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Notizie sull'economia
Commercio estero e nuovi mercati
IL COMMERCIO ESTERO TREVIGIANO CRESCE DEL +5,3%

L’aggiornamento sul commercio estero provinciale al primo trimestre 2007 conferma le linee di tendenza positive registrate per il 2006.

In provincia di Treviso, nei primi tre mesi dell’anno, sono state vendute all’estero merci per 2.290 milioni di euro, per un incremento del +5,3% (corrispondente a circa +115 milioni di euro) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Ancor più dinamico si presenta il quadro regionale: l’export veneto cresce del +8,4%, trainato soprattutto dalle province di Padova (+14%, pari a +212 milioni di euro), Vicenza (+7,5%, pari a +203 milioni di euro), Verona (+7,8%, pari a +129 milioni di euro). Cresce molto anche l’export della provincia di Belluno: la variazione relativa (+18,7%) risente dei valori più bassi; in termini assoluti tuttavia l’incremento è di tutto rispetto (+107 milioni di euro).

Le dinamiche dell’import sono leggermente superiori al trend registrato per il 2006: +11,3% a Treviso, +14,5% in Veneto. Questa crescita dell’import più che proporzionale rispetto all’export (determinata in buona parte dai noti processi di internazionalizzazione produttiva, ma anche da un’economia che “gira” e muove la catena internazionale degli approvvigionamenti) determina un saldo commerciale in flessione in tutte le province venete, ad eccezione di Belluno.

A Treviso il saldo commerciale si attesta, per i primi tre mesi del 2007, a 913 milioni di euro, contro i 938 milioni dello stesso periodo del 2006.

Resta ad ogni modo il migliore saldo del Veneto, subito dopo Vicenza (1.071 milioni).

I dati per merceologie confermano i temi tracciati nei consuntivi di fine anno 2006: i prodotti del Made in Italy, tutt’altro che affetti dalla sindrome del declino, continuano a far registrare variazioni export positive: +7,3% per le calzature (da 280 a 300 milioni), +11,3% per i mobili (da 239 a 266 milioni), +4,9% per l’abbigliamento (da 249 a 262 milioni).

Le dinamiche trevigiane qui citate sono tutte superiori alle dinamiche regionali.

Anche i macchinari industriali, prima voce export trevigiana, rivedono subito il segno positivo (+4,1%, da 418 a 435 milioni): a conferma che la flessione del 2006 era dettata, come si sospettava, da concomitanti chiusure di commesse.

Non può tuttavia essere taciuto il fatto che a livello regionale l’export di macchinari industriali cresce a ritmo decisamente più elevato (+10,4%, da 1.811 a quasi 2.000 milioni di euro).

Accusano flessioni sia gli elettrodomestici (-3,5%) sia i prodotti tessili (-7,4%). Ma è ampiamente risaputo come su queste voci, per il caso specifico del trevigiano, si riverberino particolarmente i processi di internazionalizzazione produttiva.

Sia in termini di approvvigionamenti effettuati direttamente nei mercati di delocalizzazione produttiva (filati, tessuti), sia in termini di flussi “estero su estero” non contabilizzati dalle statistiche (elettrodomestici venduti direttamente dai Paesi esteri di produzione).

Continua ad andare molto bene il settore della lavorazione metalli (che contiene la costruzione di opere civili e strutture industriali): +17,8% (da 115 a 136 milioni).

In lieve recupero, rispetto al 2006, +3.6% (da 65 a 68 milioni). Ma sono ancora ben distanti i volumi export del 2005 (nel primo trimestre 2005 erano stati scambiati prodotti per 82 milioni di euro).
Segno positivo, su base annua, per tutti gli altri settori: da segnalare la componentistica automotive (+8,1%, contro il +5,6% del Veneto), la gomma-plastica (+3,6%, ancora in affanno però rispetto ai livelli del 2005) la lavorazione minerali non metalliferi (cotto e porcellane: +19,5%).

Tabella 1
Tabella 2
Tabella 3
Tabella 4

Federico Callegari
Michela Bianchin


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