dove sei: home / Distretti e territorio / La struttura produttiva trevigiana
Per quanto riguarda il peso degli addetti nei diversi macrosettori, emerge chiaramente la vocazione industriale della provincia di Treviso: l’industria in senso stretto ha infatti un’incidenza del 47,8%, per un totale complessivo di 147.380 addetti, maggiore di quasi 7 punti percentuali rispetto all’incidenza media regionale (41,1%).
Abbastanza in linea con il dato regionale risulta il peso degli addetti nelle costruzioni e nel commercio; mentre per i servizi Treviso riporta quasi 5 punti percentuali in meno rispetto alla media regionale (26,4% della provincia contro il 31% del Veneto).
Nei servizi gli addetti trevigiani rappresentano il 15,9% del totale regionale, in leggero calo rispetto al 1991 (16,1%); dato speculare al peso che gli stessi servizi assumono all’interno dell’economia trevigiana in termini sia di imprese che di unità locali.
In termini di variazioni percentuali, i valori più consistenti appartengono ai servizi: in Veneto le imprese crescono del 62,1%, a Treviso del 56,1%; attorno ad una crescita del 40% la dinamica degli addetti per entrambi i livelli territoriali.
Gli addetti crescono in tutti i macrosettori: in particolare in provincia di Treviso la variazione percentuale degli addetti nell’industria e nelle costruzioni (rispettivamente pari a +8,6% e +21,4%) è stata maggiore di quella del Veneto (rispettivamente pari a +1,6% e +17,8%). La cospicua crescita, nella Marca, degli addetti al settore dell’industria, a fronte della suddetta diminuzione di imprese e unità locali, depone a favore di un aumento della dimensione media dell’impresa.
Classe dimensionale
Per illustrare la concentrazione percentuale degli addetti per classe dimensionale, conviene adottare come chiave di lettura la classica ripartizione in microimprese (<10 addetti), piccola impresa (da 10 a 49 addetti), media impresa (da 50 a 249 addetti), grande impresa (> 250 addetti), secondo gli standard comunitari.
E’ sempre rilevante il peso della microimpresa: in essa, infatti, sono impiegati il 43,8% degli addetti trevigiani e il 45,9% degli addetti veneti, con riferimento all’insieme delle attività economiche. Nel 1991 tali quote erano tuttavia superiori (46,5% a Treviso, 47% nel Veneto).
La piccola impresa occupa a Treviso il 30,4% degli addetti (28,3% la quota regionale), sostanzialmente stabile rispetto al 1991.
La media impresa è la fascia più interessante, soprattutto con riferimento alla provincia di Treviso: assorbe infatti il 19,4% del totale addetti della Marca, con un incremento di 3,7 punti percentuali rispetto al peso che aveva nel 1991 (15,7%). Abbastanza distante il dato regionale: nel 2001 la media impresa pesa per il 17,3% sul totale addetti del Veneto, con un incremento di 1,9 punti rispetto al peso che aveva nel 1991 (15,4%).
Del 6,4%, infine, il peso degli addetti nella grande impresa sul totale degli occupati a Treviso, in calo rispetto al 1991 (7,9%); più alta l’incidenza di tale classe dimensionale nel Veneto: dell’8,5%, in linea con il dato al 1991 (8,6%).
Per quanto riguarda il numero medio di addetti alle unità locali presidiate delle imprese in provincia di Treviso e in Veneto, si ripropone il problema della frammentazione del modello nord-est: nel decennio 1991-2001 il numero medio degli addetti alle unità locali delle imprese diminuisce sia a livello provinciale che regionale passando rispettivamente da 4,3 a 4,2 e da 4,4 a 4,0 addetti.
Considerando solo le grandi imprese con 250 addetti e più appare un’importante distinzione: il numero medio degli addetti cresce a Treviso (da 489,7 a 517,2), mentre diminuisce a livello regionale (da 496,4 a 486,2).
Esaminando gli addetti alle unità locali delle imprese nel settore dell’industria, la provincia di Treviso spicca per la maggiore concentrazione degli addetti nelle costruzioni (9,3%), nei macchinari (7,1%) e nei mobili (6,9%). Per questi due ultimi settori il dato provinciale riporta valori superiori a quello regionale: gli addetti al comparto della fabbricazione di macchinari nel Veneto rappresentano il 5,6%, mentre nella fabbricazione dei mobili il dato è pari al 4,1%. Anche l’industria del legno e del tessile assume a Treviso maggiore concentrazione rispetto al dato regionale.
Con riferimento a commercio e servizi, il Veneto risulta sensibilmente più specializzato rispetto a Treviso nel commercio al dettaglio e all’ingrosso, negli alberghi e ristoranti e negli “altri servizi”; sostanzialmente allineata la quota degli addetti nelle “altre attività professionali” (7,6% Treviso, contro il 7,9% del Veneto), settore che include molte attività di terziario avanzato.
Le altre due attività che pesano di più nella Marca, per il terziario, sono il commercio al dettaglio (7,2%) e il commercio all’ingrosso (6,1%). Molto più distanziata la quarta attività, alberghi e ristoranti, che rappresenta il 3,6%, contro il 5,4% del Veneto. Con questo differente peso fra i territori si ripropone l’inadeguatezza di una lettura dei servizi in forma troppo aggregata.
Le attività immobiliari assieme al settore delle assicurazioni sono gli unici comparti del terziario ad assumere più peso a Treviso rispetto al Veneto (2% contro l’1,7% per quanto riguarda le prime e 0,4% contro 0,2% per le assicurazioni).
Esaminando le variazioni percentuali 2001/1991 degli addetti alle unità locali delle imprese dell’industria a Treviso e in Veneto che superano in valore assoluto le 1.000 unità, i settori che a Treviso registrano una maggior crescita sono la meccanica (+55,2% pari a 7.737 addetti) e la gomma plastica (+52,3% pari a 2.472 addetti); in calo invece il tessile (-37,7% pari ad una perdita di 5.643 addetti) e l’industria delle conce e della calzatura (-26,6% corrispondente ad una diminuzione di 2.494 addetti). Per quanto riguarda il Veneto i settori che crescono di più, in termini di addetti, sono l’industria della gomma (+47,0%) e della meccanica (+34,9%), mentre cala in modo consistente non solo l’industria tessile (-33,5%), ma anche l’industria dell’abbigliamento (-28,1%).
Nel commercio e nei servizi a Treviso le maggiori variazioni percentuali riguardano le attività immobiliari (+218,3% pari a 3.938 addetti) e le attività ausiliarie dei trasporti (+137,6% pari a 2.221 addetti). Per le variazioni negative che interessano il settore delle assicurazioni e dei fondi pensione occorre ricordare che il dato potrebbe essere influenzato dai processi di riorganizzazione (e/o di mobilità interaziendale) di un grosso gruppo operante in provincia di Treviso.
Per quanto riguarda il numero medio di addetti alle unità locali del settore manifatturiero, l’attività di fabbricazione autoveicoli, rimorchi e semirimorchi registra il valore più alto: 23,4 addetti. Da considerare che le unità locali di riferimento sono solo 54 in tutta la provincia con 1.265 addetti nel complesso e che la classe di addetti che ha registra una variazione positiva è quella dai 100 ai 249 addetti. Valori dimensionali medi 2001 attorno alle 20 unità si registrano per la produzione di metalli e loro leghe, per l’industria della carta, stampa ed editoria e per la fabbricazione, installazione e montaggio di macchine e apparecchi meccanici.
Da notare che, mentre per il settore dei macchinari si rileva un incremento della dimensione media rispetto al 1991, trend opposto si registra per la produzione di metalli e loro leghe. L’incremento della dimensione media nell’industria dei macchinari è determinato, in particolar modo, dalla crescita della classe d’imprese oltre i 50 addetti.
Analoghe riflessioni per il terziario. L’attività di assicurazione e fondi pensione raggiunge il valore dimensionale medio più alto: 29,2 addetti, anche se notevolmente ridimensionato rispetto al 1991, dove si contava una media di quasi 50 addetti per unità locale. Anche in questo caso, però, i valori assoluti sono molto bassi, al 2001 sono infatti solo 39 le unità locali operanti nel territorio trevigiano per un totale di 1.138 addetti.
Con riferimento alle istituzioni rilevate nel censimento dell’industria e dei servizi, in termini di peso percentuale di Treviso sul Veneto, nel 2001 si rileva, rispetto al 1991 una leggera contrazione in quasi tutto il settore istituzionale; un lieve incremento viene registrato solamente per gli addetti alle istituzioni pubbliche e per gli addetti e le unità locali di tutte le istituzioni, pubbliche e nonprofit.
Esaminando le variazioni percentuali 2001/1991, in Veneto cresce sia il numero di istituzioni pubbliche (160 unità pari a +15,5%) che il numero di addetti (+5,3%); a Treviso sono 20 le istituzioni in più (+11,4%) per un incremento occupazionale del 6,8%. Diminuiscono invece le unità locali (-2.407 per il Veneto e –433 per Treviso).
Le istituzioni nonprofit crescono in modo molto sostenuto, con variazioni oltre il 240%, sia in provincia che in regione: la variazione assoluta positiva delle istituzioni nonprofit è di 15.255 per il Veneto e di 2.670 per Treviso. Gli addetti crescono di oltre il 55% in entrambe le aree geografiche considerate: la variazione assoluta in Veneto è di 19.000 addetti e di 2.600 per Treviso.
a cura dell’Ufficio Studi, Statistica e Biblioteca
Tratto da "L'Economia della Marca Trevigiana", Agosto 2005
TrevisosAccessibile - powered by TrevisoTecnologia
e-mail: info@trevisosystem-online.com|