Tutti per uno. La tuta. Un solo indumento per esprimere la dimensione collettiva del lavoro creativo in una scuola di moda.
Una piccola comunità concentrata sul riemergere di un'utopia che non si limita alla tuta dei blue-collar workers, ma la interpreta in chiave rainbow.
Un solo filo conduttore per restituire l'etica di un abito plurale, emblema cangiante di un presente-futuro, tra scenari manga, provocazioni surreali e visioni metasex. 
La riflessione collettiva sulla tuta ha coinvolto gli studenti del II e III anno del Corso di laurea in Design della moda dell’Università IUAV di Venezia-sede di Treviso che saranno presenti al Pitti Uomo n 73 a Firenze, invitati insieme ad altre 4 prestigiose scuole di moda (Central Saint’s Martin di Londra, Accademia di Eindhoven, IED di Milano, Polimoda di Firenze) dal prestigioso inserto del Corriere della Sera: Style.
L’esito del lavoro è rappresentato dai progetti In (New) Bodies di Alberto D’Ambrosi, La divisa della carne di Michela Basso, Essere in carta di Teresa Chinellato, Pre-Posizione di Elisa Costella, La mia coda cresce di Valentina Donadel, Blood for Beauty di Nicolò Molin e Memento crescere di Mariaclara Zanin. Un servizio fotografico opera di Francesco Casarotto e Silvia De Marchi sulle tute esposte completerà l’installazione fiorentina.
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