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Notizie sull'economia
Sistema informativo Excelsior

L’indagine Excelsior per il territorio italiano è prevista dal Programma statistico nazionale ed è realizzata da Unioncamere in collaborazione con il Ministero del Lavoro e l’Unione Europea. Si tratta della settima edizione che coinvolge oltre 100.000 imprese di tutti i settori economici e di tutte le tipologie dimensionali, cui viene richiesto di rendere noto in modo analitico il proprio fabbisogno di occupazione per l’anno in corso.
La rilevazione si riferisce alla domanda di lavoro dipendente, ad esclusione delle forme di collaborazione continuativa e costituisce un’importante fonte statistica per la conoscenza dei fabbisogni professionali che le imprese prevedono di assumere nel breve periodo.

Il campo di osservazione è rappresentato, come per le precedenti indagini, dall’universo delle imprese private iscritte al Registro delle Imprese delle Camere di Commercio che, alla data del 31.12.2001, avevano almeno un dipendente, con esclusione delle unità operative della Pubblica Amministrazione, delle aziende pubbliche del settore sanitario, delle unità scolastiche e universitarie pubbliche e delle organizzazioni associative; sono incluse invece le attività del settore agricolo-zootecnico.

Pur non essendo tenute all’iscrizione nel Registro Imprese, sono state considerate ai fini dell’indagine le attività professionali per le quali esiste l’obbligo di iscrizione in albi tenuti da ordini e collegi professionali.
Le unità considerate sono costituite dall’impresa, dall’unità locale e dall’unità provinciale, dove per unità provinciale si intende l’insieme delle unità locali della stessa impresa operanti in una provincia e i relativi addetti corrispondono alla somma degli addetti operanti nella stessa provincia.
L’intervista è stata effettuata con un questionario che ha permesso di rilevare lo stock dei dipendenti al 31.12.2002, i movimenti in entrata e in uscita effettivamente avvenuti nell’anno 2003 e le previsioni dei movimenti dell’anno 2004.
Analizzando i movimenti occupazionali previsti nel 2004 nelle province venete emerge che Treviso si colloca al 5° posto per numero di dipendenti da assumere con 11.076 unità (preceduta da Verona con 12.662, Vicenza con 12.443, Padova con 11.478 e Venezia con 11.226), ma è la seconda provincia veneta per saldo tra assunzioni e cessazioni, pari a 2.575 unità, dopo la provincia di Verona (2.623 unità).

E’ rilevante sottolineare che segmentando le aziende per classi dimensionali la provincia di Treviso si colloca al primo posto per saldo positivo delle imprese con meno di 50 addetti, mentre registra un saldo occupazionale negativo pari a –188 unità per le imprese con oltre 50 dipendenti.
Limitando l’analisi delle previsioni occupazionali per il 2004 alla sola provincia di Treviso, a fine 2003 lo stock dei dipendenti risulta di 214.852 unità (tavola 1) con un incremento del 2,4% rispetto alla consistenza di fine anno 2002 (209.859 unità).
Il saldo positivo pari a 2.575 unità; è inferiore di ben 2.942 unità rispetto all’anno precedente, probabilmente a seguito della prolungata stagnazione economica che ha portato gli imprenditori ad essere più prudenti rispetto allo scorso anno pur continuando ad investire in risorse umane.

Tuttavia, dal rapporto tra nuovi assunti e popolazione residente in provincia di Treviso al 31.12.2003 si evince che ogni 10.000 abitanti si prevede vengano assunti 134 nuovi dipendenti contro i 116 a livello nazionale.
Dall’esame dei singoli settori di attività i saldi occupazionali più consistenti si registrano nei trasporti, credito e servizi alle imprese con +657 unità, nel commercio con +593 unità e nelle costruzioni con +421 unità e nel settore dei pubblici esercizi e dei servizi turistici con +259 unità; in particolare quest’ultimo settore presenta il tasso di variazione (rapporto tra saldo occupazionale e totale dipendenti al 2003) più alto e pari al +3,9%.
Negative invece le previsioni per il settore tessile-abbigliamento con –404 unità, per le industrie che producono apparecchiature elettriche ed elettroniche con –133 unità e per il settore del cuoio e della calzatura con –62 unità.
Rapportando le unità locali che prevedono di assumere personale al totale delle unità interessate all’indagine per settori di attività, emerge che nell’industria della gomma e della materia plastica, dei metalli e dei macchinari oltre il 40% delle unità locali ha dichiarato l’intenzione di effettuare assunzioni.
Dall’analisi delle assunzioni previste per grandi gruppi professionali (tavola 2), le professioni interessate dal maggior numero di assunzioni sono:

  • gli operai specializzati pari al 28,2% del totale;
  • i conduttori di impianti e gli operatori di macchinari pari al 17,6% del totale (essenzialmente a causa di una forte richiesta di conducenti di camion e autocarri pesanti);
  • professioni tecniche, di elevata specializzazione e cariche dirigenziali pari al 16,3% del totale;
  • professioni relative alle vendite e ai servizi pari al 15,7% del totale.
Ciò che emerge dal confronto con le professioni 2003 è che se da un lato è rilevabile una diminuzione di 7 punti percentuali del peso delle assunzioni di operai specializzati sul totale delle assunzioni previste e di circa 3 punti per le professioni relative alle vendite e ai servizi, dall’altro se ne riscontra un aumento di circa due punti percentuali per i conduttori di impianti e per le professioni tecniche, di elevata specializzazione e dirigenziali.
Da sottolineare la crescita del personale non qualificato che ha un peso sul totale delle assunzioni pari al 12,1% contro l’8,1% del 2003.
L’atteggiamento prudenziale delle imprese nei confronti delle nuove assunzioni si ripercuote sia sulla tipologia contrattuale che passa dal 18,9% di previsioni di assunzione a tempo determinato per l’anno 2003 al 30,6% per l’anno 2004 (anche in conseguenza dell’assorbimento di buona parte dei precedenti contratti di formazione lavoro), che sulla forma di assunzione per sostituzione in crescita di quasi 6 punti percentuali rispetto alle previsioni 2003.
Passando all’analisi delle assunzioni suddivise per titolo di studio emerge il sensibile aumento di laureati e diplomati, cui fa da specchio un calo della richiesta di personale che possiede solo il titolo della scuola dell’obbligo. Nel 2004 il 5,7% dei nuovi assunti (635 unità) dovrà essere laureato, contro il 4,2% dello scorso anno (539); di diplomati se ne assumeranno invece il 32,9% (3.646) contro il 27,8% (3.588) del 2003, mentre la richiesta di personale in possesso del diploma di scuola media inferiore passerà dal 45,0% del 2003 al 40,2%.
Le assunzioni previste dalle imprese non sostituiscono soltanto le figure professionali che escono dal mercato del lavoro per dimissioni, pensionamenti e licenziamenti, ma possono far fronte a nuove esigenze aziendali quali ad esempio l’espansione dell’attività, l’avvio di attività di natura diversa da quella svolta fino a quel momento e dalla necessità di disporre di nuove o diverse competenze. In alcuni casi, siamo di fronte ad un effettivo processo di rinnovamento, in quanto nell’impresa entra una nuova figura professionale prima non esistente. L’indice di rinnovamento (dato dal rapporto tra le entrate non destinate a sostituire figure in uscita ed entrate in sostituzione) costituisce un primo tentativo di misurazione dell’intensità del processo di espansione dei fabbisogni professionali; tuttavia è necessario puntualizzare che in alcuni settori dietro un alto indice di rinnovamento si può nascondere il bisogno estremo di personale in conseguenza di un’espansione strutturale del settore (è il caso delle costruzioni).
E’ inoltre rilevabile che per le imprese sostituire una figura in uscita può a volte rappresentare un’opportunità per riempire di nuove competenze anche figure considerate “tradizionali”, puntando su un maggiore livello di formazione (integrata, post-entry, continua).
Dalla lettura della tavola n.4 emerge che nel complesso delle assunzioni provinciali previste per il 2004, l’indice di rinnovamento passa da 2,0 a 1,5, a conferma dell’atteggiamento cauto delle imprese nel tenere in equilibrio i flussi occupazionali in entrata e in uscita.
Più precisamente la diminuzione del tasso di rinnovamento interessa in modo più marcato le figure amministrative (tecnici amministrativi, impiegati addetti alla gestione dei dati numerici e addetti alla segreteria e operatori office) e gli addetti al settore tessile e abbigliamento.
In positivo il tasso di rinnovamento per le figure tecniche (tecnici delle scienze fisiche e di ingegneria, modellisti stampi in metallo e saldatori), le figure legate ai servizi personali e gli operatori di cassa e sportello. Si segnala anche l’incremento dell’indice di rinnovamento per i tecnici paramedici che raggiungono quota 3,1 nonostante l’esigua consistenza delle assunzioni.
Per quest’anno sono in diminuzione le richieste di extracomunitari (tavola 5): se nel 2003 le assunzioni previste pesavano per il 35,3%, nel 2004 scendono al 31,3%; il numero massimo di extracomunitari, rappresentativo di oltre il 50% di assunzioni e con il più elevato numero di assunzioni in valore assoluto, è richiesto per ricoprire figure professionali quali: addetti alle pulizie e ai servizi di lavanderia (396 extracomunitari pari al 55,2% degli assunti), addetti all’edilizia (314 extracomunitari pari al 65,1% degli assunti), modellisti stampi in metallo e saldatori (252 extracomunitari pari al 55,5% degli assunti).

Meri Dalla Libera
Sabina Bolzan
Francesca Piscopo
Tratto da "L'Economia della Marca Trevigiana", Agosto 2004




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