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L’analisi statistica dei depositi brevettali permette invece di fornire
un quadro dell’innovazione formale in provincia di Treviso, in comparazione
con altri territori.
Attraverso l’utilizzo della banca dati SIMBA (2) è stato infatti
possibile ricostruire nel dettaglio la graduatoria delle prime dieci province
italiane per depositi brevettali (tav. 6.1) nonché, la graduatoria delle
province venete (tav. 6.2), distinguendo tra: brevetti per invenzioni, per
marchi d’impresa, per modelli di utilità e per modelli ornamentali.
Dai dati raccolti, risulta che nelle prime dieci posizioni figurano ben quattro
province venete: per ordine, Padova (settima), Verona (ottava), Treviso (nona)
e Vicenza (decima).
La graduatoria subisce delle variazioni se il criterio in base al quale le
province vengono ordinate diventa quello dei soli depositi di brevetto per
invenzione (vedi grafico corrispondente) in questo caso infatti, restano pressoché invariate
le posizioni di Milano, Torino, Roma e Bologna, mentre recuperano posizioni
alcune province venete rispettivamente Padova (sesta), Vicenza (settima), Udine
(ottava), Treviso (nona), mentre Verona diventa undicesima.
I dati di riepilogo della graduatoria delle prime dieci province italiane
per tipologia di depositi brevettuali, mettono in evidenza la forte incidenza
sul totale, dei depositi per marchi d’impresa, a testimonianza della
accresciuta sensibilità da parte degli operatori economici per ciò che
attiene la tutela giuridica del proprio segno distintivo.
Spostando l’attenzione sulla graduatoria delle province venete, si evince
(tav. 6.3) che in base ai dati dei depositi al 31.12.2003, è Padova
la provincia che fa registrare il maggior numero di domande presentate con
1.396 depositi (29% circa del totale regionale), seguita da Verona con 992
depositi (20,5% sul totale regionale) e Treviso con 987 depositi (20,4% sul
totale regionale); di modeste dimensioni sono le quote di Belluno e Rovigo
con rispettivamente 97 e 72 depositi, che insieme assorbono solo il 3% del
totale dei depositi a livello regionale.
Il peso percentuale delle singole province sul totale regionale cambia notevolmente,
se si prendono in considerazione i soli depositi per invenzione al 31.12.2003:
a parte Padova che registra il maggior numero di depositi per invenzioni (poco
più del 32%) riconfermando la sua posizione, emerge la posizione di
Vicenza con il 27,9 % sul totale regionale, seguita da Treviso con il 16,9%
e Verona con il 15%; rimangono comunque modeste le quote di Venezia, Belluno
e Rovigo.
Rispetto al 1999 le posizioni rimangono invariate: emerge una leggera diminuzione
nei depositi per invenzione delle province di Padova, Vicenza e Treviso, mentre
aumentano i depositi per invenzione per la provincia di Verona che passano
da 114 a 147.
Ampliando il campo di osservazione, la tav. 6.4 offre un riepilogo dell’approccio
alla procedura di brevettazione presso l’EPO (European Patent Office)
per le province venete nel quinquennio 1997-2001.
Emerge così che Vicenza è la prima provincia per brevetti depositati
presso l’Epo (141,7), seguita da Treviso (113,6), Padova (105,9) e Verona
(68,8). Anche se non è possibile affermare che dei 165 brevetti depositati
presso la CCIAA di Treviso, 113,6 hanno proseguito il loro percorso amministrativo
accedendo alla brevettazione europea (3) , è comunque plausibile affermare
che esista una elevata propensione da parte delle imprese trevigiane a tutelare
adeguatamente i frutti di uno studio su un prodotto o un procedimento sfociati
in una soluzione innovativa attraverso il brevetto europeo.
Ragionando invece in termini di brevetti europei depositati ogni milione d’abitanti, è Verona
la prima provincia (170,8 depositi), seguita da Treviso (137,3), Padova (118,2)
e Vicenza (79,8).
Ritornando ad un’analisi di tipo territoriale e precisando che i valori
assoluti da soli non sempre offrono una rappresentazione esaustiva della realtà,
si è deciso di utilizzare alcuni indicatori:
- brevetti depositati su imprese attive (tav. 6.5);
- brevetti depositati ogni 10.000 abitanti (tav. 6.6).
Per l’indicatore dei brevetti depositati ogni 1000 imprese attive, focalizzando
l’attenzione sui soli depositi per invenzione, confrontando il 1999 con
il 2003, emerge il ruolo di Vicenza che al 2003 fa registrare 3,6 depositi
per invenzione ogni 1.000 imprese attive, seguita a breve distanza da Padova
con 3,4 invenzioni ogni 1.000 imprese attive; subito dopo ritroviamo le province
di Treviso e Verona con rispettivamente 2,0 e 1,7 invenzioni ogni 1.000 imprese
attive. A notevole distanza ritroviamo le Province di Belluno, Venezia e Rovigo
con rispettivamente 1,2, 0,8 e 0,2 invenzioni depositate ogni 1.000 imprese
attive.
Altro interessante indicatore, di cui si tiene conto nell’analisi dell’attività innovativa
e dello sviluppo tecnologico di una determinata area geografica, è rappresentato
dal “numero di brevetti per abitanti”: riepilogando nel dettaglio
il confronto delle province venete nei tre periodi considerati, vale a dire
1991-1996-2003 e considerando il totale dei depositi delle diverse tipologie
di brevetto, emergono rispettivamente Padova con 16,3 depositi ogni 10.000
abitanti, Treviso con 12,2, Verona con 11,8 e Vicenza con 11,1; a notevole
distanza ritroviamo Venezia, Belluno e Rovigo rispettivamente con 4,9, 4,6
e 3,0 depositi ogni 10.000 abitanti.
I depositi totali, tuttavia, non danno una reale rappresentazione dello sviluppo
tecnologico di una determinata area geografica: ragionando quindi in termini
di depositi per invenzioni, emerge ancora una volta il ruolo indiscusso di
Padova con 3,7 brevetti per invenzione ogni 10.000 abitanti, seguita da Vicenza
con 3,4 invenzioni ogni 10.000 abitanti, Treviso con 2,0 invenzioni ogni 10.000
abitanti e Verona con 1,8 invenzioni ogni 10.000 abitanti; ciò dimostra
che per le province di Verona e Treviso vi è una forte incidenza dei
depositi per marchi d’impresa sul totale depositi, rispetto alle province
di Padova e Vicenza.
Assolutamente interessante, la distribuzione settoriale dei depositi per invenzione
in provincia di Treviso nel quinquennio 1999-2003 (vedi grafico corrispondente).
Sulla base della classificazione delle attività economiche ATECO, è stata
ricostruita la situazione dei settori particolarmente attivi dal punto di vista
brevettuale: è emersa una forte coerenza dei dati a livello provinciale
con quelli a livello nazionale (prevalgono infatti alcuni settori tra cui:
produzione di metalli e loro leghe, macchine e apparecchi di uso domestico,
fabbricazione di macchine, apparecchi elettrici e apparecchi di precisione,
industria della gomma) fatta esclusione per il settore delle calzature e della
lavorazione del cuoio il cui dato risulta fortemente condizionato dalla presenza
di un gruppo di imprese molto attive dal punto di vista brevettuale e che incidono
notevolmente sul totale del settore.
Per ciò che attiene i depositi per invenzione, continuano ad essere
numerosi i depositi di inventori privati, rispetto ai depositi delle aziende:
nel 2003 delle 165 invenzioni depositate, 47 riguardavano inventori privati
e 118 riguardavano aziende (vedi grafico corrispondente).
Il dato non è certo da interpretarsi in senso negativo in quanto, dietro
ogni applicazione, vi è sempre lo sforzo tecnico da parte dell’inventore,
e soprattutto bisogna ricordare che anche le applicazioni non sovvenzionate
vengono considerate come indicatore del potenziale di invenzione di una determinata
area geografica.
La fiducia riposta nella struttura camerale trevigiana - per la promozione
dei servizi integrati a tutela della proprietà industriale - è messa
in evidenza dai dati riepilogati nel grafico: la percentuale dei depositi dei
brevetti per invenzioni da fuori provincia è passato dal 22,1% del 1999
al 24,8% del 2003 (vedi grafico corrispondente).
2 L’acronimo SIMBA (Sistema Informativo Marchi Brevetti e Altre tipologie)
si riferisce alla banca dati realizzata da Unioncamere per le Camere di Commercio
che permette di caricare i dati relativi alle domande di brevetti, modelli
e marchi nonché ai relativi seguiti (riserve, tasse, trascrizioni) presentate
alle Camere di Commercio.
3 Ricordiamo infatti che, chiunque abbia depositato una domanda di brevetto
presso uno degli stati appartenenti all’Unione di Parigi può,
entro 12 mesi, depositare ulteriori domande per la stessa invenzione in altri
stati dell’Unione rivendicando la “priorità” della prima domanda. La domanda
di brevetto europeo può essere depositata presso:
- l’Ufficio Europeo dei brevetti, nelle sedi di Monaco di Baviera, L’Aia
o Berlino;
- gli Uffici Brevetti nazionali degli stati contraenti.
Ciò significa che un’impresa italiana potrebbe optare per la procedura
unificata del brevetto europeo, senza designare l’Italia tra i paesi in
cui si richiede la protezione dell’invenzione.
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