricompensare la fondazione con la creazione della  conoscenza critica negli studenti”.

De Michelis ha dato poi la parola al presidente della Camera di Commercio di Treviso Federico Tessari definendolo il partner istituzionale storico. Tessari ha dunque richiamato i numeri: 242 sono le richieste di iscrizione pervenute con una disponibilità di 60 posti. Non c’è solo la presenza trevigiana o veneta tra gli iscritti ma c’è la presenza di ragazzi da tutta Italia. “Evidentemente - ha sottolineato il presidente dell’ente camerale -, non tutti avevano il 40% del bilancio da destinare all’università, come destina la Camera di Commercio di Treviso, creando così un corso di eccellenza”. Tessari ha poi precisato anche che il vero vantaggio competitivo è il capitale umano che risulta essere perciò il miglior investimento".

Dà rilievo all’opportunità degli stage che gli studenti affronteranno in azienda quale occasione per capire che cosa richiede il mercato e che cosa richiede l’impresa per interpretarne i bisogni. Come la Cciaa riceve le indicazioni delle associazioni di categoria.

“Unindustria – ha proseguito - si occupa da molti anni di questi temi per una competitività internazionale. Non a caso, dice, nel corso dell’ultimo Consiglio della Cciaa, è stato deliberato di costituire il polo della creatività e del design che deve mettere in funzione quelle sinergie che ci sono tra mondo economico, mondo accademico e le imprese. Le imprese hanno già iniziato a fare la loro parte e il merito va alla Fondazione Buziol, espressione di un’intelligenza creativa che è stata iniziata ma che qualcuno sta portando nel futuro per investire nelle risorse umane”.

Il presidente Tessari si è augurato che ci siano tante altre aziende che rivolgano il proprio interesse all’università.
Le valutazioni progettuali delle risorse umane, del mercato e delle aziende, devono crescere tenendo conto dell’identità del nostro territorio e devono trovare delle eccellenze. Solo grazie alla grande attenzione alle risorse umane e all’investimento nella innovazione tecnologica possiamo dire che il Veneto è seconda, con un Pil del 9,1% dopo la Lombardia ed è la prima regione d’Italia per esportazione. Per il 93% le imprese sono di piccole dimensioni, ciò delinea una presenza capillare sul territorio.

“Siamo pronti ad altre cattedre” ha ribadito ancora il preside De Michelis introducendo il presidente del distretto moda Unindustria Treviso Alessandra Pegorer che ha così esordito nel suo intervento: “Finalmente l’industria della creatività è vista come portatrice di sviluppo. Crescere, innovare il prodotto e comunicarlo. E se non c‘è l’innovazione del prodotto stoniamo il senso di questa facoltà”.

Alessandra Pegorer ha sottolineato come il design e la moda siano visti solo quale frutto del gusto funzionale ed estetico quando invece devono esser intesi come strumenti per l’innovazione.
Ha riportato l’esempio di una azienda produttrice di condizionamenti di precisione a Padova che ha creato un tavolo di 200 mt in cui siedono tutte le figure professionali dell’azienda, permettendo il flusso di informazioni, di decisioni, di azioni, stravolgendo la struttura aziendale.

“Siamo sulla strada giusta con una facoltà di questo tipo in cui Unindustria crede, ed è importante la nuova proposta da parte della Fondazione Claudio Buziol per seminare qualcosa assieme all’università. Anche questo – ha poi ribadito - è un modo di creatività. Unindustria porta avanti l’impegno e la volontà di coltivare questa join”.
Alessandra Pegorer ha concluso leggendo alcune righe del programma quinquennale della Repubblica Cinese in cui il vice presidente scrive che le politiche per le industrie creative interessano il design applicato all’edilizia, ai media, alla moda, ai costumi.
“La Cina - ha commentato la Pegorer -, diventerà una società dell’innovazione e il design, un elemento decisivo nel piano quinquennale. Pertanto – ha esortato - anche noi dobbiamo darci da fare. Auguro buon lavoro alla Frisa, una donna incredibile”.

Il presidente di Fashion Box Group (Replay) e della Fondazione Claudio Buziol, Paola Dametto Buziol ha manifestato la propria emozione nel ricordo del marito. “Se Claudio fosse qui - ha detto - sarebbe orgoglioso perché credeva nei giovani e per lui era importante aiutare i ragazzi a realizzare i propri sogni.

Ringrazio l’università chi mi ha dato l’idea di come aiutare i giovani e sono certissima che Maria Luisa Frisa porterà avanti l’idea di Claudio e la infonderà nei giovani nel migliore dei modi”.
Poche parole ma molte emozioni ha accennato anche Maria Luisa Frisa: “Ringrazio la Camera di Commercio di Treviso, Unindustria, l’Università, una scoperta recente – ha detto – che reputo luogo in cui si può sperimentare, mettersi in discussione. E’ stato il punto d’ incontro con Paola Dametto perché ci siamo chieste che cosa voleva dire inseguire dei sogni e abbiamo condiviso la medesima volontà di seguire dei sogni per cambiare le cose”.

Ha ricordato l’imprenditore Claudio Buziol, lo stilista Elio Fiorucci, suo grande amico con cui ha condiviso i viaggi per il mondo, per trovare qualcosa che non c’era ed avere il piacere di portare a casa e fare conoscere ciò che aveva individuato. “Era un’antenna vivente per recepire, captare quello che poteva dare un’emozione e che non si era ancora visto, era un uomo dal grande senso estetico. L’ università ora si sta aprendo alla moda, con la cattedra si riconosce che c’è una professione”.

Durante l’incontro è stato anche presentato il libro “La forza del sogno”, scritto da Beppe Donazzan su Claudio Buziol. Ricorda i primi passi nella moda con il negozio Bambù aperto con la moglie Paola e che fu l’anticipazione dei negozi successivi. Già lì faceva una ricerca incredibile sui tessuti. Le vetrine erano diverse dalle altre. Anche lui lo ricorda come un grande viaggiatore che andava in tutte le parti del mondo per poi esporre ciò che aveva visto ai suoi stilisti. Aveva un’affannosa ricerca dei particolari e poteva passare ore e ore per scegliere un bottone. Disegnava solo quello che gli piaceva.

Anche il nome Replay è stata una sua intuizione, guardando i mondiali di calcio .Vedeva questa parola che andava in sovrapposizione alle immagini, aveva intuito che aveva un valore universale. Una tra le scelte che lo hanno distinto come imprenditore è stata quella di decidere, per la sede dell’impresa, un restauro piuttosto che uno di quei capannoni che devastano il Nord Est. Le sue grandi passioni erano: l’arte, le automobili, la famiglia suo punto di riferimento.
Infine i figli di Claudio e Paola Buziol hanno consegnato i premi a due giovani stilisti , per la collezione femminile e  per la collezione maschile vincitori del concorso “A Box of Dreams” (in foto).

Silvia Trevisan

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28 gennaio 2008