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Analisi dei principali risultati al 1^ trimestre 2004
L’economia internazionale: un boom economico che non contagia l’Europa
Il quadro macroeconomico internazionale presenta nel corso del primo trimestre
2004 situazioni particolarmente differenziate: nonostante la ripresa si stia
infatti consolidando negli Stati Uniti e nell’Asia Orientale, l’attività economica
nell’Area Euro permane su ritmi di crescita moderati: l’apprezzamento
della moneta unica riduce infatti gli impulsi positivi provenienti dal canale
estero e contribuisce a non migliorare il clima di fiducia di imprese e consumatori.
Secondo gli ultimi dati di contabilità nazionale riferiti al 1^ trimestre
2004, l’economia statunitense starebbe “viaggiando” a ritmi
di crescita del Pil annualizzato in percentuale pari al 4,2% (CsC del mese
di maggio 2004), sostenuti soprattutto dalla tenuta dei consumi delle famiglie
americane (l’indice di fiducia dei consumatori comunicato ad aprile dall’Università del
Michigan si attesta a quota 94,2, sostanzialmente in linea con le previsioni
degli analisti) e dal riavvio del ciclo degli investimenti fissi effettuati
dalle imprese, particolarmente trainato dal forte incremento dei profitti aziendali.
Risultano positivi anche gli ultimi sviluppi provenienti dal mercato del lavoro
statunitense (+288.000 contratti in aprile, con un tasso di disoccupazione
in calo al 5,6%, sempre secondo le stime del CsC di maggio 2004).
A livello previsionale, le stime prodotte ad aprile 2004 dal Fondo monetario
internazionale, indicano che il tasso di crescita del PIL americano potrà assestarsi
al 4,6% nel 2004, contro il 3,1% nel 2003, per portarsi ad un 3,7% nel 2005
(Congiuntura Ref.irs, maggio 2004).
Meno favorevoli del previsto si stanno,
invece, rivelando gli sviluppi nell’Area
Euro: dopo il miglioramento congiunturale registrato nella seconda metà dell’anno
scorso, gli ultimi dati disponibili rivelano una certa debolezza dell’attività economica
in questo inizio d’anno.
A febbraio 2004 infatti la produzione industriale è cresciuta dello
0,1% congiunturale dopo il calo di gennaio (-0,3%), e dell’1% a livello
tendenziale, ed è stata accompagnata a marzo da uno stallo del clima di fiducia
delle imprese e dei consumatori. Le recenti stime dell’Ocse (Sole 24
Ore 25/05/2004) evidenziano che il PIL UE dovrebbe crescere nel 2004 in percentuale
pari all’1,6%, con previsioni di accelerazione solo nel corso del 2005,
raggiungendo il +2,4%.
L’Italia, secondo le stime preliminari dell’Istat
sui primi tre mesi del 2004, pur continuando a mostrare un livello di attività ancora
debole, evidenzia spunti di leggero recupero ciclico: +0,4% la crescita congiunturale
del Pil rispetto all’ultimo quarto del 2003, +0,8% la crescita tendenziale.
Le previsioni di crescita del Pil italiano prodotte dall’Ocse indicano
un +0,9% per il 2004 ed un +1,9% per il 2005, segnalando che la svolta congiunturale
positiva per il nostro Paese sarebbe dunque prevista (il condizionale è d’obbligo)
avviarsi solo nel secondo semestre 2004.
Confrontando il livello della produzione industriale italiana con quello dell’Area
Euro, riferito ai primi mesi dell’anno 2004 (dati Economist del 15/05/2004)
emerge che:
- l’Italia registra a febbraio 2004 un incremento della produzione industriale
pari allo 0,2%, valore inferiore a quanto rilevato per l’Area Euro (+0,6%)
e per Paesi come Spagna, Belgio e Francia che segnano a marzo 2004 percentuali
di crescita decisamente superiori e rispettivamente pari a (+8,0%, +5,4%, +1,5%);
- soltanto la Germania a marzo 2004 è riuscita a “fare peggio” segnando
un -0,7%, determinato dalla persistente debolezza della domanda interna e dalle
difficoltà dell’export, in particolare legate alla crisi di importanti
mercati di sbocco.
Nella prospettiva dell’intero 2004 tutto dipenderà dalla dinamica
dei consumi delle famiglie italiane, che è prevista mantenersi su ritmi
di crescita moderatamente positivi, con un aumento di poco superiore all’1%
nella media dell’anno (a fronte di un +1,3% registrato nel 2003): questo
andamento della domanda dovrà comunque essere confrontato con l’evoluzione
del reddito disponibile delle famiglie in termini reali, dunque effettuando
una comparazione tra l’andamento delle retribuzioni ed il tasso di inflazione
italiano che per il 2004 è previsto attestarsi al 2,2%, valore superiore
a quanto previsto per l’Area Euro (+1,7%) e per Paesi come Regno Unito
(+1,5%), Francia (+1,9%) e Germania (+1,2%).
Per quanto riguarda l’occupazione, i risultati della prima rilevazione
2004 sulle forze di lavoro confermano un quadro di sostanziale stagnazione,
anche se non di recessione, del mercato del lavoro italiano: l’occupazione
nel suo complesso, anno su anno, aumenta dello 0,8%; nel raffronto congiunturale
a gennaio 2004 gli occupati totali, al netto dei fattori stagionali, sono cresciuti
di appena lo 0,2% rispetto a ottobre 2003. (vedi Rapporto di Consenso, Cer,
Prometeia, ref. di maggio 2004).
L’industria manifatturiera trevigiana: situazione congiunturale e previsioni
per i prossimi 6 mesi
I risultati della nuova indagine congiunturale sull’industria manifatturiera
trevigiana sono il frutto di una revisione del campione di imprese intervistate
elaborata dalla Camera di Commercio di Treviso in collaborazione con Unioncamere
Veneto e con il supporto tecnico di Questlab s.r.l., tesa a monitorare in modo
più rappresentativo le dinamiche congiunturali del comparto manifatturiero.
Il campione provinciale è stato portato da 100 a 260 imprese per un
totale di circa 17.500 addetti; esso confluisce peraltro nel campione regionale
di imprese attraverso il quale Unioncamere elabora le stime di andamento del
settore manifatturiero per il Veneto.
Di queste 260 imprese:
- 136 hanno meno di 50 addetti per un totale di 2.847 addetti (21 addetti/unità);
- 124 hanno più di 50 addetti per un totale di 14.653 addetti (118 addetti/unità).
Premesso che variando il campione di riferimento rimangono critici i confronti
con il passato, la fotografia che emerge da questa prima rilevazione è ancora
una volta una situazione di stallo, anche se con qualche elemento di miglioramento
rispetto ai dati del 2003: permane infatti il trend negativo della variazione tendenziale della produzione,
anche se con una flessione meno pronunciata rispetto a quanto segnalato nel
corso dell’ultimo trimestre dell’anno 2003
dalla precedente rilevazione: –1,0% il dato riferito al 1^ trimestre
2004 (-2,1% del 4^ trim. 2003, -2,4% del 3^ trim. 2003, -2,4% del 2^ trim.
2003, -1,0% del 1^ trim. 2003).
Positiva invece la variazione trimestrale della produzione che segna un +5,5%,
slancio che tuttavia non sembra avere sèguito se si focalizza l’attenzione
sulle previsioni riferite a questo indicatore: è maggioranza relativa
la quota di imprese che si orienta per la stazionarietà (43%), mentre
i giudizi pessimisti (30%) prevalgono sui positivi (27%).
Una migliore dinamica, anche se contenuta, è riferita alla variazione tendenziale del fatturato che si attesta su un +1,7%,
rispetto al –0,7%
del 4^ trimestre 2003; probabile effetto della raccolta dei nuovi ordinativi
che avevamo segnalato in incremento lo scorso trimestre.
Positiva anche la variazione trimestrale del fatturato che
si attesta al +7,2%;
sull’incremento del fatturato in termini previsionali si addensa la maggioranza
dei giudizi degli imprenditori: 36% gli ottimisti contro
il 31% dei pessimistied il 33% degli stazionari;
l’equa ripartizione dei giudizi simboleggia
in modo significativo una situazione di crisi a “macchie di leopardo” che
rappresenta ormai il “leitmotiv” ai nostri commenti.
Un aspetto
critico si riscontra leggendo l’incremento del complesso dei
costi di produzione (+2,9%), sicuramente influenzato dal rialzo dei prezzi
di materie prime quali il petrolio e l’acciaio; debole la variazione
trimestrale dei nuovi ordinativi dal mercato interno che si ferma ad un +0,7%;
sorprende l’incremento del +13,0% dei nuovi ordinativi dal mercato
estero,
dato che può essere influenzato dal recente indebolimento dell’Euro
sul dollaro, ma che impone una successiva verifica sul campo.
Una conferma che qualcosa si sta muovendo relativamente alla domanda
estera sembra emergere dalle previsioni degli imprenditori trevigiani: rimane significativa
la quota dei giudizi di stazionarietà (38%), ma i giudizi di aumento
(37%) prevalgono decisamente rispetto alle previsioni pessimistiche (25%).
La debolezza dei consumi interni appare invece confermata anche dalle previsioni: 40% i giudizi di stazionarietà e solo 26% i giudizi di aumento della
domanda interna.
Con riferimento alle dinamiche settoriali, la situazione congiunturale appare
particolarmente negativa per il settore del tessile-abbigliamento che vede
una diminuzione della produzione a livello tendenziale (-6,2%) influenzata
dalla stagionalità; il fatturato è stazionario (–0,5%)
e i nuovi ordinativi dal mercato interno segnano un +2,9%.
Per l’industria del legno si registra un modesto incremento della variazione
tendenziale della produzione (+0,7%), accompagnata da un incremento più deciso
del fatturato in percentuale pari al +2,4.
I macchinari si confermano settore competitivo: +3,0% la variazione tendenziale della produzione, +5,0% la variazione del fatturato anno su anno; le variazioni
trimestrali dei nuovi ordinativi segnano un incremento del 4,4% dal mercato
interno e del 3,5% dal mercato estero.
Francesca Piscopo
Tratto da "L'Economia della Marca Trevigiana", Agosto 2004
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