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Economia Trevigiana


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« Indietro   3. Rifiuti urbani e rifiuti speciali

L’ARPAV (Agenzia Regionale per la Prevenzione e Protezione Ambientale del Veneto), nel diffondere i dati relativi alla produzione e raccolta di rifiuti urbani, mette in evidenza una leggera contrazione della produzione totale trevigiana 2002 sul corrispondente valore 2001 quantità che si è attestata su 306.975 tonnellate ( tav. 16.3.1). Ancora più significativa risulta la flessione della produzione pro-capite 2002 (380 Kg/abitante) rispetto alla quantità del 2001 (386 Kg/ab.).

Fra le province venete Treviso si distingue per la produzione del 14% di rifiuti regionali e per la più bassa produzione pro-capite mentre Venezia (città turistica per eccellenza) si mette in luce per valori opposti. La media pro-capite veneta, attestatasi nel 2002 su 476 Kg/ab., presenta nel quinquennio 1998/2002 un andamento altalenante dovuto quasi sicuramente alle diverse misure adottate dai gestori dei servizi in questione.

I dati sulla raccolta differenziata ( tav. 16.3.2) pongono Treviso in ottima luce: nel 2002 quasi il 52% del totale rifiuti urbani entra in raccolta differenziata a fronte di una media veneta del 39% circa. Valore su cui incide, negativamente, il basso tasso di raccolta differenziata effettuato da Venezia e Rovigo che non raggiungono quota 30% e di Belluno che segnala appena il 25%.

Fra le tipologie di rifiuti che compongono la raccolta differenziata, Treviso si evidenzia, in particolare nel bacino TV3, per l’impegno dedicato alla raccolta delle frazioni organiche (che comprende la frazione organica domestica e la frazione verde), mentre nel bacino TV1 è più consistente la raccolta delle frazioni secche recuperabili (comprende le frazioni carta, vetro, plastica e lattine).

Nel grafico si notano invece le dinamiche relative all’andamento della raccolta differenziata relativamente al periodo 1998-2002. Se Treviso e Padova si mantengono su posizioni alte e costantemente in crescita, vanno evidenziati gli andamenti incostanti di Vicenza e Verona, l’impegno di Rovigo e le posizioni pressochè statiche di Belluno e Venezia.

Se la produzione, la raccolta ed il trattamento dei rifiuti urbani riguarda evidentemente la popolazione residente e presente nel territorio, va sottolineato che anche le aziende che esercitano la loro attività nei diversi comparti economici devono dichiarare la produzione dei propri rifiuti speciali compilando il MUD (Modello Unico di Dichiarazione). I dati disponibili ad oggi riguardano il 2001 ( tav. 16.3.3) e la loro elaborazione, effettuata da Ecocerved, rileva una variazione nella provincia di Treviso fra l’anno 2001 e il 2000 pari a +25,9% (significativamente più elevata della variazione regionale: +14,5%).

Le aziende trevigiane dichiarano circa il 17% del totale rifiuti speciali veneti, il 97% dei quali di natura non pericolosa. Sempre in termini di rifiuti speciali Treviso, dopo Verona e Vicenza, è la terza provincia veneta in quanto a produzione totale.

Tenendo conto che sono 8.618 le unità locali trevigiane interessate nel 2001 alla dichiarazione MUD (19% delle venete) la produzione media di rifiuti per U.L. risulta di 232,5 tonnellate contro una media regionale di 256,4. Lo stesso valore risultava nel 2000 rispettivamente pari a 184,2 in provincia e 218,4 in regione.

Nella disaggregazione per attività economica la produzione per U.L. è elevata nelle industrie di estrazione minerali, nelle aziende di trasporti e comunicazioni e nell’industria manifatturiera alimentare. Molto alto il valore segnalato dai servizi pubblici di tipo associativo, ricreativo, culturale e sportivo sia per il dato dei rifiuti per U.L. che per la quantità di rifiuti pericolosi. Quest’ultima tipologia è inoltre particolarmente concentrata nel settore economico dedito alle lavorazioni metallurgiche.



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