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Per la provincia di Treviso di dispone dei dati relativi alle sentenze di
fallimenti al 2003; per le province venete l’aggiornamento si ferma al
2002. A Treviso il valore assoluto dei fallimenti è passato, nel corso
dell’ultimo anno, da 137 a 180 unità (tav. 4.4.1).
Gli aumenti più considerevoli si sono avuti nel settore delle industrie
manifatturiere (42% l’incidenza del manifatturiero sull’incremento
complessivo), nelle costruzioni (21%), negli alberghi e ristoranti (14%) e
nel settore dei trasporti, magazzinaggio e comunicazioni (12%).
Se confrontiamo invece i fallimenti dichiarati per le province venete nella
serie storica 1998-2002 (tav. 4.4.2), si nota che la provincia di Padova ha
registrato il maggior numero di fallimenti nel 1998 e nel 2002 (rispettivamente
con 202 e 196 sentenze di fallimenti pari al 22,4% e al 24,7% del totale regionale),
Verona detiene il primato nel 1999 e nel 2000 (rispettivamente con 167 e 163
fallimenti pari al 19,5% e al 22,3% del totale regionale) mentre Treviso ha
contato maggiori fallimenti nel 2001 (162 sentenze di fallimenti pari al 24,5%
del totale regionale).
Dall’analisi disaggregata per macro-settori di attività(tav.
4.4.2) emerge che Vicenza ha registrato nel 2002 più fallimenti nell’industria
e nell’artigianato (25,8% del totale regionale), Padova nel commercio
(27,3%) mentre Venezia è risultata maggiormente interessata a fallimenti
nelle altre attività (29,7%).
Per quanto riguarda i protesti (tav. 4.4.4) suddivisi per tipo di effetto
emerge che, dai dati dell’ultimo anno disponibile, gli assegni sono maggiormente
protestati per numero di effetti a Verona (21,4% del totale regionale), a Padova
(21,3%) e Treviso (20,7%) mentre per importo il primato va alla provincia di
Venezia con ben il 37,8% del Veneto.
Venezia si colloca al primo posto anche per le cambiali protestate sia per
numero (24,5% del totale regionale) sia per importo complessivo (39,0%) seguita,
in quest’ultimo caso, dalla provincia di Treviso con il 15,1%.
Per le tratte accettate invece si distingue Rovigo con il 39,4% di effetti
protestati e un corrispondente importo che copre il 36,0% del totale regionale
seguita da Padova (rispettivamente con il 16,5% e il 22,9%), Venezia (14,6%
e 17,0%) e Treviso (14,3% e 16,5%).
Infine per quanto riguarda le tratte non accettate prevale Verona con il 26,6%
di tratte non accettate protestate e un importo pari al 55,1% del totale regionale
seguita per numero di effetti da Padova (20,8%), Vicenza (19,7%) e Treviso
(15,4%) e per importo da Treviso (11,8%) e Padova (11,5%).
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