HOME C.C.I.A.A. di TREVISO
14/05/2008   ore 04.10    HOME   


Introduzione all’economia provinciale


 L’economia trevigiana fra vocazione manifatturiera e terziarizzazione
In base ai più recenti Censimenti sulla Popolazione e sull’Industria realizzati dall’ISTAT di Roma (Istituto Nazionale di Statistica) nel 2001, in provincia di Treviso si contano 795.264 abitanti (+6,9% rispetto al 1991) e 72.565 unità locali (+17,2% rispetto al 1991), che danno impiego a 308.097 addetti. Esiste in pratica una unità locale ogni 11 abitanti.
A questi dati si aggiungano: 3.728 istituzioni no profit, sia pubbliche che private (fonte ISTAT, 1999) e 43.697 aziende agricole (fonte ISTAT, 2000), quasi tutte a conduzione familiare e per l’88% con meno di 5 ettari di superficie agricola utilizzata.
La principale vocazione dell’economia trevigiana, ad ogni modo, è l’industria manifatturiera: il 47,4% degli addetti della provincia (quasi 146.000) è impiegato in uno dei settori industriali cui si lega la reputazione di Treviso nel mondo: agroalimentare, abbigliamento, calzature sportive, elettrodomestici, macchinari industriali, mobili, porcellana, lavorazioni di carpenteria in metallo, industria della plastica.
Il complesso di questi settori genera un volume di esportazioni pari ad oltre 8.300 milioni di Euro nel 2003: Treviso è la quarta provincia in Italia per export e terza per saldo export/import (prima in Veneto), con un attivo commerciale che sfiora i 4.000 milioni di Euro.

 Il commercio con l’estero: quadro di sintesi al 2003 e aggiornamento ai primi nove mesi del 2004
Treviso è la 4a provincia in Italia per valore delle esportazioni (8.328 milioni di Euro, dato 2003), e la 3a quanto a saldo fra esportazioni ed importazioni (prima in Veneto). L’attivo della bilancia commerciale ammonta a 3.972 milioni di Euro: quasi la metà del dato regionale, oltre il triplo del dato nazionale.
La propensione della Marca Trevigiana per gli scambi internazionali è sintetizzabile con il tasso di copertura delle esportazioni sulle importazioni: per ogni 100 Euro di merce importata Treviso ne esporta 191,2. Un tasso che non ha paragoni né con il dato regionale (pari a 128,8) né con quello nazionale, di poco sopra il pareggio (100,4 Euro di export contro 100 Euro di import).
Ma Treviso non si è fermata semplicemente allo stadio dell’internazionalizzazione mercantile: altrettanto significativo è il percorso di integrazione internazionale della produzione, avviato in modo consistente dalle imprese trevigiane, particolarmente nel settore moda. Le aree di internazionalizzazione produttiva sono l’Est europa e il Far East asiatico: la Romania, nel 2003, si è affermata come primo Paese per provenienza dell’import trevigiano.
Nel complesso, principali mercati di destinazione dell’export trevigiano restano – nonostante la situazione congiunturale non brillante degli ultimi anni - Germania, Francia, Regno Unito, Spagna, Stati Uniti: ma è interessante verificare come cambia la geografia degli scambi – e la relativa dinamica - in relazione ai singoli settori merceologici.
Se è vero infatti che l’export trevigiano ha conosciuto una flessione del –0,4% dal 2003 al 2002 (e del –3% rispetto al 2001), il Veneto e l’Italia hanno dovuto registrare flessioni assai più consistenti: rispettivamente del –8,5% e del –4% rispetto al 2002 (del –7,7% e del –5,4% rispetto al 2001). Dunque si può parlare, per Treviso, di maggiore tenuta competitiva dei suoi prodotti. Vediamo in dettaglio, pur velocemente, alcune indicazioni di performance per i principali settori del manifatturiero trevigiano, comparate con il dato veneto e nazionale. I dati fanno riferimento al 2003, ultimo anno disponibile al momento in cui andiamo in stampa.

 Dati statistici

A cura dell’Ufficio studi CCIAA Treviso