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Guida ai mercati esteri: la Slovacchia

La Repubblica Slovacca viene classificata dalla World Bank come un PVS appartenente all’Europa orientale, con un reddito pro capite medio-alto ed un medio livello di indebitamento. La figura 1 mostra i confini della Slovacchia, mentre la tabella 1 ne illustra i dati fondamentali.

Figura 1: La Slovacchia: posizione e caratteristiche geografiche

La Slovacchia è una Repubblica parlamentare costituitasi nel 1993, in seguito alla separazione consensuale delle due entità che dal 1918 costituivano la Cecoslovacchia (la Slovacca, appunto, e la Repubblica Ceca). Essa è suddivisa in 8 regioni e 72 province. Il Governo detiene il potere esecutivo ed è responsabile nei confronti dell’Assemblea nazionale, composta da 150 membri eletti a suffragio universale diretto ogni 4 anni. La riforma costituzionale del 1999 ha introdotto l’elezione diretta del Presidente della Repubblica, il quale nomina il Primo Ministro ed il Governo. L’ordinamento giudiziario è basato sul sistema europeo continentale.

Dal 1993, quindi, la Repubblica Slovacca è passata da un’economia di stato ad un’economia basata sui criteri del liberomercato e della concorrenza e oggi si presenta come un Paese con un certo grado di stabilità istituzionale, economica e sociale.

Tabella 1: Dati di base [1]

Superficie

48.845 Kmq

Popolazione

5.422.366

Densità della popolazione

110 abitanti/Kmq

Lingua ufficiale

Slovacco

Religione

Cattolica (60,4%) ed altre religioni (luterane, ortodosse ed ebree)

Unità monetaria

Corona slovacca (SKK) [2]

Forma istituzionale

Repubblica

Capitale

Bratislava

Clima

Continentale con inverni rigidi

Fuso orario

come l’Italia

Dal punto di vista socio-demografico, a partire dalla sua indipendenza e dal successivo ingresso nell’Ue, la Slovacchia ha compiuto notevoli passi da gigante (tabella 2). Attualmente essa presenta un tasso di crescita della popolazione dello 0,1% e le aspettative di vita alla nascita sono di circa 74 anni. Inoltre, il tasso di mortalità infantile è del 6‰. L’istruzione dura in media 14 anni e la popolazione adulta risulta essere ben istruita, questo contribuisce a far diminuire il tasso di disoccupazione, che comunque si attesta al 18% circa. Il reddito pro-capite medio è di circa 7,500 dollari americani.

Relativamente alla congiuntura economica, il Governo è impegnato nel raggiungimento di una crescita economica, nella diminuzione dell’inflazione, nella riduzione del tasso di disoccupazione, nel completamento delle riforme in campo fiscale, sociale, sanitario, giudiziario, della pubblica amministrazione e nella lotta alla corruzione. Il tasso di inflazione e il deficit rimangono i principali ostacoli all’adozione dell’euro, prevista per il 2009 (tabella 3).

Come precedentemente accennato, dal 1 maggio 2004 la Slovacchia è parte integrante dell’Ue e questo costituisce un motivo di grande impatto per lo sviluppo socio-economico del Paese, sia in termini di maggior afflusso di investimenti esteri, sia per il considerevole aumento di aiuti finanziari derivanti dai fondi europei.

Tabella 2 Principali indicatori socio-politici [3]

 

VALORI

Tasso di incremento demografico

0,1

Popolazione urbana in % della popolazione totale

56,6

Speranza di vita (in anni)

74

Tasso di mortalità infantile (su 1000 bambini nati vivi)

6

Tasso di alfabetizzazione (% di popolazione con più di 15 anni)

99,7

Tasso di disoccupazione

18,1

Spesa pubblica per la sanità (% del Pnl)

5,2

Indice di sviluppo umano [4]

0,825 (40°)

La Banca nazionale slovacca (Nbs) ha tracciato un quadro sostanzialmente positivo dell’evoluzione macroeconomica del Paese, relativamente al suo livello di crescita e alla sua struttura. Infatti, secondo il Programma monetario della Nbs, nel 2007 la crescita del Pil dovrebbe attestarsi al 7,8% ed il livello di inflazione dovrebbe scendere al 2%, grazie soprattutto all’intervento di due principali investitori esteri, qualiPsa Peugeot Citroen e Kia motors, i quali dovrebbero aver avviato, entro il 2008, la piena produzione.

Lo studio dei settori economici permette di sostenere che, per quanto riguarda il settore primario, circa un terzo del territorio nazionale viene coltivato. La Slovacchia produce soprattutto barbabietole da zucchero (50,15 tonnellate/ettaro), patate (15,20 tonnellate/ettaro), mais (6,00 tonnellate/ettaro) e grano (4,8 tonnellate/ettaro). Il settore agricolo, benché contribuisca alla produzione del Pil per il 4,6%, è considerato un comparto strategico, ecco perché il Governo ha posto tra le sue politiche quella di approvare una serie di incentivi per il miglioramento della qualità dei prodotti e l’incremento della produzione e del rendimento tonnellata/ettaro. Nel sottosuolo della Slovacchia vengono estratti soprattutto carbone, materie ferrose e, in misura minore, rame, piombo, zinco, mercurio e siderite.

Tabella 3 Principali indicatori economici (anno 2005)

 

VALORI

Pil nominale pro-capite (US$)

7.500

Tasso di variazione del Pil

6,2

Tasso di inflazione

2,7

Contributo dei diversi settori economici alla formazione del Pil (in %)

  • Primario
  • Secondario
  • Terziario

 

 

4,6

33,3

62,1

Bilancia commerciale (Mln US$)

  • Esportazioni
  • Importazioni
  • Saldo

 

34.325

36.386

-2.061

Debito pubblico (Mld US$)

26,5

L’industria occupa più del 30% della manodopera e, dal 1989, si è progressivamente orientata verso il settore leggero, con una flessione della tradizionale attività nell’industria pesante. I ramipiù redditizi, in termini di produzione, sono la metallurgia, la metalmeccanica e l’ingegneria. Negli ultimi anni si sono sviluppati soprattutto i comparti dell’industria leggera che richiedono l’utilizzo di manodopera specializzata, quale il tessile, il calzaturiero, la lavorazione del legno, della carta e cellulosa, la ceramica e la meccanica. Come accennato precedentemente, un settore particolarmente promettente è quello automobilistico, interessato da investimenti esteri di grandi gruppi quali Psa, Hyundai/Kia e Ford, che prevedono la produzione in loco di migliaia di autovetture l’anno, con un conseguente aumento occupazione per la popolazione slovacca. Degna di nota è, poi, l’industria alimentare, che rappresenta nel Paese il secondo settore industriale.

Il terziario, infine, risulta essere il settore con maggior rilevanza all’interno dell’economia slovacca, contribuendo alla formazione del Pil con una quota superiore al 60%. Il sistema bancario è governato dalla Banca nazionale slovacca, che opera con uno statuto simile a quello della Bundesbank tedesca. In tale settore l’Austria è al primo posto tra gli investitori esteri, seguita dall’Italia con una quota pari al 36,24% del totale.Il capitale italiano è presente con quote maggioritarie in Vub, acquisita dal Gruppo banca Intesa (96,49%), il gruppo italiano Unicredit detiene una quota del 77,21% nella Unibanka e un pool di banche italiane (Banca popolare dell’Emilia Romagna, Banca popolare Vicentina) possiede una partecipazione di poco superiore al 13,8% nella Ludova Banka.

Il noto processo di privatizzazione ha riguardato anche il settore assicurativo, tanto che la Slovenska Poistovna è stata acquistata da Allianz.

La Slovacchia dispone di una rete infrastrutturale per i trasporti relativamente moderna ed allineata agli standard europei, anche se non ancora completa. In considerazione della sua posizione geografica centrale e strategica, il Governo sta implementando un ambizioso progetto di ammodernamento e connessione internazionale della rete infrastrutturale attraverso la costruzione di nuovi tratti autostradali, il miglioramento della rete ferroviaria e l’ammodernamento degli aeroporti, il tutto con il contributo dell’Unione europea.

La crescita economica della Slovacchia è sempre stata condizionata dall’andamento delle sue esportazioni. Nell’ambito del Comecon queste erano soprattutto sospinte dalla produzione dei comparti industriali pesanti che, con l’inizio della transizione economica, hanno incontrato grosse difficoltà di ristrutturazione o riconversione. Nel corso degli anni ’90, invece, la crescita è stata sostenuta soprattutto dalle esportazioni orientate verso i mercati occidentali, grazie all’aumento della competitività dei prodotti (buon livello qualitativo e costi di produzione contenuti). Nel 2005, le importazioni slovacche si attestano a 36.386 milioni di dollari americani, mentre le esportazioni ammontano a 34.325 milioni di dollari, di conseguenza, nonostante ci sia stato un aumento in entrambe le voci di oltre 2 milioni di dollari rispetto all’anno precedente, la Slovacchia registra un saldo negativo della bilancia commerciale di 2.061 milioni di dollari. Il punto di forza delle importazioni ed esportazioni slovacche è il commercio dei macchinari e dei veicoli, che costituisce il 37,76% del totale degli acquisti slovacchi e il 44,6% delle vendite. Il secondo settore merceologico in ordine di importanza è quello dei beni di consumo (con volumi pari al 17,9% dell’import e al 25% dell’export). I combustibili si posizionano rispettivamente al terzo (13,9%) e al quarto (6,8%) posto dei prodotti importati ed esportati dalla Slovacchia. I prodotti chimici occupano, sia nell’import sia nell’export, la quinta posizione, mentre i prodotti alimentari mantengono il sesto posto. Poco rilevante risulta il commercio di oli, grassi e bibite.

Relativamente all’orientamento geografico, i grafici 1 e 2 mostrano i principali paesi che intrattengono relazioni commerciali con la Slovacchia ed evidenziano come l’Italia sia il quarto partner commerciale per quanto riguarda le esportazioni ed il sesto per quanto concerne le importazioni. Nello specifico, la voce più importante delle importazioni dall’Italia è rappresentata dalle macchine e mezzi di trasporto (40%), seguita dai beni di consumo (29,4%) e dai prodotti industriali (12,7%). Le voci rimangono le stesse (ma con valori rispettivamente del 50%, 22,6% e 12,9%) nei primi tre posti delle esportazioni slovacche verso l’Italia.

Grafico 1 Principali clienti della Slovacchia – anno 2005

Grafico 2 Principali fornitori della Slovacchia – anno 2005

 

La strategica posizione geografica di ponte con l’est dell’Europa non comunitaria, l’appartenenza dal 2004 all’Ue, il consolidamento del settore privato e dei relativi servizi, una favorevole politica fiscale intrapresa dal Governo, il buon grado di scolarizzazione della popolazione, il livello di specializzazione della manodopera ed il suo costo contenuto (soprattutto nell’est del Paese) sono motivi di attrazione per gli investitori esteri e consentono anche alle Pmi italiane di guardare alla Slovacchia come partner privilegiato per la propria internazionalizzazione, potendo anche contare sulla tradizionale favorevole predisposizione degli operatori slovacchi ad avviare forme di collaborazione con le nostre aziende. Le principali opportunità di mercato per il Made in Italy si riscontrano, innanzitutto, nel settore dei prodotti agro-alimentari e della ristorazione, settori in ascesa grazie al miglioramento del tenore di vita, all’apertura di nuovi centri commerciali alimentari (tra i quali Tesco, Carrefour e Billa), un consistente arrivo di lavoratori stranieri, nonché il costante aumento dei flussi turistici. Anche il settore delle macchine agricole presenta notevoli sviluppi, poiché il Governo considera l’agricoltura un settore strategico che necessita di notevoli investimenti e ammodernamenti. Altre opportunità provengono dal franchising, in espansione non solo nel campo della moda, (si veda Benetton, Sisley, Geox, Terranova), ma anche in quello della ristorazione (soprattutto del caffè, con Illy, Segafredo e Lavazza) e dei servizi. Il Governo offre, poi, vari incentivi e agevolazioni per restaurare e modernizzare le strutture ed attrezzature turistiche, dato che la Slovacchia attira sempre di più turisti interessati allo sci e alle terme. Infine, alla luce dei suddetti accordi automobilistici, il settore dell’auto in Slovacchia dovrebbe essere sempre più promettente. I nuovi gruppi produrranno le loro autovetture rispettivamente nelle regioni di Trnava e Zilina e andranno ad aggiungersi alle imprese attualmente presenti: Volkswagen e Skoda. La Slovacchia dovrebbe raggiungere, entro il 2010, il livello di produzione di automobili pro-capite più alto al mondo e, in questo contesto, la nostra industria della subfornitura al settore auto dovrebbe trovare ampie opportunità d’affari.

Queste prospettive, unite alla bassa valutazione globale di rischio associato alla Repubblica Slovacca [5], fanno di questo Paese una potenziale meta strategica per lo sviluppo di rapporti commerciali e di investimento da parte delle imprese estere e, soprattutto, di quelle italiane [6].

Note:
[1] Dove non diversamente specificato, le fonti informative dei dati qui esposti sono www.globus.camcom.it e www.ice.gov.it.
[2] Il tasso di cambio aggiornato al 11/04/07 è il seguente: 1SKK = 0,03 €e1€ = 33,3664 SKK.
[3] Fonte informativa: www.worldbank.org.
[4] L’indice di sviluppo umano è un indicatore sintetico, elaborato dall’Undp, compreso tra 0 e 1. E’ costituito sulla base della media di tre variabili: aspettativa di vita, grado di scolarizzazione e valore del Pil reale. La Slovacchia si colloca al quarantesimo posto nella classifica mondiale e questo evidenzia un alto livello di sviluppo umano.
[5] Valutazione effettuata dalla società Dun & Bradstreet aggiornata a gennaio 2007.
[6] Ai soggetti interessati si consiglia di consultare le Opportunità e richieste di collaborazione estere in “L’economia della Marca Trevigiana” n. 1 del 2007, p. 27.

Daniela Bruniera
"L'Economia della Marca Trevigiana", n.3 - 2007


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