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Gli imprenditori in provincia di Treviso sono 135.280, di cui 101.311 uomini
e 33.969 donne; ogni 100 imprenditori 25 sono donne contro una media nazionale
pari a 26 imprenditrici.
Treviso è la seconda provincia veneta dopo Padova per numero di donne
imprenditrici ed è seguita da Verona e Vicenza.
Il 51,0% degli imprenditori trevigiani ha un’età compresa tra
i 30 e i 49 anni: il 41,8% ha più di 50 anni ed il 7,1% meno di 30 anni.
Si registra una prevalenza maschile rispetto a quella femminile soprattutto
nelle costruzioni (quasi il 91%), nella meccanica (oltre l’83%) e nel
settore del legno-arredo (circa l’80%); mentre ci sono più donne
imprenditrici nei servizi alle persone (comprensivi di saloni di parrucchiere,
istituti di bellezza e centri benessere) in percentuale pari al 54,0% e se
ne rileva una percentuale consistente anche nel tessile-abbigliamento (circa
il 45%) e nei pubblici esercizi (circa il 43%).
Entrando nel dettaglio degli imprenditori di sesso maschile con meno di 30
anni, i settori di maggiore concentrazione sono le costruzioni (23,8% sul totale
imprenditori trentenni), il commercio (22,7%) e i servizi alle imprese (7,0%);
analogamente per quanto attiene alle giovani donne imprenditrici, queste sono
per lo più concentrate nei servizi alle persone (13,3%), nei pubblici
esercizi (12,1%) e nelle attività immobiliari (11,2%).
Per quanto attiene alla distribuzione dell’imprenditoria per natura
giuridica gli imprenditori di sesso maschile sono concentrati per il 40,9%
nelle imprese individuali (soprattutto costruzioni e trasporti), per il 29,6%
nelle società di persone (pubblici esercizi) e per il 25,7% nelle società di
capitali (meccanica e mobile).
Gli imprenditori di sesso femminile sono presenti per il 34,6% nelle imprese
individuali (soprattutto servizi pubblici, sociali e personali), per il 46,0%
nelle società di persone (attività immobiliari, pubblici esercizi
e commercio) e nelle società di capitali per il 17,1%.
Prendendo in considerazione le cariche ricoperte dagli imprenditori sia maschi
che femmine (tav. 11.1.5), si riscontra che gli imprenditori uomini rivestono
per lo più la carica di titolare (40,8%), mentre le imprenditrici rivestono
in preponderanza la carica di socio (38,4%).
Come si riscontra dai grafici della sottosezione 11.1 il peso percentuale
degli imprenditori titolari maschi sul totale degli imprenditori maschi è maggiore
nel settore dell’agricoltura (32,4%), del commercio (23,1%) e dell’edilizia
(19,8%); analizzando invece la carica di socio per le donne il peso percentuale
sul totale imprenditori donne è maggiore nel commercio (9,0%), nel manifatturiero
(8,9%) e nelle attività immobiliari (5,6%).
Interessante l’analisi nel corso degli ultimi 4 anni (2000-2003) dell’imprenditoria
femminile
(
tav. 11.1.6)
che complessivamente cresce del +3,0% grazie all’esplosione
nel settore delle attività immobiliari (34,7%) e nei servizi alle imprese
(15,9%) e all’incremento registrato nei pubblici esercizi (12,4%), nei
servizi pubblici, sociali e personali (8,1%) e nel commercio (3,9%); in diminuzione
le imprenditrici nelle industrie tessili (-16,6%) e nelle confezioni degli
articoli di vestiario (-7,6%).
Da ultimo, entrando nel dettaglio dell’analisi dell’imprenditoria
femminile, è possibile prendere in considerazione le “imprese
femminili”, ovvero le imprese la cui percentuale di partecipazione femminile è superiore
al 50% (17.089 unità)
(1). A tal proposito in provincia di Treviso il
92,7% delle imprese femminili così considerate si caratterizza per una
presenza femminile esclusiva, intesa come totale capacità di controllo
esercitato dalle donne; il 68,5% del totale delle imprese femminili opera sotto
forma
di impresa individuale, il 25,6% come società di persone ed il 5,4%
come società di capitali (pesi percentuali in linea con la media regionale).
1 Per stabilire con quale criterio misurare la partecipazione femminile nelle
imprese, si è preso spunto dalla definizione data dalla Legge n. 215/92 – “Azioni
positive per l’imprenditoria femminile, art. 2”, e dalla successiva
circolare n. 1151489 del 22/11/2002, art. 1.2 del Min. Att. Produttive.
In base a tali norme, il grado di partecipazione femminile è desunto
dalla natura giuridica dell’impresa, dall’eventuale quota di capitale
sociale detenuta da ciascun socio donna e dalla percentuale di donne presenti
tra gli amministratori o titolari o soci dell’impresa.
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