HOME C.C.I.A.A. di TREVISO
HOME C.C.I.A.A. di TREVISO
link alla versione accessibile
Percorso:  HOME >  L'andamento dell'industria manifatturiera a Treviso nel terzo trimestre 2006
Notizie sull'economia
Dati ed analisi sull’economia trevigiana
L'andamento dell'industria manifatturiera a Treviso nel terzo trimestre 2006

L’indagine congiunturale sull’industria manifatturiera trevigiana, basata su un campione di 220 imprese per un totale di 13.102 addetti, evidenzia al 30 settembre 2006 un consolidamento del ciclo di ripresa. Lo conferma il clima di fiducia che emerge dalle previsioni positive manifestate dagli imprenditori per i prossimi mesi, in particolare sulla domanda interna, sulla domanda estera e sul fatturato.

Del tutto fuorvianti sono le variazioni negative a base trimestrale: conseguenza, come è ovvio, della pausa estiva. Conta pertanto soffermarci, per questo periodo, sulle variazioni tendenziali: quelle che confrontano il periodo in esame con lo stesso periodo dell’anno precedente.

La produzione cresce con una variazione tendenziale annua del +1,3%. Buona anche la crescita del fatturato che si attesta al +4,8%: è interessante notare che un anno fa la variazione tendenziale di questo indicatore si fermava al +2,0%. Ancora più positiva la variazione del fatturato estero che cresce del +6,1% rispetto a settembre 2005.

Aumenta anche il peso del fatturato estero rispetto al totale: si passa dal 34,2% del secondo trimestre al 41,5% del terzo. Un salto che occorre un minimo de-enfatizzare: in questo periodo infatti le imprese aperte sui mercati internazionali tendono gioco forza ad aumentare la quota di fatturato realizzato all’estero, come effetto-compensazione rispetto al rallentamento “per ferie” del mercato interno.

L’indicazione provenente dai nuovi ordinativi conferma comunque che la crescita dei mercati è strutturale e non occasionale: la variazione su base annua degli ordini dal mercato interno è del +4,1% (+0,2% un anno fa); gli ordini dal mercato estero crescono davvero in modo importante (+10,6%). Un anno fa si registrava addirittura un principio di flessione (-0,4%).

Correlatamente a questi indicatori di performance, si registrano anche aumenti (non consistenti) sia nei prezzi di vendita (+1,0% su base annua) che nei costi di produzione (+1,4% rispetto al trimestre precedente), sui quali incidono probabilmemente i rincari energetici.

Aumentano sempre di più i giudizi degli imprenditori a favore di un modello produttivo a “scorte zero” dei prodotti finiti: la percentuale di coloro che non prevedono scorte passa dal 25,0 al 32,0, mentre scende dal 60,0% al 52,0% la quota delle aziende che ritiene di avere giacenze nella norma. Ciò a testimonianza del fatto che le nostre imprese stanno facendo fronte ad una struttura dei mercati che richiede sempre più tempistiche e quantitativi variabili.

Per quanto concerne l’occupazione, le indicazioni ex post confermano anche in questo trimestre un lievissimo incremento (+0,2%) rispetto al trimestre precedente. Senza lanciarsi in facili entusiasmi (sarebbe la quarta variazione trimestrale debolmente positiva) si può parlare di un mercato del lavoro che sta ritrovando, poco a poco, un proprio equilibrio. Fra le attese, prevale la stazionarietà: non mancano frange di imprese che prevedono incrementi di occupazione (11%) bilanciate da un 12% che prevedono invece contrazione. La variazione tendenziale negativa (-1,6%) risente del cambiamento continuo del panel di imprese intervistate. A rigor di logica, quattro variazioni trimestrali positive dovrebbero generare una variazione tendenziale di segno positivo.

Le previsioni per i prossimi mesi

Scendendo al dettaglio dei singoli indicatori:

Produzione: la quota di giudizi positivi è in linea con quelli di giugno 2006: allora il 37% di imprenditori scommetteva per un aumento dell’indicatore, oggi gli ottimisti costituiscono il 35% degli intervistati;

Domanda interna: migliora la quota degli ottimisti sulla domanda interna indicazioni di crescita dal 37% delle imprese, contro il 33% di tre mesi fa. La maggioranza delle imprese (44%) esprime giudizi di stazionarietà;

Domanda estera: crescono consistentemente i giudizi positivi, che riguardano il 42% degli intervistati contro il 31% di giugno 2006;

Fatturato: situazione sostanzialmente invariata rispetto a giugno 2006; i giudizi ottimisti crescono lievemente passando dal 39% al 42% delle imprese;

Prezzi industriali: il 30% delle imprese li dà in aumento (questa quota era del 26% a giugno);

Occupazione: come già detto, il 77% degli imprenditori non prevede variazioni degli occupati.

Sabina Bolzan, Meri Dalla Libera
Tratto da "L'economia della Marca Trevigiana", n.6 - 2006


  « Torna indietro » Inizio pagina  Stampa