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Gli indici dei prezzi al consumo (IPC) elaborati e diffusi dall’Istituto
Nazionale di Statistica misurano le variazioni medie dei prezzi che si formano
nelle transazioni relative a beni e servizi scambiati tra gli operatori economici
ed i consumatori privati finali. Secondo gli scopi loro assegnati essi si differenziano
in relazione all’universo dei consumatori ai quali si riferiscono ed
alla composizione del paniere dei consumi considerati.
Attualmente per i prezzi al consumo riferiti alla popolazione italiana vengono
prodotti tre distinti indici: l’indice armonizzato dei prezzi al consumo
per i paesi dell’Unione Europea (IPCA), l’indice nazionale dei
prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC) e l’indice
dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati (FOI).
Le tavole di seguito pubblicate prendono in considerazione l’indice
FOI in quanto questo è l’indice al quale la legislazione italiana
assegna gli effetti amministrativi più importanti per il calcolo della
maggior parte degli aggiornamenti relativi a contratti di locazione degli immobili,
assegni di mantenimento, rivalutazioni monetarie di diversa natura. Il FOI
ha come riferimento solo la popolazione formata da famiglie il cui capofamiglia è un
lavoratore dipendente, operaio o impiegato, dei settori extragricoli e rileva
i prezzi di mercato dei beni e servizi acquistati da queste famiglie.
Tutti gli indici nascono da un’unica rilevazione dei dati effettuata
dagli Uffici comunali di statistica dei Comuni capoluoghi di provincia prendendo
in considerazione un paniere costituito da un elenco di voci di prodotto, che
per il 2003 sono circa 960. Ad ogni voce è assegnato un valore (definito
peso) proporzionale all’importanza che la voce stessa rappresenta nell’ambito
dell’intero paniere.
I prezzi dei prodotti componenti il paniere 2003 vengono rilevati in 32.000
punti vendita ai quali si aggiungono approssimativamente 10.500 abitazioni
per la rilevazione degli affitti, per un numero medio complessivo di 320.000
quotazioni mensili; la periodicità delle rilevazioni è diversa
a seconda delle varie categorie di beni e servizi (per i prodotti alimentari
freschi ogni 15 gg., per gli altri prodotti alimentari, gli articoli di abbigliamento
ed i servizi personali la cadenza è mensile come pure la rilevazione
delle tariffe).
I prodotti sono a loro volta raggruppati in 12 capitoli di spesa. Dal confronto
tra le variazioni percentuali di dicembre 2003 su dicembre 2002 dell’Italia
con la provincia di Treviso, emerge che il capitolo di spesa “Bevande
alcoliche e tabacchi” è quello che ha avuto l’incremento
maggiore: +8,0% sia a livello nazionale che provinciale, in gran parte dovuto
ai ritocchi di prezzo apportati alle sigarette. Seguono il capitolo dei “Prodotti
alimentari e bevande analcoliche” con una variazione annua del +3,8%
per l’Italia e del +3,4% per Treviso, il capitolo “Alberghi, ristoranti
e pubblici esercizi” che è cresciuto del +3,6% a livello nazionale
e il capitolo “Istruzione” cresciuto del +3,3% per Treviso.
Unica variazione annuale negativa si riscontra nel capitolo delle “Comunicazioni” pari
al –4,9% per l’Italia e al –5,0% per Treviso.
L’indice generale (esclusi i tabacchi) nazionale dei prezzi al consumo
per le famiglie di operai ed impiegati a dicembre 2003 è risultato pari
a 121,8 (base 1995=100), facendo registrare una stazionarietà a livello
congiunturale e un incremento del 2,3% a livello annuale e del 5,0% a livello
biennale.
Nella graduatoria provinciale per indici generali (sempre esclusi i tabacchi)
Treviso si colloca all’8° posto con un numero indice pari a 124,9
mentre nella graduatoria per variazione tendenziale annua occupa il 63° posto
con un +1,7%; stazionaria la variazione congiunturale, cresce del +4,2% la
variazione biennale.
Tra le province venete le variazioni annuale e biennale registrate per la
provincia di Treviso risultano essere le più basse dopo quelle della
provincia di Rovigo.
Oltre all’analisi per indice generale senza tabacchi è utile
analizzare l’andamento degli indici e delle relative variazioni per i “Prodotti
alimentari e bevande analcoliche” dato che questi appartengono al capitolo
di spesa con il maggiore peso percentuale (15,88) nel paniere dei prodotti
considerati.
Treviso si colloca al 10° posto della graduatoria per numeri indici a
dicembre 2003 con un valore pari a 125,6 mentre è al 42° posto nella
graduatoria della variazione annuale con il +3,4%, valore comunque inferiore
alla media italiana che è pari al +3,8%. Registra una variazione biennale
pari al +5,5% contro una media nazionale pari al +7,1% e una variazione congiunturale
stazionaria a fronte di un +0,2% dell’Italia.
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