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Incontro con Presidente Ciampi Terribile e Candoni

“E’ stato un incontro molto cordiale a cui tenevamo molto anche perché era doveroso dare giusto riconoscimento al Presidente Ciampi quando, proprio l’estate scorsa, in un clima diffuso ed altalenante di sfiducia anche nel sistema distrettuale levò alto un riconoscimento proprio ai nostri Distretti, identificandoli quali officine e laboratori da cui avviare una ripresa del Paese non più rinviabile, sottolineando che il valore dei distretti, in un’economia caratterizzata da imprese di piccole dimensioni, rimarrà altissimo. Anche oggi il Presidente Ciampi ha prestato una grandissima attenzione alla realtà dei distretti e alle loro specificità”. Questa la dichiarazione “a caldo” del presidente di Distretti Italiani Paolo Terribile all’uscita dal Quirinale, dove il Presidente della Repubblica Ciampi ha ricevuto oggi una delegazione dell’associ azione, guidata da Terribile e dal Segretario Nazionale Italo Candoni
“Usciamo da questo incontro incoraggiati nel nostro impegno affinché la realtà distrettuale italiana possa continuare ad essere strategica per l’economia del Paese – dichiara Candoni - I distretti stanno oggi vivendo un momento storico, determinato anche dall’inserimento nella Finanziaria 2006 di provvedimenti atti a promuovere le aggregazioni di imprese. L’augurio è che quanto prima si passi ad una fase operativa, a cui Distretti Italiani darà il suo contributo”.

L’incontro con la delegazione è stato l’occasione per presentare a Ciampi la realtà dei distretti italiani e l’associazione Distretti Italiani (già Club dei Distretti Industriali Italiani) attiva da oltre dodici anni: “Il Club – ha detto Terribile nel suo discorso al Presidente - riuniva i Distretti “storici” costituiti nel nostro paese con l’obiettivo dichiarato di aumentarne le relazioni, integrarne le esperienze e la promozione. Già da vent’anni, da Belluno a Prato, da San Daniele del Friuli a Fermo, da Montebelluna a Biella, l’Italia tutta era stata percorsa da queste associazioni spontanee di imprese di una stessa filiera produttiva, accomunate d a un forte attaccamento al territorio, da un legame economico-sociale rilevantissimo, da comuni necessità produttivo distributive. Ma c’era e c’è di più. Le aggregazioni distrettuali, infatti, condividevano –e condividono- i valori d’impresa e l’entusiasmo per un miglioramento continuo e per la propagazione delle conoscenze. Con il tempo i Distretti si sono moltiplicati, in moltissime regioni hanno avuto una regolamentazione ed alcuni casi distrettuali sono stati e sono tutt’ora oggetto di studio nelle università tutto il mondo”.

Terribile ha anche sottolineato come i dis tretti italiani si siano adeguati alle grandi trasformazioni dell’economia e quali sono state le performance dell’ultimo periodo, dopo la generale crisi dell’imprenditoria italiana del 2003: “I segnali di recupero si sono riscontrati un po’ ovunque. Ed i Distretti Produttivi credo in modo incontrovertibile sono stati primi attori di questa ripresa. Nuovamente dal Friuli alla Sicilia, si è assistito e si sta assistendo ad una vitalità distrettuale e ad un entusiasmo per il fare, che ha dell’incredibile. Un sistema è vitale se è capace di re-inventarsi ogni volta che si trova di fronte ad un ostacolo importante, in modo da sviluppare proposte per superarlo. Ma quello che conta, per uscire dai momenti difficili, è che ci sia un costante numero di innovatori disposti ad esplorare nuove opportunità a proprio rischio investendo tempo e denaro. Ecco che i Distretti produttivi si ripropongono come organizzazioni strutturate, economiche e culturali territoriali al tempo stesso, aventi questa caratteristica di innovazione continua e di diffusione tecnologica”.
Il Presidente Terribile ha così concluso il suo discorso al Presidente Ciampi “I Distretti – ha concluso - rappresentano una parte importante della nostra economia e del nostro export e sono i veri portabandiera del “made in Italy”. Non solo, ma il radicamento del Distretto con il territorio promuove non solo il prodotto, ma il territorio stesso, con le proprie bellezze artistiche e le tipicità dei prodotti agroalimentari che si sposano indissolubilmente con la nostra Terra. Per questo riteniamo che i distretti siano il cuore pulsante del nost ro Paese”

“Le mutazioni del mercato, le legislazioni regionali e la Finanziaria 2006 – aggiunge Candoni
sono elementi che hanno portato i distretti a ripensare alla loro organizzazione, alle loro tipologie produttive. E’ un processo che è iniziato da tempo dove tutti stanno dando un valido contributo con soddisfacenti risultati. In questo senso è significativo che sempre di più assistiamo ad azioni di collaborazione “trasversale” tra distretti, che coinvolgono realtà che per produzione, per situazione economica e per obiettivi di mercato potrebbero sembrare a prima vista agli antipodi”.

A conclusione dell’incontro la delegazione ha fatto omaggio al Presidente della Guida DistrettItalia 2006: “Abbiamo censito i distretti, li abbiamo illustrati e ne abbiamo commentato le evoluzioni e i punti di forza. Crediamo di aver prodotto uno strumento utile, ma soprattutto attendibile” conclude Candoni.



In allegato: un abstract della Guida DistrettiItalia. Curata da Distretti Italiani ed edita da Logo Libri, col supporto di Unioncamere e San Paolo Imprese, presenta le schede di 150 distretti produttivi nazionali con contributi di Enrico Letta, Paolo Sylos Labini, Marco Fortis, Piero Trupia, Debora Giannini, Ruggiera Sarcina.
L’abstract contiene l’elenco dei distretti suddivisi per regione, l’intervento di Marco Fortis su “L’Italia, Terra di Distretti ” e una scheda esemplificativa. Immagini e testi sono pubblicabili solo se con indicazione della fonte.


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