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La CCIAA per le imprese e il territorio
Energia rinnovabile, design e formazione

Si è tenuto venerdì 18 maggio in Camera di Commercio di Treviso il secondo appuntamento della serie di incontriDesign+Energia+Innovazione organizzato dal corso di laurea specialistica in Disegno industriale del prodotto dell’università Iuav.

Biomasse, fotovoltaico, energia eolica, energia solare, solar cooling, energia geotermica, microgenerazione, questi i temi trattati in un ottica di design. Chi ne ha parlato: Federico Butera titolare della cattedra di Fisica tecnica ambientale del Politecnico di Milano, Giorgio Simonetto presidente di Veneto Innovazione, Pietro Milano Gebr. Schmid gmbh+co, Freudenstadt, Alberto Pasetti e Piercarlo Romagnoni entrambi docenti Iuav. Moderatore dell’evento il prof. Chiapponi direttore del corso di laurea in Disegno industriale e professore ordinario di Disegno industriale.

L’evento ha costituito l’occasione per illustrare ai futuri designers il panorama delle energie rinnovabili e del loro impatto nelle città, nelle case, nella futura vita quotidiana.

Ma non si tratta proprio di futuro dal momento che, come ha illustrato il professor Federico Butera, già alcuni insediamenti nel mondo vengono progettati sul principio del basso impatto energetico come per esempio a 40 km a nord di Pechino. “In quella progettazione si è tenuto conto della posizione degli edifici rispetto alla direzione del vento, all’orientamento del sole. E’ stato studiato il clima ed in base a questo sono stati creati percorsi a clima temperato e percorsi esterni al massimo di 50 mt a causa delle ostili temperature invernali ed estive. Anche lo spazio dedicato al verde è stato calcolato per abbattere l’impatto della temperatura esterna”.

Secondo il prof. Butera è necessario pensare di cambiare le energie del passato con le energie rinnovabili a basso impatto, ma per realizzare ciò sono richieste elevate competenze e dispositivi avanzati. A sostegno di ciò ha riportato un passo di L. Mumford, da Technics and Civilisation, 1963. “Dietro le grandi invenzioni materiali degli ultimi duecento anni non ci fu semplicemente un lungo interno sviluppo di tecniche: ci fu anche un cambiamento di mentalità. Prima che i nuovi processi industriali potessero affermarsi su larga scala fu necessario un riorientamento di desideri, abitudini, idee e obiettivi”.

Rivolto ai giovani del corso di Design del prodotto, Butera conclude dicendo che “il pensare diverso alle energie rinnovabili inciderà sulle abitudini di consumo e richiederà una nuova riformulazione da parte del design degli strumenti utilizzati”.

“E’ necessario iniziare a ragionare sul bilancio energetico - sostiene Giorgio Simonetto di Veneto Innovazione -. Ma è tutto roseo il mondo delle energie rinnovabili? Non pare proprio così, si corre il rischio di fare tanto per ottenere poco. I centri di biomasse per esempio sono in perdita per i costi d’acquisto e di trasporto della materia. Vi sono delle leggi inadeguate, non esiste una definizione di ricerca e ciò blocca molte attività”. Simonetto ha quindi inteso lanciare un invito: “Ogni giorno usiamo elementi per cui voi studenti oggi siete qui. Con la filosofia che il mare è fatto di gocce ecco le piccole cose che possono farci consumare meno elettricità: per fare alcuni esempi, i sensori che accendono la luce al nostro passaggio, lampadine a basso consumo ed è il design che saprà tradurre questi strumenti al consumatore”.

Il collante tra tutte le ricerche è il design e così il risparmio per i consumatori si realizza senza fatica. Il sistema produttivo si adatta a fare sacrifici senza che il consumatore lo percepisca ma ne abbia giovamento. Mediazione quindi tra l’uso del prodotto e le necessità collettive. Così il contenuto di design si sposa con la tecnologia.

Il prof. Chiapponi commenta che il compito e la responsabilità dei designers è anche saper scegliere le priorità all’interno di una gamma di possibilità. Di che cos’è il PV e di chi lo produce ne ha parlato il dott. Pietro Milano, responsabile del gruppo Gebr. Schmid gmbh+co, Freudenstadt che produce macchinari per la modulistica fotovoltaica, nei tre principali processi dal trattamento del silicio sino alla produzione di celle. Milano parte dalla considerazione che le energie primarie sono prossime a finire e nel panorama delle energie rinnovabili il fotovoltaico ha avuto il maggiore tasso di crescita negli ultimi 5 anni con una media annuale di circa il +35% ( da 150 a 1550 MW).

Chi produce questa energia? Il Giappone ha fornito la metà del fabbisogno mondiale, circa il 38%. Mentre la Cina ha dato valenza al fotovoltaico sia per lucro che per autoesigenza. Per quanto riguarda l’Europa in Italia l’Eni è stata un’antesignana nello studio del fotovoltaico ma non c’è stata la volontà di andare avanti. La Germania invece è diventata nel 2007 il maggiore produttore europeo di celle fotovoltaiche.

Milano racconta la case history di 4 ingegneri con pochi soldi in tasca ma con una visione che è divenuta la Q-Cells AG - we grow with light. Il loro core business è lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di celle fotovoltaiche.

Ma silicio e design dove si possono incontrare? Una risposta Milano la dà mostrando l’ingombro dei moduli del fotovoltaico che richiedono lo studio dei designers per essere inseriti nelle architetture e che, con lo sviluppo di questa fonte d’energia, sarà sempre più richiesto.

Per quanti riguarda gli edifici quali involucri d’impiantistica, il prof. Romagnoni professore associato di Tecnica del controllo ambientale sostiene che sia necessario partire dai dati per la progettazione edilizia.

“I consumi nelle case sono aumentati – ha detto –; è necessario che il risparmio di energia coinvolga tutti gli strumenti preposti. La direttiva 2002 91/CE parla dell’uso razionale dell’energia ma sarebbe necessario il controllo dei consumi per pensare a edifici più efficienti e ciò significherebbe controllare il surriscaldamento interno. Il consumo di energia d’estate aumenta sempre di più a causa dell’uso dei condizionatori. Per ovviare a questo elevato consumo d’energia il designer ha un ruolo determinante nella progettazione di un edificio, per diminuirne la dispersione e ridurre la quantità di sole entrante. Un buon vetro a più strati, per esempio, riduce del 70% la necessità refrigerante. Come l’utilizzo di tendaggi interni”. Il prof. Romagnoni ha concluso l’incontro illustrando altre forme di energie rinnovabili, parlando di sfasamento del rilascio d’energia, di energia geotermica, di microgenerazione, di solar cooling.

Silvia Trevisan
"L'Economia della Marca Trevigiana", n.3 - 2007


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