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Economia Trevigiana


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NUOVI APPROFONDIMENTI
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L’istituto nazionale di statistica ha comunicato i dati relativi alla popolazione residente in Italia risultanti dalle registrazioni anagrafiche degli individui negli 8.100 comuni al 31 dicembre 2003. In Italia ci sono 57.888.245 persone residenti con un incremento del +1,0% rispetto al 2002; in Veneto i residenti sono 4.642.899 con un incremento del +1,4% e in provincia di Treviso, la popolazione residente al 31.12.2003 è pari a 824.500 persone con un incremento del 2,0%.

Da una prima analisi in termini di valori assoluti, emerge che a Treviso il saldo naturale (differenza tra nati e morti) è positivo ed è pari a +1.385 unità, a fronte del saldo italiano che è di segno negativo (-42.405 unità); quello veneto pur di segno positivo, è solamente di +124 unità. Sempre a Treviso, il saldo migratorio estero (differenza tra le iscrizioni e le cancellazioni da/per l’estero) è pari a +11.218 unità; il saldo migratorio interno (differenza tra le iscrizioni e le cancellazioni da/per altro comune) è pari a +3.537 unità e il saldo totale dato dalla somma complessiva del saldo naturale e del saldo migratorio è pari a 16.424 unità.
Dall’analisi comparata tra territori, Treviso è la sesta provincia italiana per tasso di crescita totale (somma del saldo naturale e del saldo migratorio rapportata alla popolazione media) che passa dal 14,8 per mille del 2002 al 20,1 per mille nel 2003 rispetto alla media veneta del 14,2 per mille e alla media nazionale del 9,8 per mille.
Scindendo il tasso di crescita totale, si distinguono:

  • Il tasso di natalità (nati nell’anno 2003 rapportati alla popolazione media): Treviso si colloca all’8° posto tra le province italiane con 10,6 nati ogni 1.000 abitanti ed è la seconda provincia del Nord Italia dopo Bolzano che occupa il 3° posto. Ne è naturale conseguenza che le altre 6 province italiane che superano Treviso sono del Sud (Napoli, Caserta, Caltanisetta, Catania, Palermo, Crotone); la media regionale veneta è di 9,5 nati per mille abitanti e quella italiana è pari a 9,4 nati;
  • Il tasso di mortalità (morti nell’anno 2003 rapportati alla popolazione media): Treviso si trova all’89° posto insieme ad altre 4 province con 8,9 nati ogni 1.000 abitanti; in Veneto ci sono 9,5 morti ogni 1.000 abitanti e in Italia ci sono in media 10,2 morti;
  • Il tasso migratorio estero: Treviso si colloca al 3° posto con 13,7 immigrati dall’estero ogni 1.000 abitanti (preceduta da Brescia con il 14,5 per mille e Piacenza con il 14,0 per mille); la media veneta è del 10,9 per mille e quella italiana è pari al 7,1 per mille;
  • Il tasso migratorio interno: Treviso è al 22° posto con il 4,3 per mille contro il 2,2 per mille della media veneta e di quella italiana.
I suddetti indicatori rappresentano Treviso come una provincia abbastanza giovane rispetto alla media italiana; senza dubbio si fa sentire l’effetto del tasso di migratorietà estero poichè le immigrazioni dall’estero sono largamente superiori alle emigrazioni soprattutto in conseguenza alla sanatoria per la regolarizzazione degli stranieri regolamentata dalle leggi 189/02 e 222/02. Infatti, nel corso del 2003 sono state iscritte in anagrafe come provenienti dall’estero 12.183 persone (nel 2002 erano 6.234), mentre ammontano a 965 (839 nel 2002) le cancellazioni di persone residenti in provincia di Treviso per l’estero. Una parte degli effetti di tale sanatoria sarà registrata anche nel corso del 2004, poiché le iscrizioni anagrafiche contabilizzate sono esclusivamente quelle relative ai procedimenti conclusi.

Analizzando il bilancio demografico a livello comunale emerge subito che i comuni che hanno accresciuto maggiormente la popolazione residente nel corso dell’anno 2003 sono: Casale sul Sile (+6,6%), Castelcucco (+4,5%), Breda di Piave, Crespano del Grappa e Asolo (+4,4%).

Come si vede dal grafico di dispersione che mette in relazione la variazione di popolazione avvenuta nel decennio compreso tra i censimenti del 1991 e del 2001 e la variazione di popolazione avvenuta tra la rilevazione censuaria e la fotografia dell’anagrafe al 31.12.2003, ci sono dei comuni che continuano a crescere da più di un decennio in maniera consistente quali Casale sul Sile, Ponzano Veneto, Casier, seguiti da Maserada sul Piave, Povegliano e Breda di Piave; alcuni che a fronte di un decennio di stabilità, hanno dato segnali di crescita dopo il censimento del 2001 (Cessalto, Segusino, Treviso, Conegliano, Gaiarine, Fregona) e altri che sono cresciuti esiguamente nel decennio 1991-2001, ma poi si sono letteralmente bloccati (Maser, Monfumo, Refrontolo). Emblematici i comuni di Vittorio Veneto e Valdobbiadene che non crescono di dimensione da più di un decennio e per contro il comune di Castelcucco che nel periodo 2001-2003 ha registrato un aumento di popolazione pari a quella del periodo 1991-2001, così come Spresiano e Follina (oltre il 6%).
Anche le previsioni demografiche condotte a livello comunale dal prof. Enzo Migliorini nella ricerca “L’evoluzione demografica nella provincia di Treviso”, in condizione di ipotesi tendenziale, ritengono che i comuni che cresceranno maggiormente nel trentennio 2000/2029 saranno proprio Casier, Ponzano Veneto e Casale sul Sile seguiti da Borso del Grappa, Fonte, Maserada sul Piave, Castelcucco, Salgareda, Asolo, Possagno.

Ancora una volta l’analisi demografica attraverso alcuni indicatori permette di capire un po’ meglio la struttura demografica dei comuni trevigiani.
Innanzitutto se si considerano i sei comuni che hanno oltre 25 mila abitanti, quali Treviso (81.516 abitanti), Conegliano (35.652), Castelfranco Veneto (32.603), Vittorio Veneto (29.174), Montebelluna (28.858) e Mogliano Veneto (27.026), si riscontrano tendenze completamente diverse.

Già da un primo confronto tra valori assoluti, i saldi naturali sono negativi a Treviso (-135 unità), Conegliano (-41) e Vittorio Veneto (-100); ciò significa che il numero dei morti è superiore al numero dei nati, mentre negli altri tre comuni ci sono più nati che morti. I saldi migratori totali sono tutti elevati e superano le 450 unità ad eccezione del comune di Vittorio Veneto dove il numero di iscrizioni supera il numero di cancellazioni di sole 93 unità. Proprio nei comuni dove il saldo naturale è negativo (Treviso, Conegliano e Vittorio Veneto) anche i saldi migratori interni sono negativi in quanto le richieste di cancellazione di residenza sono maggiori delle richieste di iscrizione. Ancora una volta il tasso di migratorietà totale è condizionato dal consistente saldo migratorio estero che in questi comuni va da un minimo di 275 unità per il comune di Mogliano Veneto ad un massimo di 1.372 unità per il comune di Treviso.

Per quanto riguarda le graduatorie comunali costruite in base ai tassi demografici, i comuni che presentano maggiore natalità sono Casier (15,9 nati ogni 1.000 abitanti), Moriago della Battaglia e Asolo (15,6) e Maserada sul Piave (15,4); a seguire con oltre 14 nati ogni 1.000 abitanti: San Zenone degli Ezzelini, Crespano del Grappa, Casale sul Sile, Arcade, Ponte di Piave, Altivole e Loria; agli ultimi tre posti della graduatoria Nervesa della Battaglia (6,8), Refrontolo (6,1) e Fregona (4,8).

Più morti nei comuni di Tarzo che a causa della presenza della casa di riposo arriva ad un tasso di mortalità del 20,7 per mille; Fregona (19 per mille), Crespano del Grappa (18 per mille); a seguire con oltre il 13 per mille Meduna, Valdobbiadene e Crocetta. Bassa mortalità nei comuni di Ponzano Veneto, Casale sul Sile, Casier, Arcade e Zenson di Piave che presentano meno di 6 morti ogni 1.000 residenti.

Il tasso migratorio estero porta in cima alla classifica Follina (27,4 immigrati ogni 1.000 residenti), Breda di Piave (26,9), Motta di Livenza (25,3) e a seguire: Revine Lago, Silea, Possagno, San Zenone, Codognè e Santa Lucia con oltre il 23 per mille. I comuni con minori iscrizioni dall’estero (meno di 7 ogni 1.000 abitanti) sono Refrontolo, Villorba, Treviso, Cappella Maggiore e Morgano. Infine i comuni che attraggono maggiormente persone da altri comuni sono in modo molto consistente Casale sul Sile (45,1 nuove richieste di residenza per mille abitanti), Povegliano, Breda di Piave, Cordignano, Ponzano Veneto e Crespano con oltre il 20 per mille. A seguire altri comuni di piccole dimensioni con oltre 16 nuove residenze ogni 1.000 abitanti: Colle Umberto, Santa Lucia di Piave, San Pietro di Feletto, Portobuffolè.

Perdono residenti ben 32 comuni della marca e in particolare Godega di Sant’Urbano (-6,0 per mille), Quinto (-6,1 per mille), Treviso (-6,3 per mille), Sarmede (-6,6 per mille), Possagno (-6,7 per mille), Mansuè (8,7 per mille), Maser (-9,9 per mille), Fonte (-10,3 per mille).
Se si mettono in relazione i due fenomeni di migratorietà emerge che i comuni con basso tasso di migrazione interna hanno un elevato tasso di migrazione estera e viceversa; e così se da una parte le giovani coppie italiane si dirigono verso i comuni con nuovi quartieri residenziali, gli stranieri sono orientati verso paesi per lo più dislocati nell’area pedemontana che offrono vecchie abitazioni a prezzi più accessibili.

Presentano un alto tasso di migrazione estera (oltre il 20 per mille) ed un tasso di migrazione interna negativo i comuni di Fonte, Mansuè, Moriago della Battaglia, Segusino, San Polo di Piave, Paderno del Grappa, San Zenone degli Ezzelini, Cornuda; mentre presentano un alto tasso di migrazione interna (oltre il 18 per mille) ed un tasso di immigrazione estera inferiore al 10 per mille i Comuni di San Pietro di Feletto, Cordignano, Povegliano e Casale sul Sile.
I casi estremi sono dati dal Comune di Sarmede che presenta un tasso di migrazione interna negativo (-6,6 per mille) ed un tasso di migrazione estera molto basso (5,6 per mille) e dal Comune di Crespano del Grappa che presenta un elevato tasso di migrazione interna (20,9 per mille) parimenti ad un elevato tasso di migrazione estera (23,6 per mille).

Sabina Bolzan
"L'Economia della Marca Trevigiana", Ottobre 2004


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