HOME C.C.I.A.A. di TREVISO HOME C.C.I.A.A. di TREVISO
Percorso:  HOME >  Economia Trevigiana
Economia Trevigiana


  Il settore nonprofit

    Approfondimenti         Dati statistici     « Torna a lista sezioni

« Indietro   1. Settore non profit

Nel 1999 l’ISTAT ha effettuato la prima rilevazione censuaria sulle istituzioni e sulle imprese non profit attive in Italia al 31 dicembre 1999.

Le istituzioni non profit sono definite dall’ISTAT come “enti giuridici o sociali creati allo scopo di produrre beni e servizi il cui status non permette loro di essere fonte di reddito, profitto o altro guadagno finanziario per le unità che le costituiscono, controllano o finanziano; pertanto i loro bilanci devono essere chiusi in pareggio e gli eventuali avanzi non possono essere distribuiti ai soci sotto forma di utili.

Il campo di osservazione ha incluso le istituzioni private che assumono la forma giuridica di associazione riconosciuta, associazione non riconosciuta, comitato, fondazione, cooperativa, ecc., attive al 31.12.1999, mentre ha escluso le istituzioni pubbliche e le varie forme di impresa (compresi i consorzi).

I dati sono stati raccolti tramite questionari autocompilati facendo riferimento al periodo compreso tra marzo e dicembre 2000.

Le istituzioni non profit in provincia di Treviso sono risultate pari a 3.728 unità. Fatto 100 il totale delle istituzioni nel Veneto, la provincia di Treviso ha il 18% delle istituzioni non profit ed è preceduta dalle province di Verona (21%) e Padova (20%).

In valori assoluti, il Veneto è la seconda regione italiana con il maggior numero di istituzioni non profit, pari a 21.092 unità (9,5% del totale nazionale); è preceduta dalla Lombardia con una consistenza pari a 31.120 unità (14,1% del totale).

Nel grafico abbinato alla tav. 15.3 sono stati normalizzati i valori assoluti della consistenza delle istituzioni non profit considerando la popolazione del 1999 delle province venete rappresentate.

Si vede così che Treviso si colloca al di sopra della media italiana con 47 istituzioni ogni 10.000 abitanti; emerge al primo posto Belluno con ben 77 istituzioni e all’ultimo posto Vicenza con 34 istituzioni.

In provincia di Treviso le istituzioni non profit sono maggiormente concentrate nel settore della cultura, sport e ricreazione con 2.537 unità pari al 68,0% del totale delle istituzioni. Seguono i settori dell’assistenza sociale con il 6,6% e dell’istruzione e ricerca con il 6,3%.

Per quanto riguarda la forma giuridica prevalgono nettamente le associazioni non riconosciute che sono 2.568 pari al 69% del totale delle istituzioni.

Nel territorio trevigiano gli occupati nelle istituzioni non profit che percepiscono uno stipendio (dipendenti + collaboratori coordinati e continuativi) sono 10.129, il 16% del totale degli addetti.

Nonostante in provincia di Treviso il settore cultura sport e ricreazione abbia il maggior numero di istituzioni, gli addetti stipendiati sono solo il 10% contro il 53% di volontari.

La maggiore concentrazione si trova nei settori dell’istruzione e ricerca e nella sanità e assistenza sociale. Nell’istruzione e ricerca Treviso ha il 50% degli addetti stipendiati, contro il 35% del Veneto e il 20% dell’Italia mentre nella sanità e assistenza sociale la situazione si ribalta in quanto l’Italia ha il 48% di addetti stipendiati contro il 31% del Veneto e il 22% di Treviso.

Nelle istituzioni non profit le entrate possono essere sia di fonte pubblica che di fonte privata anche se prevale quest’ultima: in modo particolare, oltre il 75% delle istituzioni si finanzia attraverso le quote sociali e più del 45% con ricavi derivanti da vendita di beni. Per quanto riguarda le entrate di fonte pubblica oltre il 45% delle istituzioni è finanziato da sussidi e contributi.

Nel complesso sia per la provincia di Treviso che per il Veneto e l’Italia l’importo medio delle entrate supera l’ammontare medio delle uscite realizzando così per le istituzioni non profit un saldo positivo.

Dal punto visto economico, le istituzioni non profit possono essere ulteriormente suddivise in market e non market ( tav. 15.2).

Si parla di istituzioni market quando il rapporto tra i ricavi derivanti dalla vendita di beni e servizi e i costi di produzione totali (intesi come somma di consumi intermedi dei redditi da lavoro dipendente e degli ammortamenti e delle altre imposte sulla produzione) è superiore al 50% e di conseguenza la principale fonte di finanziamento risultano i ricavi provenienti dalla vendita di beni e servizi; se il rapporto risulta essere inferiore al 50% si parla di istituzioni non market e in questo caso la fonte prevalente di finanziamento è rappresentata dai trasferimenti pubblici o privati.

Treviso, analogamente a Veneto e Italia, mostra una netta predominanza delle istituzioni non market con una percentuale superiore al 60%.


Argomenti correlati:
  • Notizie sull'economia

  •   « Torna indietro » Inizio pagina  Stampa