Il Corso di laurea in Design della moda dello Iuav con sede a Treviso, nel corso dell’anno accademico appena conclusosi ha invitato figure internazionali del mondo della moda, organizzando seminari per gli studenti, ma aperti anche alla città d’arte di Treviso ed alle sue imprese. Mercoledì 30 maggio, siamo entrati nelle stanze della moda accompagnati da un grande stilista Guillermo Mariotto. Ci ha svelato le atmosfere, gli sguardi e le intese di uno stilista di alta moda tra i suoi modelli, le clienti, il teatro, la televisione. Un viaggio reale che hanno avuto il privilegio di vivere gli studenti del Corso di laurea in Design della moda dello Iuav e alcune aziende di Treviso che hanno accolto l’invito dell’università e della Camera di Commercio. Come tagliare il filo, come capire il costo di un vestito, il ruolo degli accessori, come interpretare le aspettative delle clienti, come muoversi negli ambienti in cui gli abiti scendono dalla passerella per essere scelti, indossati e vissuti. Spesso gli studenti si sentono dire che uno stilista può trovare la propria realizzazione anche al di fuori del mondo della moda. E Mariotto, con il racconto della propria carriera , ha presentato molteplici aspetti creativi che un artista della moda sa interpretare con assoluta naturalezza. Nato a Caracas 39 anni fa, studia disegno industriale a San Francisco. In Italia conosce Basile, poi a Roma incontra Gattinoni, una maison che fa la storia della moda italiana. Da designer a stilista di alta moda. “Non volevo fare la moda – racconta - amavo il mondo del design industriale ma ho vinto una borsa di studio e così, un mondo che mi pareva non mi appartenesse, l’ho invece fatto mio”. Maria Luisa Frisa direttrice del Corso di laurea in Design della moda gli chiede che cosa lo abbia colpito della haute couture. “Un cumulo di storia e tradizioni – risponde -, che non va buttata via, poi ok c’è l’avanguardia, ma il gusto del benfatto mi ha molto affascinato”. Ricorda Maria Luisa Frisa che era approdato alla haute couture in un momento di crisi del settore. Mariotto spiega che dal Giappone era arrivato il prêt-à-porter. Ma lui ha creduto in quel senso di esclusività ricercato dalle donne: “Le donne tentano di scostarsi, di essere uniche, esisterà sempre il senso di esclusività finché esisteranno le donne. Lo trovi nello sguardo, quando si guardano nello specchio, quello è il compito dello stilista di alta moda. La concezione del prêt-à-porter è fatto in serie e ha più tensione verso la temporalità”. Frisa: Ma cosa avviene dopo le sfilate? Mariotto: Quanto tempo ci vuole per fare un vestito di alta moda. Dipende da quanta gente ci può lavorare. Non c’è tempistica perché i vestiti spesso, non sono divisibili e quindi possono lavorarci in pochi. Come avviene l’acquisto dopo una sfilata? Ricevi la richiesta di incontro per un appuntamento, ricevi le e-mail delle clienti con le loro richieste. Tu come stilista devi farle felici. Ma cos’è per te la moda?
Opera lirica, balletti televisione musical, la stessa parola moda mi va stretta. Conoscere l’abito, il suo linguaggio, sapere che in quel periodo gli indumenti hanno quei colori, quel tipo di orli. L’abc del linguaggio, quando lo fai tuo e osservi la reazione degli altri, vedi che nel dna della gente ci sono già le informazioni, che sentono e riconoscono al di là della conoscenza. L’importante è comunicare. Far sentire alla gente che si muovono le emozioni. Non devi fare solo vestiti per vendere ma anche altro… Mi è piaciuto quando mi sono sdoganato dalla moda. Facendo teatro, musical, e cinema. La Batterfly con Placido Domingo, in una produzione italo giapponese, per esempio. Ho trattato le scene come le mie sfilate. La moda così, diventa dialogo. Il musical del Santo Padre Pio. Tutti i cambi di costume si svolgono in scena. La finalità è comunicare tramite gli indumenti. La tua é stata la chiave interpretativa delle icone classiche.
Sì, bisogna trascendere ma non buttare il vecchio, il vecchio va rinnovato ma non va buttato. La moda può diventare più costume. Chiamano più noi, rappresentanti della moda, per fare cucina teatro. Appropriamoci del linguaggio. La moda non puoi più limitarla alla passerella. Ma quanto costa un abito di alta moda? Dipende da chi è il marito, a che tipo di festa parteciperà, che gioiello indosserà, se l’obiettivo è fare arrabbiare la padrona di casa… c’è un attento colloquio; poi il prezzo. Ma se sbagliate il prezzo del vestito - dice Mariotto in modo deciso agli studenti - non valete nulla. Qual è stata la maggiore soddisfazione?
La più grande soddisfazione è quando quelli che lavorano con te ti rispettano, rispetto come ossequio sentito. E’ una questione di sentire, non di ragionare, è una soddisfazione fisico emotiva. Voi ragazzi approdate alla moda nel momento più simpatico. Non sapete la soddisfazione quando nel web c’erano i vestiti delle mie sfilate. Dopo poco l’evento tutto il mondo aveva già visto i miei vestiti. L’incontro si è svolto con la modalità dell’intervista da parte di Maria Luisa Frisa, direttrice del Corso di laurea in Design della moda dello Iuav, di Sonia Veroni, curatrice di Modateca Deanna, e Deanna Ferretti Veroni, talent scout, consulente creativa e fondatrice dell’azienda Miss Deanna (nella foto insieme a Mariotto). Anche gli studenti, catturati dalla testimonianza dello stilista e dalle sue preziose indicazioni hanno avuto l’opportunità di intervistare il grande fashion designer.
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