TrevisoAccessibile

Vai a www.trevisosystem.com

Indice rapido


dove sei: home / Distretti e territorio / Le dinamiche distrettuali


Contenuto della pagina

Le dinamiche distrettuali

La disponibilità di un dato attendibile sull’occupazione come quello offerto dal Censimento invita ad ulteriori elaborazioni, attraverso le quali capire i mutamenti di “peso” delle attività economiche e dei sistemi produttivi locali in provincia di Treviso fra il 1991 e il 2001. Viene quindi accennata una prima analisi delle dinamiche dei settori all’interno dei distretti produttivi.
L’occasione è interessante per incominciare a verificare se e in che misura i fenomeni di internazionalizzazione produttiva e la semplice diffusione di attività terziaria stiano determinando processi di ricomposizione delle attività economiche nei tre distretti storici della Marca trevigiana, quali lo Sportsystem di Montebelluna, il Legno-Arredo della Sinistra Piave e il Meccanico di Conegliano.
Per conoscere i comuni in base ai quali è stato ottenuto il dato aggregato distrettuale, si veda sotto.
Peraltro, disponendo ora la Camera di Commercio di Treviso di una banca dati sui bilanci di tutte le società di capitale operanti nel territorio provinciale, con possibilità di interrogazioni per settore e per comune, si è colta l’occasione per affiancare al dato censuario, il dato aggregato del valore aggiunto al 2001: così che sia possibile cogliere il peso della specializzazione distrettuale (e degli altri settori operanti nel distretto) non solo in termini di addetti, ma anche in termini di ricchezza prodotta. Il dato 1991 sui bilanci aggregati non è disponibile.

Il distretto dello Sportsystem di Montebelluna offre osservazioni interessanti: non tanto per la contrazione di addetti nel suo settore “core”, le calzature (-25,8%, da 6.000 a 4.500 addetti), conseguenza diretta, e nota, dell’internazionalizzazione produttiva, quanto per gli effetti indiretti che tale processo sembra innescare nel settore della meccanica.
Tale comparto, infatti, aumenta i propri addetti del 48,2% a Montebelluna (da 4.200 a 6.200), contro una crescita del 29,8%, in media, a livello provinciale. Un differenziale che appare ancora più marcato se si considera la variazione nel numero delle unità locali nella meccanica: +25,2% nel distretto e +14,7% nella provincia. Si potrebbe quasi parlare di un effetto-sostituzione tra calzatura e meccanica considerando che l’incremento in valori assoluti di addetti alla meccanica nel distretto (+2.000 unità) da solo supera la flessione degli addetti (-1.500) nelle calzature.
A tale constatazione si aggiunge la stazionarietà pressoché assoluta del manifatturiero nel suo complesso (+0,2% gli addetti nel distretto, +9% gli addetti in provincia).
Ma la dinamica distrettuale non sembra fermarsi a questa compensazione interna al manifatturiero: si rilevano infatti interessanti differenziali di crescita, per gli addetti, nel credito (+33% nel distretto contro il –0,7% provinciale, in linea con gli altri distretti) e nel settore trasporti e comunicazioni (+40% nel distretto, +32% in provincia), che è fortemente influenzato dai processi di internazionalizzazione.
Sui dati relativi alle attività immobiliari, che mostrano variazioni positive a tre cifre in tutti i contesti territoriali analizzati, occorre prudenza. A Montebelluna si registra la variazione maggiore: in dieci anni gli operatori immobiliari si quadruplicano (da 136 a 564, +314%), mentre in provincia e negli altri distretti l’aumento è compreso tra il 210 e il 250 per cento. Le variabili che possono aver determinato tali incrementi sono diverse: il ciclo positivo dell’edilizia in questi ultimi anni, in tutto il territorio, la consistente disponibilità a Montebelluna di capannoni da affittare, l’influenza delle operazioni immobiliari connesse alle scelte di investimento produttivo nell’Est Europa, o anche la stessa tendenza a diversificare il rischio imprenditoriale per far fronte alle difficoltà derivanti dalla competizione internazionale.

Maggiore linearità, invece, mostrano le dinamiche nel distretto del legno-arredo della Sinistra Piave, in confronto con le medie provinciali. Dove c’è meno esperienza di inernazionalizzazione produttiva i distretti proseguono il proprio sviluppo all’interno della propria vocazione d’origine (se ancora vincente) e non mettono in moto percorsi di differenziazione nel terziario e di generazione di nuova intelligenza al servizio del manifatturiero.
L’area della Sinistra Piave pare infatti continuare a sostenere il proprio sviluppo attraverso la sua specializzazione portante: l’industria del mobile, l’unico settore del distretto che ha apprezzabili differenziali di crescita negli addetti (+30,8%) rispetto alla media provinciale (+23,3%). L’industria del legno sembra crescere maggiormente in provincia (+11%) piuttosto che nel distretto (+7,7%) forse a causa di una distribuzione geografica non concentrica all’area della Sinistra Piave, ma più allungata sulla dorsale pedemontana. Si segnala anche in questo distretto una crescita di qualche punto della meccanica (+36,6%, rispetto al +29,8%), ma non ai livelli di Montebelluna.
In ultimo si evidenzia un sistema creditizio che nel distretto aumenta i propri addetti del +24,6% contro la già evidenziata stazionarietà della media provinciale. Se si considera che lo stesso settore mostra un aumento anche nel coneglianese (+15,6%), si può affermare che il territorio in prossimità dei sistemi produttivi offra condizioni più favorevoli di crescita per il credito rispetto alle tradizionali piazze dei grandi centri urbani.

Storia a parte sembra avere il distretto Meccanico di Conegliano, caratterizzato da due specializzazioni, l’elettrodomestico e il food equipment ad uso professionale, derivanti da un’unica matrice manifatturiera quale la lavorazione dell’acciaio inox. Analizzando il dettaglio comunale non si è riusciti ad isolare perfettamente il food equipment (come invece è stato fatto nell’analisi per filiere). Si considera tuttavia più proficuo il confronto a grandi linee, a livello distrettuale, tra le dinamiche dell’elettrodomestico (e del suo indotto, quali le apparecchiature elettriche) e dei macchinari (che include, tra l’altro, il food equipment).
Il calo è netto: sia il comparto dell’elettrodomestico che quello delle apparecchiature elettriche tra il 1991 e il 2001 perdono addetti in misura cospicua. Il primo settore si flette del 26% (-1.000 addetti) contro una crescita del +66% a livello provinciale; la componentistica elettrica cala a Conegliano del 37% (-560 addetti) contro un +11% a livello provinciale.
Trend opposto per il settore dei macchinari: +51% la crescita degli addetti nel distretto, sebbene in misura non maggiore rispetto alla media provinciale (+55%). E’ comunque significativo constatare che, in valori assoluti, la contrazione di addetti nella specializzazione storica (-1.500) è ampiamente assorbita, almeno per gli anni ’90, dal settore dei macchinari (+2.600 addetti) e dal comparto metalmeccanico (+3.500 addetti).
Un segnale di diversificazione delle attività nel coneglianese, rispetto alle dinamiche provinciali ed al trend negativo della sua specializzazione storica, si coglie nel 13,8% di crescita degli addetti del manifatturiero nel suo complesso, rispetto al +9% provinciale. Un segnale comunque debole, forse non sufficiente a sostenere le accelerazioni che stanno ultimamente interessando proprio il comparto dell’elettrodomestico nel distretto.
Curiosa controtendenza negativa del coneglianese anche per i trasporti: la flessione di addetti è del 10,3% (-200 addetti), rispetto ad una crescita del 31,9% nella provincia (+2.900 addetti).

COMPOSIZIONE DISTRETTI

Distretto dello Sportsystem di Montebelluna (16 comuni): Altivole, Asolo, Caerano di San Marco, Castelcucco, Cavaso del Tomba, Cornuda, Crocetta del Montello, Giavera del Montello, Maser, Monfumo, Montebelluna, Nervesa della Battaglia, Pederobba, Possagno, Trevignano, Volpago del Montello.

Distretto del Legno-arredo (55 comuni): Asolo, Borso del Grappa, Cappella Maggiore, Castelcucco, Cavaso del Tomba, Cessalto, Chiarano, Cimadolmo, Cison di Valmarino, Codogné, Colle Umberto, Conegliano, Cordignano, Crespano del Grappa, Farra di Soligo, Follina, Fontanelle, Fonte, Fregona, Gaiarine, Godega di Sant’Urbano, Gorgo al Monticano, Mansué, Mareno di Piave, Meduna di Livenza, Miane, Monfumo, Moriago della Battaglia, Motta di Livenza, Oderzo, Ormelle, Orsago, Paderno del Grappa, Pieve di Soligo, Ponte di Piave, Portobuffolé, Possagno, Refrontolo, Revine Lago, Salgareda, San Fior, San Pietro di Feletto, San Polo di Piave, Santa Lucia di Piave, San Vendemiano, San Zenone degli Ezzelini, Sarmede, Segusino, Sernaglia della Battaglia, Susegana, Tarzo, Valdobbiadene, Vazzola, Vidor, Vittorio Veneto.

Distretto Meccanico di Conegliano (21 comuni): Cappella Maggiore, Cison di Valmarino, Codognè, Colle Umberto, Conegliano, Cordignano, Fregona, Gaiarine, Godega di Sant’Urbano, Mareno di Piave, Orsago, Revine Lago, San Fior, San Pietro di Feletto, Santa Lucia di Piave, San Vendemiano, Sarmede, Susegana, Tarzo, Vazzola, Vittorio Veneto.

a cura dell’Ufficio Studi, Statistica e Biblioteca
Tratto da "L'Economia della Marca Trevigiana", Agosto 2005

Pagina precedente