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Notizie sull'economia
Commercio estero e nuovi mercati
Il commercio estero trevigiano nel 2006

Gli scambi con l’estero superano la soglia dei 9 miliardi di euro. Crescita complessiva del +7,2% sull’anno precedente. Mobili: +15%, calzature: +11,3%

La ripresa dell’industria manifatturiera trevigiana trova piena conferma nei dati export. Il consuntivo 2006, reso noto oggi dall’Istat, presenta dinamiche di tutto rilievo. Le vendite all’estero crescono nel complesso del 7,2% rispetto al 2005 e superano la soglia dei 9 miliardi di euro (9,4 miliardi, per l’esattezza). Anche il saldo commerciale cresce leggermente, passando da 3,9 a 4,1 miliardi, riavvicinandosi ai dati del 2004.

Questi dati provinciali sono pressoché in linea con quelli regionali: in Veneto l’export cresce complessivamente del +7,8%.

Si dice spesso che questa ripresa è trainata dal risveglio della Germania. Questa affermazione è solo in parte vera, almeno dalle prime verifiche condotte per la provincia di Treviso.

Non c’è dubbio infatti che la Germania sia il primo mercato di riferimento per la provincia, con un peso del 14,8% sul totale export: gli scambi di prodotti manifatturieri (al netto dei servizi) ammontano a 1.378 milioni di euro, e risultano in crescita del 5,7% rispetto al 2005.

Ma crescono assai di più, per confronto, gli scambi verso Francia (+8,2%) e Spagna (+12,2%), rispettivamente il 2° e il 3° mercato di sbocco dell’export trevigiano.

Rilevanti anche le dinamiche export verso Regno Unito (+6,9%) e Federazione Russa (+10,3% sul 2005 e +32% rispetto al 2004): ormai il nostro 7° mercato di sbocco. Se si aggiungono anche le ottime performance verso Svizzera (+17%), Austria (+15,7%), Belgio (+18,6%) potremo dire, con soddisfazione, che le imprese trevigiane stanno perseguendo quell’auspicata strada di consolidamento e sviluppo nei mercati europei più pregiati (oltre al presidio di quel vasto mercato emergente che è la Russia).

In lieve recupero le vendite verso gli Usa (+2,4%), ma non tali da recuperare i flussi del 2004. Gli Usa restano comunque il nostro 6° mercato di sbocco.

Al 16° posto si posiziona il mercato della Cina, con variazione degli scambi del +4,3% rispetto all’anno precedente, ma in leggera flessione (-1,4%) rispetto al 2004. Si potrebbe fare di più.

Ma occorre anche ricordare che il mercato cinese è sempre più presidiato “in loco”: tramite le linee produttive dislocate direttamente in quel Paese. Occorre tener presente peraltro che in molti casi le produzioni “trevigiane” realizzate in Cina e, più in generale, nel Far East, destinate al Giappone e agli Usa, non transitano più per l’Italia.Questi flussi “estero su estero”, determinati dalla configurazione ormai transnazionale delle catene del valore, sfuggono alla normale contabilizzazione dell’export.

Le direttrici principali di queste strategie di internazionalizzazione produttive sono individuabili facilmente:

  • dalla Cina proviene quasi il 17% dell’import trevigiano (852 milioni di euro, dato raddoppiato in 2 anni);
  • dalla Romania, Ungheria e Croazia proviene il 21% dell’import trevigiano (con flussi leggermente calanti);
  • Tunisia e Turchia determinano circa il 6% dell’import trevigiano;
  • si afferma come novità l’import dall’India: pesa ancora per il 2,3% sul totale flussi provinciali in entrata (118 milioni di euro), ma cresce del 60% rispetto al 2005 e dell’80% rispetto al 2004.

I prodotti trevigiani più venduti all’estero

Avremo modo di approfondire, nella giornata dell’economia prevista a maggio, i flussi merceologici Paese per Paese. Il quadro di sintesi ci dice che le migliori performance sono state registrate da:

  • Mobili: +15%
  • Calzature: +11,3% (+5,6% il dato regionale)
  • Apparecchi elettrici e di precisione: +17,6%
  • Metalli e lavorazione metalli: +17,3%
  • Prodotti della gomma plastica: +7,0% (+2,9% il dato regionale)

Da segnalare anche il dato per l’ abbigliamento: +6,3% (contro il +3,6% del Veneto) e dell’ elettrodomestico (+5,9%).

I macchinari industriali restano la prima voce dell’export trevigiano, incrinata quest’anno da una leggera flessione (-2,5%), che peraltro non ha riscontro a livello veneto (+6,3%). Sui due anni, tuttavia, l’export trevigiano di macchinari risulta in risalita (+5,4%).

Mediocre la prestazione dei prodotti alimentari. La nostra “tipicità” conosce una variazione export del +0,8% rispetto al 2005, e del -8,9% rispetto al 2004.

Commercio estero: quadro di sintesi - Anni 2004, 2005 e 2006

Commercio estero per merceologie in provincia di Treviso. Anni 2004, 2005 e 2006

Commercio estero per merceologie in Veneto. Anni 2004, 2005 e 2006

Federico Callegari
L'Economia della Marca Trevigiana, n.2 - 2007


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