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PROGETTO E-KM-DICAMO - DESIGNER E IMPRESA: RISULTATI DI UNA RICERCA SUL TERRITORIO

Si è tenuto il 9 dicembre 2004, presso la Camera di Commercio, un significativo incontro di avanzamento circa le attività sviluppate nel progetto e-KM DICAMO (Sistema di Knowledge Management DIstretto CAlzaturiero di MOntebelluna) che si propone di valorizzare il tema del design e dell’innovazione del prodotto quali fattori critici di successo per l’evoluzione di una organizzazione così articolata come quella dello Sportsystem di Montebelluna.

In particolare, il progetto, finanziato dalla Camera di Commercio di Treviso e da Veneto Innovazione, si rivolge esplicitamente alle figure professionali coinvolte nel processo di design e dello sviluppo nuovo prodotto (designer, modellisti, creativi, professional del settore ecc.) in quanto le loro competenze e conoscenze sono alla base della capacità del territorio di attivare un processo di innovazione a tutto campo per sviluppare con continuità la competitività richiesta dal mercato globale.
Il progetto si pone due obiettivi principali:

  • favorire l’aggregazione e il confronto tra designer e creativi a livello locale, attivandone la practice community, incrementando le occasioni ed i momenti di confronto e dialogo e facilitando l’aggiornamento professionale sulle tendenze globali in fatto di nuove tecnologie, materiali innovativi e modelli di consumo attinenti al modo dello sport-system a partire dai contributi proposti ed elaborati dagli stessi designer ed in stretta connessione con la facoltà di Disegno Industriale che partecipa attivamente al progetto;
  • dare visibilità alla comunità di designer del distretto e alle imprese di cui fanno parte, così da veder riconosciuta la leadership di Montebelluna nel design e nell’innovazione dell’abbigliamento sportivo e attrarre giovani professionals da altre parti dell’Italia e dell’Europa. E’ stato perciò sviluppato un ambiente online di servizi a supporto delle relazioni tra professional, quale strumento dedicato alla condivisione di conoscenze, alla collaborazione e allo scambio di esperienze e punti di vista tra designer attraverso soluzioni tecnologiche innovative sia sul fronte della gestione dei contenuti che della comunicazione tra designer. In particolare, l’ambiente online intende configurarsi come il punto di riferimento sul tema del design a livello locale a partire dal quale saranno organizzate anche attività in presenza quali seminari e workshop di approfondimento, concorsi di design, ecc.
A partire dai risultati dei primi 6 mesi di attività online è possibile affermare che:
  • Si è consolidato un discreto bacino di utenti di estrazione prevalentemente professionale (83 iscritti alla comunità);
  • Si conferma una trasversalità della tipologia di utenza (pochi appartenenti direttamente al distretto) e di riflesso del tema del progetto (design);
  • Il portale viene utilizzato come fonte di informazioni qualificate (giornale online) quotidianamente, con un numero medio di accessi giornalieri di oltre 30/giorno;
  • Vanno potenziate le occasioni offline e le funzionalità online per favorire l’interazione e lo scambio tra componenti della comunità.
Nel corso dell’incontro il prof. Stefano Micelli, Tedis – Venice International University - partner del progetto, ha presentato una importante ricerca effettuata sul territorio (in collaborazione con Assosport) su “Design e Designer nello sport-system”.
L’indagine coniuga un’analisi di tipo quantitativo con un approfondimento di tipo qualitativo: l’indagine quantitativa è stata condotta attraverso la somministrazione di un questionario sia ad aziende che producono per il mercato finale sia a studi di design o designer freelance operanti a Montebelluna, con la risposta di 52 aziende e 31 designer.
L’indagine qualitativa è stata svolta attraverso la conduzione di 3 focus group con i designer che operano nel distretto di Montebelluna.
Il campione di riferimento è composto da piccole imprese, il cui fatturato per oltre il 60% è inferiore ai 13 Ml di Euro ed il numero di dipendenti inferiore alle 19 unità.
I prodotti delle imprese si posizionano prevalentemente nella fascia medio-alta del mercato adottando principalmente una strategia di nicchia, data anche la scarsa presenza di grandi gruppi industriali nel campione.

Principali evidenze della ricerca

Le imprese hanno mediamente il processo di design e sviluppo prodotto in house, con personale dedicato a questi processi a cui è richiesto anche ed in misura diversa di presiedere alla ingegnerizzazione ed allo sviluppo del processo produttivo. Il design è approvvigionato in larga parte da risorse nel distretto (singoli professionisti o studi). Oltre 80% delle aziende possiede almeno un marchio di proprietà e partecipa a fiere di settore; nonostante questo, solo il 37,8% investe una quota pari (o superiore) al 5% del fatturato in comunicazione e marketing.

La R&S è svolta dal 63,5% delle aziende, e solo il 29,2% di queste vi investe una quota pari (o superiore) al 5% del fatturato. I maggiori investimenti sono commissionati a freelance o studi professionali, mentre circa il 12% è sviluppato con le Università. Bassa la percentuale di brevetti, che coinvolge solo il 30% delle aziende e, di queste poco più del 30% ha sviluppato più di due brevetti in tutta la sua attività. Tutto ciò nonostante il fatto che oltre il 61% abbia avuto almeno un prodotto copiato!

La popolazione professionale dei designer del distretto è caratterizzata da una presenza minoritaria (20%) di giovani designer. La formazione professionale non è molto elevata: soltanto il 19,4% del campione ha conseguito la laurea.
Le caratteristiche del designer del distretto vede una esperienza professionale sviluppata principalmente all’interno di poche realtà aziendali. I designer dimostrano una elevata anzianità aziendale, oltre i 7 anni nel 65% dei casi, ed una scarsa mobilità interaziendale, il 72,4 % ha cambiato al massimo 3 aziende durante la propria carriera.

Nella ricerca è emerso come il designer risulti una professione di difficile definizione:

  • si tratta di una professione vissuta come un modo di essere, difficilmente separabile dall’identità individuale: ‘è un modo di vivere’, ‘ è un modo di guardare il mondo’, 'si è designer sempre';
  • questo aspetto connota in chiave “esistenziale” la spinta verso la ricerca del nuovo che caratterizza in modo fondativo la professione;
  • qualità professionali e personali risultano indistinguibili, in quanto le une tendono ad essere collegate con le altre.
Le competenze richieste variano in maniera molto ampia tra le conoscenze di:
  • materiali
  • prodotto
  • mercato
  • processi produttivi
  • tecniche di realizzazione prototipi
  • project management
Si tratta di una professione vissuta in solitudine in azienda, dove spesso il ruolo è ricoperto o identificato da una sola persona.
Nel processo di Creazione sono state evidenziate due dimensioni diverse da bilanciare:
  • parte di astrazione individuale e separata dal mondo (atto creativo puro);
  • parte progettuale di traduzione in realtà, oggettivamente connaturata con il confronto interpersonale (team di lavoro, tecnologie, materiali, ecc.).

L’attività del designer è percepita come costantemente al vaglio di pubblici differenziati (le aziende, i critici d’arte, il mercato ed i singoli consumatori) le cui categorie di giudizio sono profondamente diverse: ‘… ho vinto un premio di design, ma il prodotto non ha venduto: non so se è positivo o negativo’.

L’aggregazione e la comunicazione tra professionisti e nella practice risulta sporadica, affidata a contatti di natura personale e no strutturata, senza la presenza cioè di un elemento o fattore catalizzatore.

I focus group hanno evidenziato come il ruolo del territorio risulti cruciale per lo sviluppo di una practice ed, in generale, oggi sia per lo più percepito in termini statici e passivi rispetto alla sua capacità di fornire stimoli adeguati a rafforzare e supportare la creatività dei designer.

In particolare il territorio è vissuto oggi in termini di:

  • chiusura e vocazione alla conservazione: ‘a Milano c’è una crescita e visibilità nel design, qui in Veneto non c’è la mentalità
  • ridotta proattività da parte delle istituzioni locali è funzione di coordinamento e promozione non sistematica, ma legata a progetti sporadici: ‘ad esempio, non ci sono istituzioni che organizzino competizioni e concorsi’

A ciò si aggiunge un ulteriore fattore problematico per i designer, ovvero la tendenza alla concentrazione industriale che caratterizza l’attuale evoluzione del distretto di Montebelluna e che porta naturalmente altrove la domanda di creatività. I progetti che sono ancora contendibili richiedono maggiore responsabilità e professionalità più elevate, ovvero le commesse sono più grandi ed in numero ridotto…

Dall'analisi dei dati dei focus group emergono quindi alcune criticità in relazione alla professione del designer ed al suo rapporto con il territorio che possono essere così sintetizzate:

  • elevata frammentazione e dispersione della comunità dei designer a livello territoriale (assenza di occasioni di incontro e di discussione);
  • scarsa legittimazione e rappresentatività nei confronti delle istituzioni locali così come a livello nazionale ed internazionale;
  • assenza di un sistema di regole e di competenze condivise per la qualificazione della figura professione del designer;
  • difficoltà ad ottenere un accreditamento ed una visibilità nei confronti del mondo della ricerca e dell’università, con la necessità di strutturare la collaborazione.
Nell’ambito della presentazione, si è poi proceduto alla premiazione del concorso per giovani designer “Between” che chiedeva di proporre idee e contributi originali in grado di ripensare il rapporto tra il piede dell’atleta e il “terreno” nell’ambito della performance sportiva.
Il miglior lavoro è risultato quello di Sabrina Polito, laureata di Cladis, che ha proposto in maniera efficace e completa una idea originale per scarpetta da arrampicata denoiminata “Geko”. Il premio consisterà in un viaggio-studio presso una rinomata scuola di design all’estero.

I prossimi passi

La terza fase del progetto (1° semestre 2005) prevede quindi azioni di consolidamento in risposta alle criticità emerse anche nella ricerca presentata in particolare nella direzione di:

  • rafforzare una community/associazione dei designer di Treviso a partire dal nucleo originale individuato sinora nel cammino;
  • supportare questa aggregazione con i seguenti obiettivi:
    – Aggregare i designer che operano sul territorio trevigiano;
    – Aumentare la visibilità e accrescere la professionalità dei designer locali;
    – Promuovere la creatività;
    – Facilitare la costruzione di relazioni con il mondo delle istituzioni e delle imprese;
  • stimolare il networking con altre associazioni di designer “spontanee” e istituzionali, come ADI NordEst, che già da tempo partecipa spontaneamente al progetto con il suo presidente arch. Paolo Favaretto;
  • favorire la trasversalità e l’allargamento ad operatori della creatività attivi in altri campi e settori industriali, come quelli, fondamentali, ad esempio del Legno Arredo.
Verranno poi affiancate numerose azioni di Content Management mirate a garantire l’elevato livello qualitativo dei contenuti dell’ambiente web, inseriti quotidianamente da una redazione distribuita formata da numerosi collaboratori di provenienza universitaria e non. Alcune delle azioni pianificate:
  • Nuova grafica per il portale
  • Nuove modalità di interazione e maggiori funzionalità per stimolare lo scambio di informazioni one-to-one edi knowledge
  • Nuova edizione del concorso per giovani designer
  • Calendario di incontri “Vespertine” di approfondimento
  • Eventi con partecipazioni prestigiose su Design, Proprietà intellettuale…
Gli Atti multimediali dell’incontro, i dati della ricerca ed i documenti del progetto E-KM DICAMO sono disponibili all’indirizzo http://ekmdicamo.tvtecnologia.it

Roberto Santolamazza
Tratto da "L'Economia della Marca Trevigiana", Febbraio 2005



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